Il vino abruzzese, dopo un 2023 disastroso a causa della violenza della peronospora, aspettava sgravi fiscali e una moratoria sui mutui, ma nonostante il riconoscimento a gennaio scorso della calamità naturale per ora non si è mosso nulla. Sono passati quattro mesi e la filiera del vino regionale ha deciso di lanciare un ultimatum in una lettera inviata al presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, al ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, al presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, all’assessore regionale all’Agricoltura, Emanuele Imprudente, e all’Associazione bancaria italiana (Abi): «In assenza di risposte entro il 31 maggio, ci saranno significative manifestazioni per i prossimi giorni», hanno scritto Consorzio vini d’Abruzzo, Assoenologi, Cia Abruzzo, Città del Vino, Coldiretti, Confagricoltura, Confcooperative, Copagri, Daq Vino d’Abruzzo, Fivi Abruzzo, Gva, Legacoop Abruzzo, Liberi Agricoltori Abruzzo e Movimento turismo del vino. Lo scorso 7 maggio, intanto, il governo ha stanziato nel Dl Agricoltura ulteriori 10 milioni di euro per le aziende danneggiate.
Abruzzo – gennaio 24 – incontro comparto vino con Masaf
Per la sopravvivenza di migliaia di aziende viticole abruzzesi non è fondamentale solo lo stanziamento delle risorse ma anche la «certezza dei tempi di erogazione», spiega Alessandro Nicodemi, presidente del Consorzio di tutela vini d’Abruzzo, che evidenzia i ritardi del governo. Dopo l’incontro di gennaio al Masaf «nulla è stato fatto – si sottolinea nella lettera alla premier e al ministro dell’Agricoltura – in merito all’attivazione delle provvidenze previste, per le quali vi sono solo indicazioni generiche e non esaustive da parte del sistema bancario che, di fatto, pongono le aziende interessate nella condizione di non poter accedere agli indennizzi attesi, con gravissime conseguenze in merito alle relative esposizioni debitorie che, in assenza di un intervento immediato, rischiano di passare entro poche settimane in situazioni di esposizioni creditizie deteriorate».
Attualmente, Agea e Inps hanno attivato specifici sportelli per presentare le domande sui contributi in conto capitale e per le agevolazioni previdenziali, ma «nulla è stato fatto per l’attivazione dei prestiti e soprattutto per la sospensione dei mutui». L’elenco delle richieste della viticoltura regionale è lungo e dettagliato: conoscere i tempi di elargizione da parte di Agea dei contributi in conto capitale; conoscere modalità e tempi di attivazione di prestiti e sospensione mutui; infine, sapere modalità e tempi dei provvedimenti adottati dalla Regione Abruzzo. In particolare, i tempi di elargizione dei micro-prestiti da parte della Fira Abruzzo relativi al bando 2023 (2,5 milioni di euro), le modalità di utilizzo e i tempi per l’elargizione delle risorse rese disponibili per il 2024 (2,5 mln) e di quelle previste dalla legge di stabilità regionale del 2024 (5,2 più ulteriori 7,5 mln di euro).
Un primo risultato è stato già ottenuto dopo l’invio della lettera. L’Abi ha dato «piena disponibilità del mondo bancario operante in Abruzzo per sostenere le imprese danneggiate e a dare tempestiva attuazione agli interventi agevolativi del Fondo di solidarietà nazionale», non appena saranno emanati i provvedimenti attuativi regionali per il riconoscimento dei contributi. «L’Abi – si legge in una nota ufficiale – si impegna a dare tempestiva e opportuna informazione alle banche sullo stato di attuazione delle misure agevolative».
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