
L’ultima novità che ha preso forma alla Casa delle Autonomie, nella campagna romana, è la pizzeria aperta solo nel weekend (e solo su prenotazione). Troppe restrizioni per mangiare una pizza? No, considerando quant’è peculiare la storia della Cooperativa Garibaldi, nata nel 2010 all’interno dell’Istituto Tecnico Agrario Giuseppe Garibaldi, scuola ultracentenaria di istruzione secondaria con sede storica in via Ardeatina. La Cooperativa sociale integrata agricola, infatti, si prefigge l’obiettivo di favorire l’inclusione di ragazzi con autismo e disabilità intellettiva, perché possano partecipare attivamente alla vita scolastica e lavorativa. E in quasi dieci anni di attività ha promosso percorsi di abilitazione, mentoring e avviamento al lavoro, con riferimento costante all’articolo 14 della Legge 328 del 2000, che sancisce il diritto di ognuno a un proprio “progetto individuale”, prevedendo per ogni individuo con disabilità un percorso personalizzato che possa accompagnarlo nelle principali tappe della vita.
Proprio Articolo 14 si chiama la trattoria che ha sede da qualche anno presso il casale “Casa delle Autonomie”, che è il quartier generale della Cooperativa, e offre anche 4 ettari di terreno (di 80 complessivi, adiacenti al Parco Regionale dell’Appia Antica) che i ragazzi autistici coltivano e gestiscono con l’ausilio di operatori specializzati. Tra le serra, l’uliveto, il frutteto, il campo seminato a ortaggi, la arnie per l’apicoltura. E pure la cucina, quella della trattoria di cui sopra, che mette in tavola i prodotti dell’orto. Aperta tutti i giorni a pranzo (d’estate anche a cena, nel weekend è obbligatoria la prenotazione, anche online; si accede da via di Vigna Murata 573), dall’inizio del 2019 la trattoria propone ai commensali un menu alla carta, e tutto è preparato (e servito) dai ragazzi, dolci compresi.
Mentre i prodotti coltivati, non solo arrivano in tavola, ma sono anche venduti al mercato contadino organizzato abitualmente dalla Cooperativa (contando anche sul banco ambulante dell’“Ape che gira” dal 2018), sempre con il coinvolgimento dei ragazzi e delle loro famiglie.
Che partecipano pure alla gestione dell’agriturismo annesso al complesso: nel casale di 180 metri quadri che è il centro operativo delle attività all’interno della tenuta messa a disposizione dall’Istituto Agrario, il Podere Lazio (come si chiama la struttura d’accoglienza) offre 15 posti letto, in ambienti attrezzati anche per persone con disabilità, ma disponibili per chiunque a prezzi vantaggiosi. Parte del terreno, invece, è stato lottizzato in trenta piccoli orti dati in adozione alle famiglie del quartiere, a conferma di quanto sia importante attivare dinamiche di integrazione e dialogo su molteplici fronti. Ma il merito più grande della cooperativa è quella di mettere in luce le numerose abilità dei ragazzi con disturbi dello spettro autistico. In primis le loro capacità manuali e creative, applicate alla produzione e alla trasformazione di cibo (si confronti l’esperienza del Tortellante a Modena, bel progetto promosso dall’associazione Aut Aut, con il supporto di Massimo Bottura). E infatti i ragazzi coinvolti si occupano personalmente di ogni aspetto organizzativo e pratico. Ricapitolando: coltivano l’orto, allestiscono gli spazi, fanno la spesa e aiutano in cucina in trattoria, preparano i menu, servono in tavola, disegnano le tovagliette, fanno le pulizie. E da qualche settimana preparano anche le pizze. Mentre dall’inizio di giugno è operativo il bar della Cooperativa, aperto dalle 8 alle 15.
E se non bastasse, proprio la primavera scorsa, con il contributo della Cooperativa Garibaldi e dell’Istituto Emilio Sereni, ha preso forma anche il progetto il Casale delle Arti e dei Mestieri, modello d’inclusione sociale e lavorativa per persone neurodiverse, che mette i ragazzi a confronto con la coltivazione dell’orto, la vendita dei prodotti in loco o a domicilio, la produzione di trasformati come conserve, salse e passate, la produzione e trasformazione di farine per paste di grano duro. Con i due Istituti alleati nel creare un incubatore d’impresa, in cui gli studenti potranno formarsi per due anni, dopo il termine degli studi, con il supporto dell’Università Tor Vergata di Roma. Work in progress.
a cura di Livia Montagnoli
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