Che mondo sarebbe senza Nutella? La star di casa Ferrero festeggia 60 anni di successi in tutto il mondo: il compleanno ufficiale sarà il 20 aprile, ma in occasione del World Nutella Day che si celebra il 5 febbraio perché non ripercorrerne un pezzo di storia?
Nonostante la guerra appena iniziata, nel 1940 il pasticcere Pietro Ferrero inaugurò il suo negozio di dolciumi a Torino. Dalla vetrina vedeva spesso gli operari in pausa pranzo: dovevano accontentarsi di panini poco allettanti, perlopiù scarni, qualche fetta di pomodoro o un pezzetto di formaggio. Gli sarebbe piaciuto regalare loro un momento di spensieratezza, uno spuntino che fosse nutriente ma anche goloso, divertente. Poco dopo dovette chiudere i battenti e tornare nella sua Alba, con la crisi economica il sognò sembro svanire. Chi l’avrebbe detto che qualche anno dopo avrebbe trovato la ricetta per il successo.
Nel 1946 il cacao era difficile da reperire. Alba, però, poteva contare su una grande produzione di nocciole nelle aree circostanti: Ferrero non si perse d’animo e decise di mescolare la polvere di nocciole al poco cacao a disposizione con un po’ di zucchero. Era un cioccolato “povero” ma non per questo meno buono: si chiamava Giandujot e all’epoca rappresenteva una vera salvezza, un dolce a basso costo accessibile a tutti. Non proprio una crema, piuttosto un blocco morbido da tagliare a fette.
Chiamato così in onore della famosa maschera di Carnevale, il Giandujot era buono e riscosse un discreto successo. In quello stesso anno (1946) l’artigiano fondò l’azienda Ferrero, costruendo la prima fabbrica in via Vivaro, Alba. Le cose andavano bene, malgrado i tempi difficili: la Ferrero non solo rimaneva in piedi ma riusciva a dare lavoro alle persone. Pietro, però, era determinato a trovare la consistenza perfetta per la crema dolce che aveva immaginato in mezzo a un panino. Nel 1951 riuscì finalmente a creare una spalmabile come si deve, che chiamò SuperCrema.
Fu il fratello di Pietro, Giovanni Ferrero, a organizzare per primo una rete di vendita capillare. Con i “Musoni” soprannome della Fiat Topolino, compose una flotta di 12 camioncini con cui iniziò a portare in giro la SuperCrema. Dopo la morte di Pietro nel 1949, al timone dell’azienda rimasero lui e Piera, la moglie di Pietro, insieme al figlio Michele Ferrero.
La Nutella deve molto del suo successo a Michele, che fondò il primo stabilimento fuori dall’Italia, non lontano da Francoforte: nel 1964 la ricetta venne messa a punto e il 20 aprile di quell’anno dallo stabilimento uscì il primo vasetto della spalmabile, packaging mai più abbandonato dall’azienda. Con un nuovo nome, più accattivante e adatto al mercato estero, dall’inglese nut, nocciola: Nutella.
Un anno dopo, nel ’65, la Nutella arrivò in Germania, nel ’66 approdò in Francia, nel ’78 in Australia… un’ascesa inarrestabile che ha creato un fenomeno in tutto il mondo. Basti pensare che il 29 maggio 2005 quasi 30mila fan si radunarono a Gelsenkirchen, in Germania, per partecipare alla più grande colazione continentale a base di Nutella mai realizzata al mondo. Dal 5 febbraio 2007, poi, la crema ha anche una giornata dedicata, grazie all’appello della blogger italo-americana Sara Rosso che ha dato vita al World Nutella Day.
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