Per Fabio Caressa la giornata non comincia senza il suo caffè solubile, non zuccherato e nella tazza scelta a seconda dell’umore del momento. A colazione non si incrocia mai con Benedetta Parodi, che si sveglia di buon mattino, però la sera a tavola ci si riunisce sempre: senza tv, come gli ha insegnato la moglie, solo condividendo del buon cibo. E magari una birra.
Scrivere a quattro mani non è facile, così la coppia ha scelto di lanciarsi messaggi nel suo stile, tra battute e tenere dichiarazioni, nel libro Calcio e Pepe. Insieme è meglio, edito da Sperling & Kupfer. Si chiama così ma in realtà «calcio e cucina li abbiamo voluti lasciare fuori, una volta tanto» specifica Fabio. Il cibo, però, si è intrufolato prepotentemente in ogni aneddoto, raccontato con doppio punto di vista: del resto, «è difficile ricordare un momento felice senza che ci sia di mezzo un pranzo» dice Benedetta.
E allora eccoli, i quindici capitoli dei loro venticinque anni insieme, un amore nato tra i caffè alla macchinetta della redazione di Tele+, la pasta all’arrabbiata preparata da Fabio per il primo appuntamento, le pennette alla vodka per farsi benvolere dalle coinquiline di lei. E poi la grande avventura di Benedetta in televisione, con il suo pionieristico Cotto e Mangiato che l’ha resa la beniamina delle persone comuni, l’influencer ante litteram di cui avevamo (e abbiamo ancora) tutti un po’ bisogno. Sempre con il sostegno di Fabio, che davanti ai fornelli non si tira indietro e a un buon piatto non riesce a dire di no. A meno che non ci sia una telecronaca in vista.
Ma queste pennette all’arrabbiata com’erano davvero?
Benedetta: Buone, anche se Fabio esagera sempre con il piccante…
Fabio: Diciamoci la verità, io me la tiravo molto prima di conoscere Benedetta. Al tempo (era il 1997) un ragazzo che viveva da solo e sapeva arrangiarsi in cucina faceva colpo, mi giocavo quei piatti forti come arma di seduzione. Ma questo trucco con Benedetta non ha mai funzionato più di tanto.
Oggi chi cucina?
Benedetta: di norma ci penso io, ma quando sono stanca Fabio prende volentieri il timone. Lui è molto forte con i classici della cucina romana, i supplì, gli involtini della nonna…
Fabio: però non sono riuscito a convertirla ai pomodori con il riso!
E il vino chi lo sceglie?
Benedetta: in realtà, in casa preferisco una birra, per aprire il vino ci deve essere un pasto che lo chiami. Ieri sera, per esempio, col bollito abbiamo stappato un rosso
Fabio: non siamo esperti, comunque, e non vogliamo fingerci tali. Spesso al ristorante lasciamo fare ai sommelier
Dite che sull’amatriciana ve la giocate. È vero pareggio?
Benedetta: forse vince Fabio, anche se la fa in modo strano, ci mette la cipolla…
Fabio: ma quale cipolla! Alle volte sfumo il guanciale con del vino rosso anziché il bianco
Benedetta: ecco, vedi, sfuma col vino! Io non lo faccio
Fabio Caressa e Benedetta Parodi nella cucina di casa, set di Cotto e Mangiato
Quante ne ha viste quella piccola cucina di Cotto e Mangiato?
Benedetta: tantissime! Alla fine delle riprese l’abbiamo ristrutturata, la ricordiamo sempre con affetto. Fabio inizialmente supervisionava tutto, faceva anche il tecnico delle luci.
Fabio: non esageriamo. Però sì, ho dato una mano, soprattutto per la prima prova.
Benedetta: era tutto nuovo per me, per noi. E tutto così casalingo… ha dato più che una mano.
L’11 luglio avete festeggiato le Nozze d’Argento. Che avete mangiato?
Benedetta: eravamo nella nostra casa nel Monferrato, abbiamo scelto un menu tutto piemontese con insalata russa, vitello tonnato, bagna cauda, una bella selezione di salumi, agnolotti, brasato… e vini del territorio, naturalmente.
Quando andate a cena fuori, chi sceglie il ristorante?
Fabio: dipende, ma in qualsiasi caso chiama lei. Un po’ perché i ristoratori sono più propensi ad accoglierci quando sentono il suo nome, a costo di spostare i tavoli per farci posto, e poi per una mia resistenza alle telefonate.
Cioè, Caressa non chiama al telefono?
Fabio: preferisco di no, così come non amo entrare nei negozi, scelgo dalla vetrina, poi vado diretto e compro. È una mia forma di timidezza.
Come comincia la giornata in casa Parodi-Caressa?
Fabio: per me con il caffè solubile, senza zucchero e sorseggiato in una delle tante tazze della nostra collezione, che scelgo a seconda dell’umore.
Quante ne avete?
Benedetta: centinaia! È cominciato tutto durante il primo viaggio negli Stati Uniti, Fabio già le amava e mi ha trasmesso questa passione
Per il calcio, invece, niente da fare
Benedetta: è vero, però quando ci sono partite importanti mi lascio coinvolgere: mi commuovo ancora quando sento la sua telecronaca del 2006.
Fabio, te la ricordi la cena dopo quei mondiali?
Eccome. Scherzando, avevo detto all’amministratore delegato di allora che in caso di vittoria avrei voluto trovare sul pullman tartine, Champagne e uva bianca. Beh, lui l’ha fatto davvero, ci siamo ritrovati con tartine al salmone e questi bei bicchieri sul pullman verso Dortmund… solo che alla prima fermata, l’autista ha inchiodato e i calici si sono rotti. Abbiamo bevuto direttamente dalle bottiglie, l’euforia era troppa.
Una tipica cena post partita?
Quando eravamo più giovani andavamo a cena fuori, mettevamo le gambe sotto il tavolino e non ci alzavamo prima delle tre del mattino. Oggi si fa ancora solo dopo le partite importanti, e anche all’estero alla fine ci ritroviamo sempre nei ristoranti italiani, che sono gli unici che ti accolgono anche a notte fonda.
E prima di cominciare la telecronaca?
Un bel niente. Caffè o tè, sempre senza zucchero. Sette ore di digiuno, per liberare il diaframma.
A cena state sempre insieme?
Benedetta: ci teniamo molto, è il momento in cui si riunisce tutta la famiglia.
Fabio: mentre Benedetta cucina, poi, le faccio compagnia e chiacchieriamo. È stata lei a insegnarmi l’importanza della tavola, ha vietato la televisione durante i pasti e per questo le sarò sempre grato.
Gli amici saranno spesso a cena da voi.
Benedetta: ultimamente facciamo fatica a organizzarci. L’ultima volta è stata durante Pechino Express, quando ho fatto delle serate a tema per seguire con gli amici le puntate e vedere Fabio e nostra figlia Eleonora in tv.
Fabio Caressa e la figlia Eleonora
Anche quando c’è stata quella zuppa di tartaruga?
Fabio: non rivanghiamo…
Benedetta: che tenerezza, l’ho visto tanto affaticato. Ammetto, però, che ho anche riso un po’…
Fabio: e dillo, che ti ho fatto ridere…
Benedetta: beh, non era nulla di serio. Mi sono preoccupata davvero dopo la puntata in cui è uscito, perché era esausto.
Tutto è bene quel che finisce bene. Ma Fabio, alla fine qual è il piatto forte di Benedetta?
Il suo pollo al curry di agrumi e zafferano potrei mangiarlo fino allo sfinimento. E poi i risotti: imbattibili, nulla da invidiare a quelli dei grandi chef.
Ce n’è uno che non sopporti?
La lasagna asparagi e burrata, perché l’ha cucinata decine di volte! Benedetta è una perfezionista, condivide solo ricette che la soddisfano al 100%: beh, per un periodo non faceva altro che riproporre questa lasagna, non era mai contenta della consistenza e la dose della burrata, alla fine mi rifiutavo, non ce la facevo più. Ancora adesso faccio fatica a mangiarla.
Avete un ristorante del cuore a Roma?
Benedetta: sì, quello del fratello di Fabio! Si chiama Apoteca – Provviste Alimentari, è vicino la casa dei nonni di Fabio. Ci ritroviamo lì con tutta la sua famiglia, è come fare un pranzo in casa, solo più comodo.
Benedetta, c’è un piatto romano di cui ti sei innamorata?
Benedetta: I rigatoni con la pajata! E anche la coda alla vaccinara.
Fabio: tra l’altro, Benedetta fa una coda spaziale.
E il piatto del cuore di Caressa?
La carbonara, anche se ammetto di mangiarla solitamente con la pancetta affumicata e non il guanciale, che a casa mia era riservato all’amatriciana. E poi il supplì, che a Milano si trova ancora poco e mi manca moltissimo.
Una ricetta romana che consiglieresti a Friedkin?
Benedetta: chi?
Fabio: il presidente della Roma… niente da fare, il calcio non le è mai entrato nel cuore. Comunque, visto come stanno andando le cose, direi un’arrabbiata.
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