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Un nuovo grande ristorante in un museo: stavolta in Calabria

Luca Abbruzzino raddoppia con un nuovo ristorante gourmet a Lamezia Terme. All'interno di uno spazio espositivo con stanze e bistrot

  • 15 Aprile, 2024

Luca Abbruzzino si fa uno e trino e apre Oltre a Lamezia Terme. Quando si sono seduti a tavola, i commensali si sono trovati circondati da opere di Andy Warhol: il ristorante, infatti, si trova all’interno di Palazzo Greco Stella, un edificio della fine del 1800 nel centro storico di Lamezia Terme (CZ) rinato come spazio espositivo.

Un tempo residenza dei Marchesi Fiore-Serra, oggi è oggi museo, bookshop, negozio di alto artigianato, relais con 6 stanze, american bar, bistrot e ristorante fine dining. Secondo un format che pare riscuotere sempre più consensi – come nel caso del visionary place Luminist di Napoli, all’interno delle Gallerie d’Italia di Intesa San Paolo. Qui sono Pietro Greco ed Elena Vera Stella gli artefici della rinascita di questo spazio, dando seguito a un progetto accarezzato per anni che ha trovato nella famiglia Abbruzzino il partner per quanto riguarda la parte gastronomica.

«Inizialmente – racconta Luca Abbruzzino – volevamo chiudere a Catanzaro e spostarci a Lamezia Terme». Logisticamente più importante, «la porta per la Calabria» la chiama lo chef, Lamezia con l’alta velocità e l’aeroporto internazionale offre un bacino di clienti maggiore. «Poi invece abbiamo cambiato idea». Così oggi Luca si fa uno e trino: allo storico locale di Cava-cuculera Nobile, e al Brezza di Soverato aggiunge questo progetto ambizioso che segue in prima persona. A Catanzaro sono rimasti il padre Antonio e la madre Rosetta, Antonio Fazio, storico secondo di Abbruzzino e oggi chef di cucina, e tutta la brigata, con Luca che continua a seguire il ristorante di Catanzaro da Lamezia Terme. Qui lo chef – classe 1989 – tra i maggiori esponenti della new wave calabra, è all’opera con un progetto ambizioso: il fine dining, infatti, con un solo menu degustazione di 9 portate al buio che cambia spesso, «volendo anche tutti i giorni», è solo una delle linee gastronomiche. Gli si affianca un bistrot con cucina di mercato – 7 tavoli e una trentina di coperti in totale – e l’american bar, unico spazio aperto anche a pranzo. Oltre è il fiore all’occhiello e rappresenta un’evoluzione del lavoro fatto a Catanzaro, ma con più audacia, mescolando senza incertezze piatti storici (ad esempio lo spaghetto con sugo di triglia, ‘nduja curcuma e arancia) e cose come topinambur ricci e umeboshi. Si spinge Oltre anche con il pairing: non solo vini proposti dal sommelier Luciano Tassoni (pescati da una cantina con circa 700 referenze, in condivisione con il ristorante di Catanzaro), ma anche qualche cocktail, firmati dal barman Stefano Cosentino.

 

Foto: Alberto Blasetti

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