Dal 24 al 27 ottobre Torino tornerà a essere teatro della ristorazione più identitaria e popolare del Piemonte. Quella custodita dalle mitiche piole, confortevole ibrido fra trattoria e osteria, protagoniste di Piolissima, una quattro giorni in cui 21 locali cittadini propongono menu con tutti i piatti tipici (dai tomini elettrici al vitello tonnato, dalla battuta ad agnolotti e tajarin) da gustare tra una giocata a carte, una bevuta, una suonata e una cantata
A Torino di piole autentiche, per fortuna, ce n’è ancora una valida rappresentanza. Quelle di nuova generazione convivono pacificamente con i nomi storici, oltre allo sfuso della casa ci sono oggi selezioni di vini più articolate ma lo spirito è sempre quello, rustico e popolare, e l’esperienza coinvolgente, appagante e perlopiù economica. Di seguito una selezione di quelle che valgono il passaggio: non ci sono tutte, ma le migliori certamente sì.
Localino con pochi tavoli in un isolato tranquillo, appena fuori dal caos della movida cittadina, valido anche solo per un bicchiere di vino e uno spuntino, da stuzzicare appollaiati su uno sgabello in un clima di familiarità, cortesia e informalità. Gli antipastini infatti sono anche disponibili in versione tapas e quasi tutti i piatti possono essere ordinati anche nella mezza porzione. A farla da padrona la tradizione piemontese (insalata russa, tomini e acciughe al verde, salsiccia di Bra e via dicendo) ma non manca altro secondo giornata e stagione. Servizio cordiale, simpatico e sorridente.
Barbagusto – via Belfiore, 36 – 011 2760233 – Instagram
Bergé in piemontese vuol dire “pastore”, e tra i must di questa calda osteria cittadina ci sono infatti i formaggi prodotti nelle valli circostanti. Aperto dalla colazione e gettonatissimo a pranzo (per cena bisogna prenotare) offre tutti i classici della tradizione con variazioni stagionali (in stagione funghi a profusione) in un ambiente caldo e conviviale, come ci si aspetta da una vera piola.
La Taverna del Bergé – via Don Bosco, 10c – 327 4559492 – Facebook
Una delle poche storiche piole rimaste, aperta addirittura dal 1905 con la stessa gestione familiare da generazioni. Celso, oste e anima di questa istituzione della città, è mancato proprio lo scorso anno ma ora ci sono le figlie a portare avanti quello che lui ha costruito. Arredi rustici, tavoli con tovagliette di carta, un menu del giorno strettamente piemontese sciorinato a voce e fatto di piatti concreti e saporiti. Prenotare sempre.
Piola Da Celso – via Verzuolo, 40b – 011 4331202 – Facebook
Proposta tradizionale, piatti ben curati, materie prime del territorio, principalmente della Val Chisone, terra natìa dell’oste. Largo quindi a battuta di Fassone con sedani funghi e robiola contadina; tortino di peperoni di Carmagnola e salsa d’acciughe; insalata russa; agnolotti al sugo d’arrosto. A cena il menu è più elaborato, con un occhio al contemporaneo mentre a pranzo regna la semplicità. Vini in quantità e varietà idonea, compresa qualche etichetta importante. Valida infine la gamma di sfusi.
Osteria Le Ramin-e – via Isonzo, 64 – 011 3804067 – leramine.it
Sorge sulle ceneri di un ristorante preesistente con una nuova gestione, che dal 2018 l’ha reso un locale di stretta tradizione che si è conquistato una larga schiera di affezionati. Posizione centrale e menu organizzato in diverse formule e incentrato sui piatti tipici i suoi punti di forza, insieme a una gran cura nella scelta delle materie prime. Ci sono anche opzioni vegetariane e il servizio è gentile e alla mano.
Trattoria Fermata Nizza – p.zza Nizza, 83c – 011 6698935 – trattoriafermatanizza.it
Non stupitevi se in lavagna trovate anche la fregola alla campidanese, il fegato alla veneziana e le sarde in saor. Qui la tradizione piemontese e quella sarda vanno d’amore e d’accordo in un contenitore che è una piola a tutti gli effetti, casereccia e vecchio stile. Ci sono altresì taglieri in varie dimensioni secondo appetito e numero di commensali, e piatti local come le acciughe al verde o i tomini, di pari soddisfazione.
Bar Pietro – via San Domenico, 34F/bis – 011 3329109 – Facebook
Un luogo di culto in città, che ha visto passare chiunque e continua ad accogliere ogni generazione in una saletta striminzita con bancone, lavagna, una ventina di posti all’interno,il cortiletto estivo. Aperto dalle 9.30 a ora di cena, è frequentato per un bicchiere di rosso, un panino burro e acciughe ma anche, a pranzo, per la merenda sinoira. A quell’ora ci si sfama con le acciughe al verde, i tomini, elettrici e non, la salsiccia, la lingua, il vitello tonnato, le uova sode, il “friciulin”.
Caffè-Vini Emilio Ranzini – via Porta Palatina, 9G – 011 7650477 – Facebook
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