Le Marche negli ultimi decenni si sono trasformate in una regione principalmente bianchista. Se nelle province di Ancona e Macerata, nella fattispecie sui Castelli di Jesi e a Matelica, il Verdicchio ha sempre dominato la scena, è nel Piceno che c’è stato il cambiamento più evidente con il montepulciano, che vendemmia dopo vendemmia, ha lasciato la scena al pecorino.
E proprio un Verdicchio e un Pecorino sono i protagonisti della rubrica di questa settimana. Si tratta della Riserva Selva di Sotto ’19 de La Staffa e del Falerio Pecorino Aspralama, stesso millesimo, di Pantaleone. Le colline di Staffolo, “cru” considerato di solito caldo tra quelli dell’areale dei Castelli di Jesi, restituiscono un vino di grande eleganza: merito anche di una vigna particolare tra quelle coltivate da Riccardo, posta in posizione più elevata rispetto a quelle della zona e circondata dai boschi.
Un po’ la stessa situazione in cui si trovano Federica e Francesca Pantaloni con i filari da cui creano l’Aspralama, che respirano gli aliti freddi che si creano tra le forre dell’Ascensione, il monte che domina da nord su Ascoli Piceno. Vitigni differenti, zone differenti ma la stessa ricerca di equilibrio tra finezza ed espressività, un’accoppiata che in queste due etichette si percepisce ora, ma sarà ancora più evidente tra qualche anno.
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