Chiamarla pasticceria è riduttivo. Quello che sta per arrivare in zona Ostiense (l’apertura è prevista per il 25 novembre) è un progetto vegetale innovativo, che a Roma ancora mancava. Una dispensa a prova di gourmet, un banco di dolci di stampo francese, formaggi vegani e sughi pronti, e anche un piccolo negozio di articoli plastic free. Un tempio per vegani? Sì, ma che coinvolge tutti.
A rendere possibile tutto questo, la squadra di Romeow Cat Bistrot, il ristorante vegano (e cat bistrot) aperto nel 2014 da Valentina de Matteis e Maurizio Di Leta (quest’ultimo ha ormai lasciato l’attività). Sono trascorsi quasi dieci anni da quando Valentina ha deciso di proporre il format con i gatti nella Capitale eppure, a sentirla parlare, sembra non sia passato neanche un minuto. Ha conservato l’entusiasmo degli inizi, l’ebrezza dell’esordio… e in fondo questa è un po’ una prima volta: dopo tante ricerche, ha trovato casa per realizzare il suo secondo sogno nel cassetto, una pasticceria con bottega proprio nello spazio accanto al ristorante, che non poteva che chiamarsi Julietta.
Niente gatti, stavolta, il dialogo con Romeow si ritrova nella scelta degli arredi e dei colori (il bel progetto architettonico con soffitto con travi a vista porta la firma di Roberto Mercoldi), e anche negli ampi spazi: 170 mq, di cui 90 dedicati al laboratorio, “finalmente le pasticcere potranno dare sfogo alla loro fantasia” racconta Valentina.
E lo faranno con macaron, New York roll, maritozzi, monoporzioni e lievitati delle feste – si sfornano da subito i panettoni di Natale – biscotti e meringhe, tanto per cominciare, “col tempo amplieremo, magari inserendo anche qualche proposta salata”. A guidare il team, Barbara Giovanetti, pasticcera di Romeow che aveva già conquistato i clienti del bistrot con la sua cheesecake bianca e la crostata di farro.
Ma la ricca proposta dolce non deve offuscare il resto dell’offerta. Chi pensa di entrare da Julietta e trovarsi di fronte a un banco di pasticcini senza burro è fuori strada: quando si varca la soglia del locale, la sensazione è quella di essere in un grande parco giochi dei sapori, dal gusto internazionale e l’ambiente confortevole.
Tutto attorno è vegano, ma a un occhio meno attento questo dettaglio sfugge facilmente: tra conserve, sughi, fermentati – frutto del lavoro di Simone Salvo – kombucha e un gorgonzola vegetale capace di convertire anche i casari più convinti, Julietta è “semplicemente” un posto per chi ama mangiare bene. “La clientela di Romeow, del resto, non è mai stata esclusivamente vegana, le persone all’inizio entravano incuriosite dai gatti e solo dopo si interessavano al menu”.
Che sia stata proprio questa la mossa vincente di Valentina e la sua squadra? C’è chi la pensa così, chi ritiene che intrappolarsi in un’etichetta sia controproducente. Ma la verità è che quando si offrono piatti buoni, un servizio gentile e un’atmosfera rilassata, il quartiere inizia a chiacchierare, e poi il passaparola arriva in tutta la città. Con o senza gatti, vegan o non vegan.
Ma torniamo a Julietta. Nel negozio si trovano anche insaporitori vegetali, granola fatta in casa e soprattutto le salse che hanno fatto apprezzare la cucina di Romeow nel tempo, dalla crema di noci di macadamia al ragù di funghi, “l’idea è quella di creare continuità con Romeow, e di dare a tutti la possibilità di acquistare i prodotti presenti in menu”. Cucina e bottega, insomma, appena a un passo di distanza.
Dopo 9 anni di Romeow è tempo di brindare a una nuova creatura, “non riesco ancora a credere che avremo un laboratorio così grande”, consolidando sempre più la proposta di quella che, probabilmente, è la zona più vegan-friendly di Roma. Il mondo vegano nella Capitale sta crescendo più che in qualsiasi altra città italiana, l’offerta si fa più diversificata, e il quadrilatero Ostiense è un approdo sicuro per chi ha scelto di rinunciare ai prodotti animali. C’è la pasticceria classica di Wani a San Paolo, la formula per la pausa pranzo a Piramide con 100% Bio, l’ormai mitico Vegustibus a Garbatella, alimentari di una volta ma in chiave vegetale, e nello stesso quartiere anche il ristorante Le Bistrot, oltre alle pinse e gli aperitivi di Veghometro.
Ce n’è per tutti i gusti, insomma, e Julietta è l’alternativa per chi ricerca prodotti artigianali, locali, made in Rome, come il team ha scelto di scrivere sui vasetti. “Prima di tutto, per noi, vengono gli abitanti del quartiere, dai giovani agli intolleranti, fino ad arrivare a persone di una certa età più scettiche… che alla fine si convincono e tornano volentieri”.
Julietta – Roma – via Francesco Negri, 25/27
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