Gambero Rosso per Serracavallo
«La nostra caratteristica è la continua sperimentazione. Siamo in provincia di Cosenza: qui c’è un’antica storia vitivinicola che però, diversamente dalla Sicilia o dalla Toscana, si è persa. Pertanto siamo una realtà molto giovane. Lavoriamo molto sui vitigni autoctoni. I nostri vini provengono da terreni granitici vicini alla Sila, ci troviamo a 600 metri slm e perfino il cabernet qui risulta molto diverso». A parlare è Flaviana Stancati, titolare di Serracavallo, azienda agricola calabrese con 30 ettari di vigneto ubicata nel comune di Bisignano sulle colline che dominano la valle del Crati, a 35 km da Cosenza. A partire dagli anni ’90, l’opera di rinnovamento dei vigneti poggia sulla selezione clonale dei vitigni autoctoni presenti in azienda da sempre (magliocco dolce e pecorello) sull’impianto di nuovi vitigni internazionali (cabernet, sauvignon e chardonnay).
Da qualche anno Serracavallo ha fatto una scelta controcorrente per la Calabria, valorizzando sempre di più i vini bianchi. «Siamo conosciuti per i vini rossi ma grazie ai nostri suoli abbiamo una vocazione per i bianchi e possiamo realizzare dei prodotti particolari». Tra questi c’è Filovento, un blend di uve greco bianco, pecorello e riesling che, dopo la pressatura soffice e la fermentazione in acciaio, svolge il suo affinamento per 12 mesi in tonneau di rovere francese. Il nome è un omaggio al costante vento che accarezza i filari. Il colore è giallo paglierino con riflessi dorati. Al naso spiccano i fiori gialli, la pesca e le sfumature boisè. Al palato è secco, lievemente caldo, morbido e persistente. «Filovento viene dall’idea di sperimentare», spiega Flaviana Stancati.
«Il consumatore – continua – spesso cerca i vini bianchi di nuova annata già in novembre, cosa impossibile per vini di qualità che, al contrario, esprimono il meglio con il passare del tempo in bottiglia. Volevamo quindi un bianco che, provocatoriamente, uscisse a un anno esatto dalla vendemmia, dopo un passaggio in tonneaux, così da esprimere tutto il corpo e la “virilità” dei vini rossi ma in veste di bianco e dunque da servire a temperature più adatte all’estate. In generale tutti i nostri bianchi hanno grande struttura che garantisce una considerevole longevità. Abbiamo fatto spesso verticali di bianchi andando indietro anche di 7/8 anni e ci hanno regalato sentori sorprendenti grazie soprattutto alla mineralità del nostro terroir».
Nelle aspettative, questo vino può diventare il messaggero di un territorio ancora tutto da scoprire. «Siamo ancora una carta bianca, tutta da scrivere. Un territorio da scoprire. Negli anni ’90 eravamo appena 3-4 cantine, tante produzioni piccole che fanno fatica a trasmettere un concetto di territorio. Dal 2012 con la dop Terre di Cosenza siamo diventati 60 produttori e riusciamo a esprimere autenticità e peculiarità dei vari territori», racconta Stancati. «A parte le zone di mare un po’ più note, vogliamo far scoprire un territorio interno ancora sconosciuto. Siamo in una zona incontaminata. Gli studi scientifici dicono che l’aria più pura d’Europa è quella della Sila. Dobbiamo trasformare tutto ciò in un elemento di attrattiva, anche grazie all’enoturismo. E il vino – conclude – può diventare una ‘cartolina liquida’».
Azienda Agricola Serracavallo
Contrada Serracavallo, 87043
Bisignano (CS)
Tel.: 0984.17.58.235
e-mail: [email protected]
<<<< Questo articolo è stato pubblicato su Trebicchieri, il settimanale economico di Gambero Rosso.
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