Va beh, Ascoli Piceno vale di per sé la visita tra monumenti e dintorni. Quello che vi consigliamo, però, è un “giro delle ascolane”, nel senso delle olive farcite fritte a partire da quella splendida drupa che è l’Ascolana Tenera. La città è tutta da vedere, da girare e da godere. Se poi volete fare un mordi e fuggi, potete muovervi intorno alla splendida Piazza del Popolo per un assaggio – più o meno veloce: questo dipende da voi e dal tempo a disposizione – sia dell’arte cittadina sia dell’arte delle olive farcite. Nel raggio di pochi metri, infatti, è concentrata sia la monumentalità cittadina che la realizzazione artigianale delle olive. I monumenti andate a scoprirveli da soli; qui vi diamo tre chicche per una “orizzontale” di ascolane farcite in cui degustare il meglio che la piazza offre.
Si può partire dalla via del Trivio dove si erge il Teatro Ventridio Basso che ha proprio di fronte i tavolinetti di una interessante pasticceria, BoccaScena, che dalla strada si incunea sotto ai portici del chiostro di San Francesco. Qui potete fare la prima prova: le olive ascolane prodotte da Ascolive di Paride Vagnoni (proprietario anche del locale) ed ex titolare dello storico Caffè Meletti. Sono realizzate seguendo la ricetta tradizionale, quella presa dal quadernino della nonna di Paride e riprodotta tale e quale, con materie prime sceltissime. Sempre a BoccaScena, se disponibile, fatevi portare anche un piatto di fettuccine impastate con farina di foglie di olivi di Ascolana oppure un assaggio di ravioli della stessa pasta ma ripieni della farcia delle olive. Per chiudere, un diplomatico all’anisetta. A pochi passi, entrando sulla piazza del Popolo, trovate lo storico Meletti: prenotate, se vi fa piacere, un tavolo in terrazza (vista davvero fantastica) anche solo per una cenetta a base di olive ascolane home made. Tra le due esperienze, potete spingervi poco più in là, dalle parti del Comune in piazza dell’Arringo, dove c’è il chiosco di olive di Migliori, colui che le ha fatte conoscere al mondo.
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