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Dove mangiare il vero bollito a Milano e dintorni, i 10 ristoranti migliori scelti dal Gambero Rosso

Quando le temperature scendono, inevitabilmente sale la voglia di piatti caldi e opulenti e il bollito il genere di conforto immancabile in questi giorni

  • 09 Gennaio, 2024

Il bollito, laboriosa e calorica preparazione della tradizione gastronomica italiana specialmente delle regioni del Nord, rientra senza dubbio nella categoria del comfort food. Per chi non ha voglia o tempo di cimentarsi a casa, qui i 10 ristoranti migliori dentro e fuori Milano scelti dal Gambero Rosso

Dove mangiare il bollito a Milano e dintorni

Trattoria Aurora

Trattoria. Si respira una piacevole atmosfera d’altri tempi in questo locale stile Liberty in zona Tortona, con grandi vetrate e un delizioso cortile per la stagione mite. Qui il bollito è onorato al meglio, con un sontuoso carrello su cui fanno bella mostra di sé cappello del prete, muscolo, testina di vitello, lingua, cotechino, gallina, biancostato, coda… In abbinamento bagnetto verde e rosso, mostarda, giardiniera, peperoni, cavolfiori all’aceto balsamico, cetrioli moscatelli. In carta altri piatti tipici, ad esempio l’ossobuco in gremolada con il risotto giallo. Lista dei vini centrata sulla proposta.

Trattoria Aurora – via Savona, 23 – 02 8323144 – Facebook

Agostino Campari

Ristorante. L’insegna è dedicata al capofamiglia, Agostino Campari per l’appunto, che la gestisce insieme alla moglie Giancarla e ai figli Alberto (sommelier) e Chiara (ai fornelli). Vale davvero la pena percorrere i pochi chilometri che separano Milano da Abbiategrasso, soprattutto per gustare uno dei migliori bolliti in circolazione, servito dal carrello, che comprende mortadella di fegato, testina di vitello, punta sempre di vitello, pollo, manzo, cotechino, lingua, da accompagnare a mostarda di frutta e verdura, cipolle in agrodolce e altre ghiottonerie. Selezione di etichette più che valida.
Agostino Campari – Abbiategrasso (MI) via Novara, 81 – 02 9420329 – www.agostinocampari.it 

Al Casottel

Trattoria. Appena fuori dal centro, in zona Corvetto, un indirizzo inossidabile, solido baluardo della tradizione culinaria meneghina, nato alla fine degli anni Novanta in un cascinale ristrutturato con pergolato esterno dove si ha la sensazione di non essere a Milano. Frequentato da una clientela variegata, offre un ambiente senza fronzoli ma poco importa perché ciò che conta, la sostanza, è tutta nei piatti. Si inizia con pasta e fagioli o gnocchi fatti in casa al ragù per proseguire con un bel piatto di bollito misto o la trippa. Dal lunedì al venerdì menu per il pranzo a 15 euro.
Al Casottel – via Fabio Massimo, 25 – 02 57403009 – www.casottel.it

Al’ Less

Trattoria. Lo dichiara l’insegna, in questo locale in zona Città Studi si rende omaggio al bollito misto, re della tavola, completo di tutte le salse d’accompagnamento del caso. Il menu presenta inoltre, a rotazione e secondo stagione, le specialità più celebri piemontesi e lombarde: mondeghili, insalata di nervetti, risotto con ossobuco, agnolotti, plin in brodo. La carne è protagonista, tra una tartare di Fassona e uno stracotto di vitello al Nebbiolo. Carta dei vini non vasta ma “pensata”. Ambiente originale, ricavato all’interno di un’ex serra, con arredi vintage.
Al’ Less – viale Lombardia, 28 – 345 5499830 – www.alless.it

Locanda del Menarost

Trattoria. In una strada tranquilla nella zona Delle Regioni, un locale con un gradevole clima conviviale, tavoli e sedie in legno, apparecchiature essenziali e alle pareti scaffalature che pullulano di bottiglie di vino. I classici della tradizione ci sono tutti, dai mondeghili all’insalata di nervetti, dal risotto giallo alla cotoletta, dalla trippa all’ossobuco. Non poteva mancare il gran bollito misto servito con mostarda e salsa verde. Da non perdere, in chiusura, il tiramisù della Locanda e il tortino di ricotta di pecora. Di piena soddisfazione la selezione di etichette, regionali e nazionali.

Locanda del Menarost – via G. Compagnoni, 24 – 02 73951036 – www.menarost.it

Ristorante Macelleria Motta

Ristorante. Sono trascorsi più di 13 anni da quando Sergio Motta, titolare dell’omonima macelleria a Inzago famosa per le carni eccellenti, decise di aprire un locale dedicato ai carnivori. Nelle celle refrigerate splendidi tagli da scegliere cucinati come si preferisce, ma gli appassionati del genere non possono non scegliere il bollito, un trionfo per la vista e per il palato, con lingua, testina, coda, cappello del prete, biancostato, cappone, cotechino, servito con salsa verde, senape, cren, mostarda di frutta e giardiniera di verdure. Lista dei vini vasta e ben articolata.
Ristorante Macelleria Motta – Bellinzago Lombardo (MI) frazione Villa Fornaci strada Padana Superiore, 30 – 02 95784123 – www.ristorantemacelleriamotta.it  

Non Solo Lesso

Ristorante. In zona Buenos Aires, un locale accogliente con tanto legno a dare un tono caldo e arredi rustici con oggetti vintage a conferire un’atmosfera rassicurante che anticipa una carta altrettanto rassicurante in cui principe incontrastato è il bollito. Si presenta opulento nei suoi molti tagli e viene servito con accompagnamento di una sfiziosa varietà di salsine, a soddisfare occhi e palato dei tanti appassionati di questa delizia. In carta anche altri piatti di matrice piemontese e lombarda. Gelati, sorbetti e dolci al cucchiaio per chiudere in bellezza. Vini in linea.

Non Solo Lesso – via G. Jan (angolo via F. Redi) – 02 36533440 – www.nonsololesso.it

La Piana

Ristorante. Dietro questa insegna la passione dello chef Gilberto Farina, che nel suo regno rilegge i temi della tradizione con sensibilità e attenzione. Ogni giovedì e venerdì c’è il menu Gran Bollito Misto con 3 portate: insalatina di nervetti e fagioli cannellini con fondente di patate all’olio evo (oppure cappelletti in brodo di bollito), il Gran Bollito con mostarda, salsa verde e cetriolini sott’aceto maison, una piccola selezione di formaggi (oppure il bonet agli amaretti) a 40 euro. Non mancano buone bottiglie in cantina. E non preoccupatevi se esagerate con le libagioni, La Piana è anche una confortevole locanda.
La Piana – Carate Brianza (MB) via P. Zappelli, 15 – 0362 909266 – www.ristorantelapiana.com

 

La Pobbia 1850

Trattoria. Storico indirizzo in zona Certosa gestito da generazioni dalla famiglia Anzaghi. Fin dagli esordi la proposta culinaria segue la tradizione ma ci sono anche piatti di stagione, con il plus di pane, pasta fresca, dolci e biscotti di produzione propria. Tra le specialità strettamente meneghine si fa notare “el di del less mist” (il giorno del bollito misto), solo il martedì da novembre a febbraio. Per 38 euro a persona, testina e lingua di vitello, muscolo, biancostato di manzo, gallina, cotechino e cappello del prete con una tazza di brodo, verdure bollite, salsa verde, mostarda di frutta e salsa al rafano. Compreso nel prezzo il salame di cioccolato finale.
La Pobbia 1850 – via Gallarate, 92 – 02 38006641 – www.lapobbia.com

Rigolo

Ristorante. Nel cuore di Brera, un affidabile locale in stile classico frequentato soprattutto da habitué. Da metà novembre a fine febbraio il giovedì (per la cena bisogna prenotare) è di scena il ricco bollito che comprende il cappello del prete, il biancostato di vitello, il reale con l’osso, la gallina, il cotechino, la lingua di vitello, la coppa affumicata, il tricorno e la testina di vitello. Per completare, cipolle rosse all’aceto, mostarda di Cremona, cren, sottoli, papaccelle e cetrioli campani, salsa verde e, vera sciccheria, una tazza di brodo, lenticchie e purè di patate.
Rigolo – via Solferino, 11 (angolo largo C. Treves) – 02 86463220 – www.ristoranterigolo.it

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La più autorevole guida del settore dell’enologia italiana giunge quest’anno alla sua 37sima edizione. Vini d’Italia è il risultato del lavoro di uno straordinario gruppo di degustatori, oltre sessanta, che hanno percorso il Paese in lungo e in largo per selezionare solo i migliori: oltre 25.000 vini recensiti prodotti da 2647 cantine. Indirizzi e contatti, ma anche dimensioni aziendali (ettari vitati e bottiglie prodotte), tipo di viticoltura (convenzionale, biologica, e biodinamica o naturale), informazioni per visitare e acquistare direttamente in azienda, sono solo alcune delle indicazioni che s’intrecciano con le storie dei territori, dei vini, degli stili e dei vignaioli. Ogni etichetta è corredata dall’indicazione del prezzo medio in enoteca, delle fasce di prezzo, e da un giudizio qualitativo che si basa sull’ormai famoso sistema iconografico del Gambero Rosso: da uno fino agli ambiti Tre Bicchieri, simbolo di eccellenza della produzione enologica. che quest’anno sono 498.

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