Asso dell’arte bianca italiana, la pizzaiola Roberta Esposito (La Contrada, Aversa) finalmente approda a Roma. Finalmente, sì, perché le sue collaborazione con Eataly in zona Ostiense negli anni sono state tante e sempre fruttuose: «Spesso mi veniva chiesto perché non aprissi una sede anche qui» racconta emozionata, «Roma è una grande città, il mondo della pizza è cresciuto tanto. Per me è un onore sbarcare su questa piazza, sento che è il momento giusto». La casa capitolina l’ha trovata in via Flaminia, civico 515 (dove c’era il ristorante e cocktail bar Paloma): un bel locale con una novantina di posti a sedere e ampio dehors la aspetta a fine settembre, per portare tutto il gusto della sua straordinaria pizza.
Roberta Esposito
Si chiamerà Marita, «per ricordare che tutto viene dalla Marinara e la Margherita, i grandi classici che non dobbiamo dimenticare» e anche perché a Roberta è sempre piaciuto giocare sull’aspetto femminile «volevo un nome che finisse in “a”». A dirla tutta, la pizzaiola non ha mai sofferto l’essere donna in un settore prettamente maschile: «Mi chiedono spesso se sia difficile, ma sono nel settore da tanti anni, proprio come i colleghi uomini. Spero, certo, che un giorno ci saranno più donne in pizzeria, ma non voglio essere ricordata solo come “la pizzaiola donna”».
La sua è stata una carriera inusuale, iniziata come sommelier, ma poi l’amore per gli impasti ha preso il sopravvento: i suoi sono raffinatissimi, leggeri e conditi in maniera impeccabile. Gli stessi topping saranno presenti anche nella sede romana, «dove useremo i prodotti coltivati da Orto 2.0», un bel progetto di agricoltura urbana che consente a chiunque di possedere un orto personale gestito da esperti, da monitorare attraverso la app.
Tra i gusti di Marita, i grandi classici de La Contrada, «che rimane sempre casa mia» e poi nuove varianti pensate per rappresentare un incontro tra Napoli e Roma. Un esempio? L’amatriciana bianca, «con sugo di pomodoro servito a parte, così che ogni cliente possa scegliere di aggiungerlo a piacimento oppure usarlo per fare la scarpetta con il cornicione». Il locale, poi, si propone di essere il più inclusivo possibile. Ci sarà spazio, quindi, anche per pizze gluten free, senza lattosio «e daremo attenzione anche ai vegani, con gusti pensati appositamente per loro».
Da ordinare alla carte, ma chissà, magari un giorno si potranno provare nel menu degustazione «è un qualcosa a cui stiamo pensando». Parla sempre al plurale, Roberta, che ha realizzato il sogno romano insieme ai suoi soci e soprattutto la sua squadra, «la mia vera forza». In cucina ci saranno 8 ragazzi, in sala altri 4, «poi vedremo come andranno le cose, magari potremo ampliare di più».
Marita – Roma – via Flaminia, 515 – da fine settembre 2024
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