A quasi tre mesi dall’entrata in vigore del nuovo Codice della Strada di Salvini, molti ristoratori appaiono rassegnati. Anzi a volte sembrano voler prevenire il cliente per toglierlo dall’impaccio di tirare fuori la storia dell’etilometro: «Niente bottiglia di vino, vero?». E, di fronte al crollo dei consumi, per la politica è il momento di fare il mea culpa.
Ad ammettere che qualche errore c’è stato è il senatore leghista Gian Marco Centinaio, già Ministro dell’Agricoltura e del Turismo: «Sul Codice della strada dovevamo essere più chiari a spiegare che non sono cambiate le quantità di alcol che si possono bere», ha ammesso il leghista in un post su Facebook.
«Il tasso alcolemico è lo stesso, se non per qualche multa più alta – ha ribadito in una recente intervista a Vendemmmie.com – Il problema è la politica, che ha fatto un errore di comunicazione colossale. È normale che ci sia allarmismo a 360 gradi, ma per fortuna i mezzi di comunicazione più responsabili stanno cercando di ridimensionarlo, mentre altri continuano a spaventare la gente – ha continuato il leghista, per poi virare sulla questione economica: «Credo anche che ci sia una questione economica: in alcuni ristoranti o locali, una bottiglia di vino può costare più del pasto. In tempi di crisi, i consumatori fanno i loro conti».
Centinaio interviene anche sul tema del momento: i dazi statunitensi. «Trump sta portando avanti il suo programma elettorale – conclude Centinaio con un video postato sui social – Non è che sta facendo cose diverse rispetto a quello che aveva promesso agli americani, ovvero la tutela delle aziende. Non dico ben vengano i dazi, ma da loro punto di vista stanno tutelando la loro economia. Siamo noi europei che la nostra economia la stiamo massacrando privilegiando quel che arriva da fuori. Inutile che ci lamentiamo di Trump, siamo noi che massacriamo le aziende».
<<<< Questo articolo è stato pubblicato su Trebicchieri, il settimanale economico di Gambero Rosso.
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