Cento anni dalla fondazione del Consorzio del Chianti Classico, si è aperta con questa celebrazione la trentunesima edizione della Chianti Classico Collection alla Stazione Leopolda di Firenze. La manifestazione, nata come Anteprima del Chianti Classico nel 1993, ha segnato quest’anno un nuovo primato nel numero di produttori partecipanti con 211 aziende del Gallo Nero che hanno presentato le loro ultime annate di Chianti Classico, Chianti Classico Riserva e Chianti Classico Gran Selezione per un totale di 773 etichette in degustazione, di cui 172 Chianti Classico Riserva e 151 Gran Selezione. Trentasei i campioni in anteprima della vendemmia 2023.
I dati emersi sono piuttosto confortanti per la denominazione nonostante le convergenze mondiali non proprio positive che hanno assorbito anche il settore vino. Le vendite dei vini Gallo Nero degli ultimi anni (2020-2023) sono state infatti superiori del 4% rispetto alla produzione del medesimo periodo.
Per quanto riguarda il 2023, a fronte di una contrazione del prodotto imbottigliato (-11%), legata a varie cause, fra cui le previsioni sulla riduzione della produzione, la crescita generale dei prezzi e il fenomeno del sovra-stoccaggio in alcuni dei mercati chiave del Gallo Nero, l’anno si chiude con alcuni risultati di rilievo: in particolare, l’ottimo exploit del mercato interno e l’ulteriore crescita in valore e notorietà della Gran Selezione.
Ma veniamo al vivo degli assaggi. Si è presentata l’annata 2022 del Chianti Classico con una produzione di 260.000 ettolitri. Annata calda, ormai può essere sempre più registrata come una consuetudine di registro climatico, un caldo che si è fatto sempre più fitto per tutta l’estate. Le piogge sono arrivate, dopo la primavera, a metà agosto, anche con insistenza e continuità. Oltre a fenomeni improvvisi che hanno un po’ messo a dura prova lo sviluppo regolare dei ritmi vegetativi delle viti e dei processi di maturazione delle uve.
Nel bicchiere, il più delle volte, manca la profondità e la ricchezza e varietà aromatica con un alcool che si spinge, talvolta, in eccesso. I vini risultano più sottili restando tuttavia piacevoli nella loro trama generale.
Più virtuose le Riserve e le Gran Selezioni 2021 che beneficiano di un’annata più regolare, con un caldo molto più controllato e un andamento generale che ha consegnato in vendemmia, alcune un po’ anticipate, uve integre generose e ben interpretate. Negli assaggi, infatti, si registrano bellissime prove di reattività, dinamismo, freschezza ed energia.
Castellare di Castellina
Sangiovese goloso, fragolina di bosco e lamponi, invitante articolazione aromatica. In bocca è pieno con una bella progressione e sicura agilità. Il frutto regna incontrastato dall’inizio alla fine.
Castellinuzza e Piuca
Vino di carattere e gioioso. Ha una bella materia, centrato nel suo profilo generale. Saporito e dal sorso sereno.
Ama – Castello di Ama
Sangiovese dalla grande intensità aromatica, profondo e dai piacevolissimi e ben delineati richiami floreali. Bellissima la bocca che incide in sapore e spinta acida. Bella chiusura speziata con toni piccanti che ne esaltano la grande beva.
Fattoria San Giusto a Rentennano
Versione classica che evidenzia un bel frutto di sottobosco sostenuto da un tannino succoso e una bella consistenza generale. Saporito e nitido, ha un bel movimento al palato dove si fa preciso e gustoso.
La Montanina
Richiamo mentolato con accese tinte mediterranee che accompagnano un buon frutto croccante. Tanto succo per un finale integro e di buone prospettive future.
Val delle Corti
Solare e arioso, di esaltante piacevolezza al palato dove si presenta con una bellissima sapidità, freschezza ed una inesauribile succosità.
Castello di Volpaia
Un vino di grande signorilità, dotato di bellissima materia, corpo, spesso e tanta intensità. Si sa ben delineare al palato convincendo con un ottimo fruttato e una superba vena acida. Autorevole, elegante, vibrante. Bellissima dimensione e progressione.
Vigneto Branca – Cigliano di Sopra
Sangiovese di carattere e spirito dinamico. Bel succo e ottima agilità. Un vino che si sviluppa tutto in verticalità e schiettezza. Esile che però non vuol dire privo di ricchezza materica e integrità di frutto. Bella prospettiva, grande vitalità.
L’Erta di Radda
Una bocca che fa sognare. Il frutto è estremamente nitido, quasi tangibile al palato, schietto e fine. Bellissima definizione e vibrazione. In bocca c’è una vigorosa e affascinante tensione. Ricco aromaticamente abbraccia anche tratti di freschezza vegetale. Dalla trama tannica magistrale.
Vigna Barbischio – Maurizio Alongi
Tanta vitalità e personalità in questo Chianti Classico pieno di sapore. Vivido e palpitante, ha energia da vendere. Di pregevole gestione tannica, di grande finezza generale.
Doccio a Matteo – Doccio a Matteo
Un vino ancora neonato con una grande prospettiva di invecchiamento. Ancora poco espressivo al naso, in bocca ha invece la materia del fuoriclasse. Tanta polpa bella e tanto sapore.
Badìola 2021 – Castello di Fonterutoli
Un crescendo in sapore per questo sangiovese che affonda con uno spiccato sprint al palato. Di notevole freschezza, è vigoroso e deciso. Avvolgente e dall’ottima risoluzione tannica.
Vigna Cavarchione 2021 – Istìne
Vino dai tratti aromatici squisitamente gaiolesi, ricco di piccoli frutti e intriso di una leggera speziatura. Si rende ancora più complesso con striature dai toni agrumati. La progressione gustativa è solida con un tannino ben risolto e un finale in crescendo.
Gran Selezione 2019 – Monteraponi
Un calice che si fa interprete di una immensa finezza espressiva. Gentile e ritmato al palato non trascurando la pienezza del frutto e l’intensità aromatica. Di estrema eleganza e complessità, condensa i caratteri chiantigiani di matrice raddese con una accesa sensibilità stilistica da vigneron di razza.
Il Poggio 2019 – Castello di Monsanto
Dal bellissimo carattere mediterraneo, ricco di tutte le sfumature che la terra chiantigiana è in grado di regalare, di terra e di frutto dai tannini fittissimi e gustosi. Un finale ampio e rigoroso, succoso e generoso. Interminabile.
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