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Tre bicchieri

Sostenibile e biodiversa: la Doc Sicilia guarda al futuro

Focus su vitigni autoctoni e adattamento ai diversi territori per far fronte ai cambiamenti climatici. Il presidente Antonio Rallo: "Cruciale continuare a investire nella ricerca e nella selezione di nuovi cloni e biotipi"

  • 21 Novembre, 2024

Gambero Rosso per Consorzio di tutela vini Doc Sicilia

Biodiversità, rispetto della natura, sostenibilità. Ecco le parole chiave che sintetizzano il lavoro del Consorzio di Tutela Vini Doc Sicilia. Non a caso, sono stati i temi principali durante la tre giorni organizzata dal 29 al 31 ottobre scorsi a Palermo e provincia. Una vera e propria immersione, nonché una narrazione corale che racconta attraverso numeri, vini e persone, la  Sicilia Doc  in tutta la sua autenticità. A partire dall’ultima vendemmia.

In Sicilia la vendemmia più lunga d’Italia

«I dati della vendemmia appena conclusa – afferma  il presidente Antonio Rallo – dimostrano con chiarezza quanto sia cruciale continuare a investire nella ricerca, in particolare nella selezione di nuovi cloni e biotipi. Quest’anno, più che mai, abbiamo percepito l’urgenza di fare della sostenibilità un principio cardine per la nostra viticoltura. I cambiamenti climatici ci hanno toccato molto da vicino, e come Consorzio ci impegniamo a intensificare gli sforzi in ricerca e innovazione per mitigare i loro effetti. Anche nel 2024 la vendemmia in Sicilia è stata la più lunga d’Italia, oltrepassando i 100 giorni, e le uve hanno raggiunto una qualità straordinaria nonostante le difficoltà poste dal clima. Questo è un risultato importante che testimonia ancora una volta la resilienza e il valore del nostro territorio e dei nostri viticoltori».

Sicilia Doc vendemmia - foto Consorzio

L’impegno sostenibile della Doc Sicilia

Diversi i momenti che hanno suggellato l’impegno del Consorzio verso la biodiversità e la sostenibilità. Durante il simposio è stato rilevato un impiego sempre più crescente (oltre il 50%) da parte delle aziende nell’ impiego di fonti rinnovabili, nella gestione consapevole delle acque,  nella riduzione dei rifiuti e nell’impiego di tecnologie e in particolare dell’intelligenza artificiale, con scopo predittivo e adattivo.

Due i focus sui vini, rigorosamente alla cieca, che hanno messo in luce le diverse varietà autoctone e anche un’individuazione dei cloni più performanti, zona per zona . Nella prima, dal titolo Master Wines of Sicilia Doc: “The Excellence of Grillo, Lucido and Nero d’Avola”, guidata dall’enologo Giovanni Di Giovanna e introdotta dal presidente del Consorzio Antonio Rallo,  masterclass che ha  offerto una lettura approfondita delle tre varietà autoctone, dei biotipi  e della loro espressione dei diversi terroir.

Le masterclass sui vitigni autoctoni meno conosciuti

La seconda degustazione, Beyond the Classics: Sicilia Doc’s Other Native Wines,  è stata condotta dall’enologo Giuseppe Figlioli, ha aperto una finestra per la viticultura del futuro, con un focus su autoctoni meno conosciuti, come il frappato e il perricone per  le varietà a bacca nera e l’insolia e lo zibibbo per le varietà a bacca bianca. Anche in questa degustazione guidata sono state evidenziate le differenze tra un terroir e l’altro e tra le diverse tipologie ottenute dallo stesso vitigno (per esempio, è stata degustata la versione rosata del perricone).  Inoltre, è stato dimostrato come, in tutte le aree di produzione, i vitigni in questioni abbiano dimostrato una certa resilienza ai cambi climatici e alle avversità in generale, con risultati più che sorprendenti. Il blind tasting ha messo in luce anche le diverse peculiarità del catarratto o lucido, vitigno ritenuto tra i più resilienti,  per la sua adattabilità e per la sua versatilità che esprime in base all’area di provenienza.

Dunque una vera  “immersione” nella Sicilia, attraverso un percorso emozionante ed emozionale che celebra un patrimonio di tradizioni e di qualità, di profondo rispetto per la terra e di una ricerca continua finalizzate a trovare la chiave per un futuro della viticoltura sempre più sostenibile.

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<<<< Questo articolo è stato pubblicato su Trebicchieri, il settimanale economico di Gambero Rosso.

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