C’è un posto in cui gli studenti universitari, ma non solo, impazziscono per l’aperitivo alla veneta. Spritz e cicchetti, ma anche vino e birra da accompagnare a taglieri di salumi e formaggi. Il tutto a un prezzo alla portata di ogni tasca. Si chiama L’Ombralonga dal Veneziano e, da quando ha aperto, ha in parte rivoluzionato il concetto dell’happy hour romano. Lo stesso locale è cambiato nel corso negli anni: pur rimanendo a Centocelle, un quartiere nell’est della capitale, cinque anni dopo l’apertura, nel 2018, ha deciso di spostarsi giusto qualche strada più in là – in via Federico Delpino 106 – lasciando lo storico luogo dove si è fatto conoscere. Era molto più piccolo, sprovvisto anche di una cucina, mentre oggi ne vanta una in bella vista da dove escono piatti tipici della regione settentrionale.
Crostone con baccalà alla vicentina, pinoli tostati e uvetta; lasagnetta con radicchio di Chioggia e scamorza; polpette di manzo fritte; polenta gorgonzola e noci; polpette di zucca e patate al profumo di finocchio su crema di formaggi; polpette di baccalà mantecato con cipolla caramellata; sarde in saor con polenta morbida; lingua di vitello in salsa verde.
Sono soltanto alcuni esempi dei cicchetti che variano di giorno in giorno, in base alla disponibilità dei prodotti. Il costo varia ma rimane comunque contenuto: tra i 2 euro e i 6 euro, lo stesso prezzo di un tagliere misto, ideale per sfamare almeno due persone. Per sorseggiare, la scelta è tra birra, vino, cocktail o spritz. Come logico che sia, per quest’ultimo ci sono diverse varianti: quella classica con l’Aperol e il Campari, quella con il Select o con il prosecco (Hugo). Anche qui, bastano pochi euro per un bicchiere.
È naturale dunque che, con prezzi modici e cibi originali, a essere attratti sono per lo più gli studenti, nonostante nelle vicinanze non ci siano università. È un modo per ritrovarsi, non contando per forza sulla grande qualità. Non è affatto scontato che un romano conosca il termine cicchetto, né che sappia delle tante varietà di spritz. Così come forse si interrogherà sul nome del posto. Molto probabilmente, è un richiamo a Piazza San Marco, dove un tempo venivano esposti i chioschi con sopra il vino e, per evitare che si scaldasse, i venditori spostavano i banchetti seguendo l’ombra del campanile.
Veneto, ma non solo
Il Veneto non è l’unica regione che si ritrova a tavola, perché bisogna adeguarsi alle tendenze di tutti. Soprattutto in cucina, dove mischiare le diverse tradizioni molto spesso da’ dei risultati eccellenti. Ecco dunque che nel menù si ritrovano anche dei classici gnocchi alla romana, pomodoro e basilico; mozzarella in carrozza con alici; lasagnetta con funghi e cacio silano; trippa fritta cacio e pepe. Insomma, c’è di tutto e di più.
Nel corso degli anni, la voce ha cominciato a diffondersi e ora dal Veneziano – come viene comunemente chiamato – ci vanno persone di ogni genere, non solo i giovani. Rendendo complesso trovare un tavolo, per cui è consigliabile prenotare per evitare di aspettare troppo, sempre che non si preferisca stare in piedi mentre assapora un “cichéto” sorseggiando “un’ombra de vin” come vuole l’usanza veneta.
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