Agli inglesi si deve molto: l’invenzione dei barattoli di latta, il calcio moderno, Harry Potter. E anche lo spam. O meglio, il nome dello spam. Proprio quelle fastidiose mail che invadono le caselle postali, così ribattezzate grazie a una gag comica degli anni ’70 dei Monty Phyton.
Ma cosa c’entrano le mail con gli anni ’70? Ancora niente, in effetti, ma è stato il gruppo ad associare il termine spam a qualcosa di diffuso, troppo diffuso, così tanto da iniziare a risultare fastidioso. E lo ha fatto in un tempo in cui Spam altro non era che il nome di un brand… e che brand! Nei primi anni ’40 la spiced ham – letteralmente, prosciutto speziato – era la scatoletta di carne più famosa tra le truppe americane, nata probabilmente per incrementare le vendite della spalla di maiale.
A permettere l’invenzione della carne in scatola un secolo prima erano stati gli inglesi, John Hall e Bryan Donkin per la precisione, che svilupparono la tecnica di sterilizzazione dei barattoli di Appert, e nel 1810 sostituirono il vetro con dei contenitori di bagna stagnata, materiale ancora poco conosciuto che ben presto guadagnò un posto d’onore tra le provviste dei navigatori. La prima vera lattina a bordo di una nave arrivò otto anni dopo, grazie a un altro inglese, John Ross, che introdusse carne e verdure in scatola della Donkin&Gamble, quella stessa azienda che dal 1845 al 1847 sfamò gli equipaggi diretti al Polo Nord e rimasti intrappolati tra i ghiacciai.
Fotografia di Martin Parr
Ma torniamo alla nostra Spam. A venderla era – ed è ancora oggi – la Hormel Food Corporation, azienda fondata nel 1891 ad Austin, che iniziò a sperimentare il prodotto verso la fine degli anni ’20: nel 1937 la spam così come la conosciamo fece il suo ingresso nelle case statunitensi, dove divenne subito popolare grazie al basso costo, la lunga conservazione e il senso di sazietà assicurato per tutti.
Con la Seconda Guerra Mondiale, poi, la fama della Spam divenne mondiale: l’America spedì più di 100 milioni di lattine nel Pacifico, rendendo la carne in scatola il prodotto simbolo delle truppe. Spam, probabilmente, era la parola più utilizzata al tempo, ben prima che acquisisse un senso dispregiativo.
Monty Phyton, Spam
Finita la guerra, il successo non si arrestò. La Hormel ingaggiò star e cantanti per pubblicizzare la lattina, organizzò anche un programma radiofonico, e nel 1959 mise in commercio la miliardesima lattina. Ma alle volte basta un geniale sketch per cambiare per sempre le cose. Nel 1970, l’episodio numero 12 della seconda stagione dei Monty Phyton venne ambientato in un locale brutto e sporco, con un menu tutto a base di Spam, e in sottofondo la canzone di un gruppo di vichinghi affamati: spam, spam, spam, spam… lovely Spam! Wonderful Spam!
Il resto è storia. Da allora la parola spam è stata associata a qualcosa di fastidioso, irritante, ripetitivo, e quando il 18 gennaio 1994 la prima serie di mail non richieste partì per sbaglio per mano di uno studente (un caso simile era già avvenuto nel ’78, ma la diffusione di internet al tempo era ben diversa), la parola spam prese tutto un altro significato. Ma gli americani non hanno dimenticato la mitica scatoletta, che dal 2021, complice anche la sensazione di nostalgia data dal lockdown, è tornata al suo vecchio splendore. E ancora oggi la Spam resta un prodotto icona per il popolo stellestrisce.
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