
Il Ruzzolone, Gioco del Formaggio anche noto come Ruzzola è un torneo che si tiene da sempre in occasione della Pasquetta, e che ha come protagoniste forme di pecorino stagionate. Attualmente il gioco della ruzzola col formaggio ha una diffusione nazionale che coinvolge Umbria, Marche, Toscana, Abruzzo, Lazio ed Emilia Romagna. Una tradizione che rappresenta un momento di divertimento e di socializzazione per la comunità, un modo per celebrare la Pasquetta in un clima di allegria e condivisione.
La Ruzzola o Ruzzolone è uno sport tradizionale di antichissime origini praticato in molte regioni Italiane. Il Ruzzolone di Panicale in Umbria, per esempio, è un torneo di origine seicentesca, che vede fronteggiarsi i contendenti “rotolatori” di pecorino molto stagionato. I giocatori, muniti di una cinghia che lega al polso la forma di formaggio, si sfidano a lanciare i formaggi con vigore lungo un percorso stradale. Il loro obiettivo è far compiere al formaggio il tragitto più lungo possibile, nel minor numero di lanci. Le forme di formaggio variano da un peso minimo di 6/7 kg fino a raggiungere i 20 e addirittura i 30kg. Sono pezzature composte da mescole che consentono al formaggio di essere nello stesso tempo morbido, commestibile e resistente all’usura. Al termine della competizione, si celebra con la degustazione della tipica torta di Pasqua di Panicale, accompagnata da vino locale. E il formaggio vincitore, ovviamente.
La leggenda dietro la Ruzzola di Pontelandolfo, nel beneventano, invece, racconta di un barone e del suo bracciante, Pasquale, che per dirimere una controversia legata ad una scommessa, iniziarono una gara con forme di cacio con uno spago, chiamato ‘zagaglia’, arrotolato attorno alla forma. Grazie all’abilità dei contendenti quella partita non è mai finita. Un torneo simile è la Ruzzola del Maiorchino che si tiene a Novara di Sicilia, come a Pontelandolfo anche questa si svolge a Carnevale.
Il lancio del formaggio, che è un gioco dalle origini incerte, vanta una storia millenaria. La più antica raffigurazione risale agli Etruschi: un affresco nella “tomba dell’Olimpiade” di Tarquinia mostra un lanciatore che scaglia un grosso disco. In effetti, l’oggetto di lancio era, in origine, una forma di durissimo formaggio pecorino stagionato, che i pastori si divertivano a far rotolare lungo i pendii e i tratturi. Numerose sono le testimonianze che ci rimangono di questo gioco nei secoli nelle campagne dell’entroterra marchigiano e dell’Umbria.
Fronteggiarsi in una corsa lungo pendii fortemente scoscesi, rincorrendo una forma di formaggio che rotola non è però un prerogativa solo italiana. La gara del cheese rolling ha origini gallesi, riconducibili ai romani che occupavano quelle terre durante l’espansione dell’Impero dei Cesari. Il cheese rolling è molto più estremo delle ruzzole nostrane: una forma da circa 4 kg di Double Gloucester viene appoggiata sullo scalzo e lasciata rotolare liberamente lungo il pendio di una ripidissima collina. Sta ai concorrenti rincorrerla e afferrarla nella sua rocambolesca discesa, arrivando prima di tutti gli altri. La posta in palio? Nessuna medaglia o coppa, semplicemente il cacio acciuffato dal vincitore.
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