Avevano minacciato di riconsegnare le schede elettorali, lanciando severi ultimatum alla politica, e avevano scritto al ministro Francesco Lollobrigida chiedendo di attivare subito i rimborsi ma ora, dopo l’aumento delle risorse per i danni da peronospora nel Dl Agricoltura, i viticoltori abruzzesi hanno messo giù le armi e ringraziato il ministro dell’Agricoltura e il presidente della commissione Agricoltura Luca De Carlo. I 30 milioni di euro aggiuntivi, rispetto ai 17 già previsti nel testo iniziale per i ristori alle imprese del vino, stanziati dal governo Meloni, rappresentano una boccata d’ossigeno per l’areale dell’Abruzzo, ma anche per altre regioni interessate dalle gravi conseguenze della fitopatia, come Sicilia, Puglia, Molise. Un anno fa, nel grande vigneto che guarda l’Adriatico, patria del Montepulciano d’Abruzzo, la situazione era drammatica, con perdite di raccolto di uve che hanno toccato punte del 70 per cento, il doppio della media nazionale. Indubbiamente, la regione più colpita.
Fondamentali alcuni emendamenti al testo del decreto approvato dal Senato in attesa di passare all’esame della Camera (che conta complessivamente per tutto il settore primario circa 500 milioni di euro). Tecnicamente, ha incrementato le risorse del Fondo di solidarietà nazionale con ulteriori 30 milioni di euro. Secondo Alessandro Nicodemi, presidente del Consorzio vini d’Abruzzo, lo stanziamento «va ad assicurare un sostegno finanziario per le nostre imprese, ma ancor più importante – sottolinea – l’inserimento del calo di produzione primaria come requisito per accedere alla moratoria dei mutui è forse il provvedimento più atteso».
Alessandro Nicodemi Presidente Consorzio Vini Abruzzo(5)
Non si potevano ottenere più risorse da questo decreto, secondo l’ente di tutela abruzzese. Del resto, la stima dei danni (200 milioni di euro) è nettamente superiore alle risorse messe in campo dal Governo: «Non credo – osserva il presidente Nicodemi – che con questo decreto legge avemmo potuto ottenere di più. Sappiamo che la coperta è corta, ma per la prima volta abbiamo agito compatti, con tutta la filiera per vincere questa battaglia, e dare una prima boccata d’ossigeno alle aziende vitivinicole regionali». Rispetto al risultato ottenuto, il Consorzio sottolinea l’importanza del lavoro di squadra con sindacati, organizzazioni di produttori, associazioni e istituzioni del territorio per cercare di ottenere risposte concrete e aiuti per i viticoltori messi in ginocchio dalla peronospora.
<<<< Questo articolo è stato pubblicato su Trebicchieri, il settimanale economico di Gambero Rosso.
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