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Cena alle sette in punto, chef nomadi e piatti brutti. Ecco le tendenze a tavola del 2024

Trend, scommesse, desideri, chiamateli come volete. Ecco alcune tendenze che abbiamo intercettato in giro per l’Italia e che ci accompagneranno per tutto il nuovo anno

  • 03 Gennaio, 2024

Dagli chef nomadi ai ristoranti con cocktail bar di livello, dagli impiattamenti “brutti” agli hotel aperti non solo agli ospiti (ma a tutti), al ritorno in grande stile dei carrelli, che siano del pane, dei formaggi o dei dolci. Ecco le tendenze, più qualche desiderata, di questo 2024 appena cominciato.

I trend del 2024 a tavola

Ristoranti senza chef e chef nomadi

Funziona un po’ come nei club dove ogni weekend suona un dj differente. Il locale mette a disposizione cucina e servizio, i cuochi la propria cifra stilistica. A una prima lettura potrebbe sembrare un deal win-win, con il ristoratore che si risparmia un contratto fisso, il cuoco che è libero di girovagare senza l’incombenza del business plan e senza farsi risucchiare dalla routine, il cliente che ha la felice possibilità di provare diverse cucine.

È una delle carte vincenti di Ronin, ad esempio, e del suo Omakase Roulette che in assenza del “resident” Katsu Nakaji vede susseguirsi gli chef più interessanti dell’attuale panorama ristorativo. Spostandoci a Roma, ha da poco aperto Bar Sota che organizzera? “ospitate” nel weekend, proprio come i club.

Unico dubbio: è un modello di ristorazione destinato a durare nel tempo? Forse no, considerando che i cuochi che stanno sperimentando questa modalità, lo stanno facendo in attesa di aprire un loro ristorante. Pensiamo ai ragazzi di Feg (Francesco Capuzzo Dolcetta e Guglielmo Chiarapini) o di NØØNË (Silvano Toscani e Gioele Vacchina), o ancora ai The Fooders, alias Marco Baccanelli e Francesca Barreca, che poi alla fine il loro Mazzo a Roma lo hanno (ri)aperto per davvero.

Cena alle sette

Non e? una punizione, e? un modo di essere sostenibili. Cosi? il ristoratore ha la possibilita? di liberare cucina e sala prima (e tutti ne guadagnano in vita) e, se il tipo di ristorazione lo consente, puo? tranquillamente applicare la regola del doppio turno. E? l’evoluzione, baby, non solo della ristorazione ma del mondo del lavoro in generale. In linea, sempre piu? ristoranti chiudono nel weekend, Milano sta facendo da apripista.

Cafe visitors people. Persons sitting restaurant tables, business lunchtime, waiters take orders. Men and women eating and drinking on meeting, friends conversation vector cartoon flat isolated set

Obbligo di prenotazione, ma con riserva di walk in

Quest’anno prenotare nel ristorante preferito e? stata un’impresa, pur se affrontata con largo anticipo. Ora molti locali hanno mantenuto l’obbligo di prenotazione (alcuni lo hanno adottato e mai abbandonato in seguito alle rigide regole Covid) ma con alcuni coperti destinati agli avventori dell’ultima ora, o minuto.

Ristoranti con cocktail bar

C’e? stato un tempo in cui i cocktail bar si sono dotati di cucina (ne scrivemmo nel mensile di ottobre 2020), ora sempre piu? ristoranti aprono muniti di bancone. Pensiamo a Gloria o a Manna a Milano, a Aspro di Qafiz a Santa Cristina d’Aspromonte o anche alla galassia bolognese formata dal ristorante Calmo, il cocktail bar Scuro e la bakery Allegra.

Il prive? o il ristorante nel ristorante

Salette e salettine con menu dedicati, per clienti allenati. E? la nuova frontiera, che va oltre lo chef table, dei ristoranti fine dining, pensiamo al Pagliaccio o al San Domenico, o piu? recentemente la Stua de Michil, che appronta un ristorante nel ristorante con un menu a mano libera creato da Simone Cantafio. Certo, l’idea non e? del tutto nuova – gia? nel lontano 1977 Gianfranco Vissani si inseri? nel ristorante paterno in una sala separata dove serviva la sua cucina – ma forse i tempi ora son maturi. Noi optiamo per la saletta senza “sequestro di persona” dove il degustazione non duri piu? di due ore e mezza. Altro desiderata: vogliamo indicata nel menu anche la durata del degustazione.

Love Caffe? Specialty Roma - foto di Alberto Blasetti

Colazione mania

Specie nelle grandi citta? la colazione rappresenta il nuovo miraggio. Gli indirizzi che propongono croissant (il cubico? Inflazionato) e specialty coffee sono da un po’ di tempo a questa parte presi d’assalto, specie nel weekend. Una tendenza ancora abbastanza democratica. Non una tendenza ma un desiderata: prossimo step, le colazioni salate.

Open Hotel

Una tendenza che racchiude un po’ di tendenze: quella dell’ospitalita? che si e? resa conto di quanto i servizi “accessori” siano redditizi. E cosi? punta su cocktail bar di livello, colazioni fantasmagoriche, una ristorazione sempre piu? sul pezzo, magari associata a “firme” conosciute come Ciccio Sultano, Fabrizio Fiorani e Pier Daniele Seu al W Rome, Sarah Cicolini al The Hoxton o Claudio Sadler a Casa Baglioni. Il tutto aperto a tutti, non solo agli ospiti dell’hotel.

Impiattamenti brutti

O brutalismo visivo. Che mette in primo piano l’ingrediente principale del piatto e fa a meno di tutti gli orpelli: via i fiori eduli, via la carotina arancione scintillante avvolta su stessa, via ogni tipo di distrazione, per lasciar spazio al gusto, meglio se verticale. Ora, non sappiamo se questa nuova corrente sia dovuta a brigate sempre piu? smilze o a una volonta? ben precisa, fatto sta che ci si doveva pur evolvere dal mero piatto instagrammabile.

Sempre piu? vegetale

Non una tendenza vera e propria, ma il risultato di un approccio messo in campo dagli chef di ultima generazione da un po’ di anni. A questo si accompagna un lavoro sulle fermentazioni, non gridato e maturo, che coinvolge pure il pairing con kombucha e succhi. Quest’ultima una tendenza? Forse piu? una scommessa che sta animando sempre piu? pizzerie (che forse hanno fatto da apripista) e ristoranti fine dining.

Il ritorno dei carrelli

Una delle evoluzioni sul lavoro del pane supera a destra il vecchio cestino e la moda delle pagnottine tagliate in quattro, con il carrello del pane: lo abbiamo visto, solo per fare un esempio, da Heros De Agostinis all’Ineo dell’Anantara (Miglior pane in tavola nella guida Ristoranti d’Italia 2024). A proposito di carrelli, sempre piu? diffusi quello dei dolci, specie da credenza, e dei formaggi, forse quest’ultimo mai tramontato nei ristoranti classici ma in gran rispolvero nei fine dining, pensiamo a quello formidabile dell’Imàgo dell’Hotel Hassler.

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