La food valley emiliana sta per aprire le porte a migliaia di appassionati grazie a un nuovo appuntamento con Acetaie Aperte, storica manifestazione che consente di conoscere meglio l’Aceto Balsamico di Modena Igp e l’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena Dop, due produzioni di eccellenza del cibo made in Italy, esportate e imitate in tutto il mondo che, come ha sottolineato l’assessore modenese alla Promozione economica, Paolo Zanca, sono degli «ambasciatori dell’industria agroalimentare». Domenica 29 settembre saranno oltre 40 le aziende partecipanti. La giornata, dalle 10 alle 18, è rivolta sia alle famiglie, a turisti e appassionati sia agli addetti ai lavori.
Sarà una delle edizioni più partecipate di sempre sul fronte dei produttori, che hanno aderito con oltre 40 aziende: «Una crescita significativa – ha dichiarato Enrico Corsini, presidente del Consorzio Aceto Balsamico Tradizionale di Modena che presiede anche Terre del Balsamico, consorzio promozionale di secondo livello – che ben si coniuga con il crescente interesse del pubblico, il quale scegliendo il nostro territorio come meta di turismo enogastronomico contribuisce a creare reddito e sviluppo». L’obiettivo è anche educare i consumatori a riconoscere i prodotti autentici dalle imitazioni, sempre molto numerose sul mercato.
Il programma, scaricabile sul sito della manifestazione, prevede momenti di degustazione e visite guidate per la maggior parte delle acetaie, ma anche show cooking, percorsi sensoriali dal vigneto fino ai locali di produzione attraversando tutte le fasi del processo (dalla bollitura del mosto alle sale di affinamento e invecchiamento). Previsti, inoltre, intrattenimenti, quiz e iniziative collaterali organizzate singolarmente nelle varie acetaie della provincia di Modena.
«Il turismo enogastronomico sul territorio è cresciuto – ha sottolineato Mariangela Grosoli, che guida il Consorzio dell’Aceto Balsamico di Modena Igp, durante la conferenza stampa tenuta presso il Comune di Modena – e Acetaie Aperte è per noi produttori un’occasione da non perdere per promuovere la nostra eccellenza. Conoscere un prodotto nella sua terra di origine, sentendoselo raccontare direttamente dalla viva voce dei produttori nei luoghi di produzione conferisce un valore aggiuntivo in termini di attrattività e soprattutto di autenticità e tradizione. C’è sempre più sete di esperienze da vivere sul campo in prima persona per comprendere a pieno il valore storico ed economico del nostro prodotto».
La dimensione economica del distretto degli aceti balsamici modenesi non è certamente trascurabile. Il comparto vale infatti oltre un miliardo di euro. In particolare, l’Aceto Balsamico di Modena Igp – il più grande – ha una produzione annua di circa 90 milioni di litri e un miliardo di euro di valore al consumo con una quota export del 92%, in oltre 130 Paesi. Si tratta del primo prodotto Igp italiano per esportazioni. Sono 2.400 le aziende agricole certificate, con una superficie vitata di oltre 14.000 ettari, 92 produttori di mosto e aceto di vino e 61 acetaie.
L’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena Dop, che rappresenta una preziosa nicchia, ha raggiunto quota 15mila litri, per un giro d’affari di 8 milioni di euro, con una quota export del 70% (Stati Uniti, Francia, Germania, Giappone). I produttori sono circa 220. La produzione 2023 è stata di 145mila bottigliette, di cui 100mila di prodotto invecchiato 12 anni e 45mila di prodotto extra vecchio (almeno 25 anni).
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