Dopo una lunga camminata nel verde non c’è niente di meglio di un pasto caldo e confortevole per scoprire qualcosa in più sulla cultura locale. E in Scozia c’è molto da camminare: distese infinite e incontaminate, chilometri e chilometri di colline, montagne e vallate, da percorrere in auto per raggiungere i sentieri di trekking incastonati tra i luoghi più magici del Paese. Una nazione incantata dove si respira ancora l’antica cultura celtica che ha gettato le basi per tradizioni e costumi, ricca di storia e storie, racconti popolari e folclore. Basta recarsi all’isola di Skye, con le sue scogliere a picco e i monti solenni, per comprendere a fondo la bellezza della Scozia, passeggiando col naso all’insù per catturare ogni sfumatura cromatica delle catene montuose che delineano il cielo azzurro, per poi abbassare la testa a osservare ruscelli e cascate. E finire con una tappa a un pub tradizionale per ristorarsi con del cibo dal sapore casalingo.
Castello di Edimburgo
Ma prima si parte da Edimburgo, capitale dal fascino sfrontato distribuita su sette colli: impossibile non rimanere ammaliati dalle architetture della città vecchia, il castello da raggiungere passeggiando per la Royal Mile, la strada principale in realtà un po’ più lunga di un miglio, in cui perdersi tra botteghe di maglioni e borse in tweed, negozi di fudge – dolcetti fondenti a base di latte, burro e zucchero – e di kilt, ma anche cattedrali (quella bellissima di Sant’Egidio, per esempio), bar e ristoranti, parte della High Street. Per un assaggio di cucina locale, non c’è niente di meglio dei pub: il Maggie Dickson’s, nella zona di Grassmarket un tempo famosa per essere teatro di esecuzioni, ne è un esempio perfetto. L’insegna ricorda una storia tetra, quella di Margaret Dickson, domestica ventenne che partorì di nascosto e abbandonò il suo bambino – che credeva già morto – nel fiume Tweed. Fu condannata a morte ma la leggenda racconta che riuscì a sopravvivere, probabilmente corrompendo un giustiziere per allentare il cappio. Nel pub che porta il suo nome, comunque, si possono assaggiare dei deliziosi haggis, neeps and tatties: il primo è un insaccato fatto con interiora di pecora (presente anche nella tipica Scottish breakfast), mentre con il termine neeps si intende la rutabaga, detta anche rapa svedese, che accompagna la carne insieme alle tatties, le patate.
Inverness, Highlands
Da Edimburgo si parte alla volta di Inverness, capitale delle Highlands, insieme di paesaggi mozzafiato che meriterebbero un capitolo a parte. Una cittadina caratteristica dove curiosare tra vicoli e mercati, senza dimenticare di fare tappa alla Leakey’s Bookshop, la più grande libreria di libri usati di tutta la Scozia, costruita all’interno di una vecchia chiesa gaelica. Altro giro, altra corsa, altro pub: non fatevi ingannare dal look sbarazzino e giovanile, perché il Johnny Foxes conta più di 25 anni di storia e offre una cucina semplice e contemporanea, equilibrata e gustosissima. Panini dagli abbinamenti non scontati, con opzioni vegetali ben studiate, come il burger di quinoa, barbabietola e chutney di pomodoro, da accompagnare a birre alla spina, tè, caffè di livello, calici di vino e cocktail.
Burger vegano, Johnny Foxes (Inverness)
Da Inverness, in poco più di venti minuti di guida si arriva a Loch Ness: il celebre mostro Nessie non esiste ma si può visitare il museo a lui dedicato, il Loch Ness Centre & Exhibition, per scoprire come è nato questo mito, più altri aneddoti interessanti sull’evoluzione geologica del territorio. A pochi passi dal centro, un bel locale per colazioni tradizionali, pranzi leggeri o spuntini dolci: il Ness Deli, caffetteria e tavola calda dove assaggiare i dolci del territorio (da non perdere gli shortbread e la flapjack, una barretta a base di avena e frutta).
Kilt Rock
È tempo di viaggiare attraverso le meraviglie dell’isola di Skye, cominciando dalle cascate naturali Fairy Pools, un percorso lungo che può durare fino a un’ora. Per una tappa intermedia da Inverness, il pit stop ideale è da Heilan Scran, take-away dove comprare sandwich e piatti caldi da asporto da gustare osservando il castello dell’Eilean Donan, isoletta nel cuore delle Highlands occidentali. Per poi raggiungere luoghi iconici come Kilt Rock, la scogliera a picco sul mare nell’area di Totternish, a nord di Skye, famosa anche per l’Old Man of Storr, l’alta formazione rocciosa che secondo un racconto popolare sarebbe il pollice di un gigante sepolto, dove si arriva dopo una camminata di un’ora. A pochi passi da Kilt Rock, è curioso il piccolo Staffin Dinosaur Museum, dove osservare impronte di dinosauri ritrovate sull’isola.
Fairy Glen
Le escursioni da fare sono moltissime, ma tra le irrinunciabili c’è sicuramente quella alle Fairy Glen, la “valle delle fate”: intuire il motivo del nome è semplice dove aver passeggiato per il sentiero costituito da collinette arrotondate, cascate, laghi e la Castle Ewen, all’apparenza una rovina ma in realtà un’altra collina che conserva ancora uno strato di basalto in cima. Per chi avesse bisogno di un po’ di modernità in mezzo a tanta natura, un salto a Portree è l’ideale: la cittadina più grande dell’Isola di Skye è perfetta per fare shopping, non prima di aver mangiato un boccone alla MacKenzie’s Bakery, che vende pani, sausage rolls, i fagottini di sfoglia ripieni di salsiccia (disponibili anche in versione vegana), panini, dolci e zuppa del giorno.
The Wildcat, Fort William
La storia di Harry Potter è ambientata a Londra e dintorni ma è in Scozia che il fenomeno letterario creato da J.K. Rowling ha tratto la maggior parte dell’ispirazione. I luoghi legati alla scrittrice e i suoi libri sono moltissimi, a cominciare dalla stazione di Fort William, nelle Highlands, da dove parte il Jacobite Steam Train, treno a vapore molto simile a quello che conduce gli studenti alla scuola di Hogwarts. In attesa dell’arrivo del treno, i fan della saga possono pranzare al The Wildcat, locale vegano che serve dolci della tradizione -i famosi shortbread, biscotti ricchi di burro qui 100% vegetali – wrap, panini, zuppe e anche deliziosi caffè specialty, in espresso o V60.
Balmoral Hotel, Edimburgo
Torniamo a Edimburgo per un altro luogo iconico: Victoria Street è una ripida via in discesa con botteghe e negozi caratteristici a ogni lato che ricorda molto la Diagon Alley del film, la via dello shopping dei maghi. In Princes Street, invece, c’è il Balmoral Hotel, dove l’autrice ha concluso l’ultimo dei sette libri, mentre l’ormai chiusa caffetteria The Elephant House è stata il suo “ufficio” per molto tempo durante la stesura del primo. Infine, perché non fare un salto al cimitero di Greyfriars per guardare la tomba del vero Thomas Riddell (alias Lord Voldemort)? Sembra che la Rowling si sia ispirata a diversi nomi di defunti per i suoi personaggi…
Birrificio Tennent’s, Glasgow
Meno romantica di Edimburgo, meno misteriosa, più eclettica, moderna, orgogliosamente operaia, dall’animo industriale e il fascino vittoriano ancora visibile: Glasgow è ingiustamente bistrattata dai turisti, perché in effetti sa regalare piacevoli sorprese a chi ama le città dai ritmi più frenetici, partendo dalla sua George Square per passeggiare tra le vie di negozi e locali (per uno street food di qualità, immancabile un panino al Piece, che serve opzioni di ispirazione Ottolenghiana, in particolare il sandwich “Nottolenghi”). Si cammina per il quartiere universitario punteggiato di murales per arrivare a uno dei simboli della città: la fabbrica della Tennent’s offre un tour guidato di un’ora con degustazione finale. Curiosità: la Tennent’s Super tanto venduta e apprezzata in Italia non piace agli scozzesi e non viene prodotta nello stabilimento; il marchio di questo prodotto specifico è passato da anni in mano a InBev e viene distribuito solamente nella Penisola.
Blair Athol Distillery, Pitlochry
Dici Scozia e dici whisky. Impossibile viaggiare per il Paese senza fare visita a una delle molte distillerie: per gli amanti del single malt, una vera gemma è la Blair Athol nella regione di Perth (da visitare anche l’omonima cittadina), una serie di piccoli edifici in pietra ricoperti di edera, che nella stagione autunnale sfodera i suoi colori migliori. Ma la Scozia è molto più di whisky, haggis e rustici con salsicce: Edimburgo è stata eletta una delle città europee più vegan friendly del 2022, e le altre località non sono da meno.
Caesar salad vegana, Holy Cow (Edimburgo)
Nonostante la tradizione gastronomica scozzese sia ricca di carne, burro e formaggi, in ogni caffetteria, pub e ristorante non mancano versioni vegetali delle ricette locali, haggis compreso. Ci sono poi locali 100% vegani, come il Wildcat di Fort William e l’Holy Cow di Edimburgo, un ristorante dove trovare Caesar salad, burger, avocado toast e torte vegane. Tantissime, poi, le caffetterie specialty per gli amanti dell’oro nero: meritano una menzione l’Hideout Cafe e l’Artisan Roast di Edimburgo, Laboratorio Espresso e Sprigg a Glasgow.
Scottish breakfast vegetariana, Duisdale House Hotel (Isola di Skye)
Insaccati saporiti e dolci golosi, colazioni salate e pappe d’avena: ecco gli assaggi da non perdere durante un viaggio in Scozia.
Dove mangiare a Edimburgo
Maggie Dickson’s – 91, Grassmarket – maggie-dicksons.edan.io/
Greyfriars Bobby’s Bar – 30/34, Candlemaker Row – nicholsonspubs.co.uk/restaurants/scotlandandnorthernireland/greyfriarsbobbysbarcandlemakerrowedinburgh#/
Holy Cow – 34, Elder Street – holycow.cafe/
Seeds for the Soul – 167, Bruntsfield Pl – seedsforthesoul.co.uk/it
Hideout Cafe – 5, Upper Bow – hideoutcafe.co.uk/
Dove mangiare a Inverness
Johnny Foxes – 26, Bank Street – johnnyfoxes.co.uk/
Dove mangiare a Loch Ness
Ness Deli – The Village Green, Drumnadrochit – thenessdeli.com/
Dove mangiare all’isola di Skye
MacKenzie’s Bakery – Portree – Somerled Square – instagram.com/mackenzies_bakery_skye/
Duisdale House Hotel – Aird of Sleat – skyehotel.co.uk/duisdale/
Dove mangiare a Fort William
The Wildcat – 21, High Street – facebook.com/TheWildcatFortWilliam/
Dove mangiare a Glasgow
Piece – Argyle Street – pieceglasgow.com/
Sprigg – 241, Ingram Street – sprigg.co.uk/
a cura di Michela Becchi
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