
Gli ultimi dati Ismea non hanno fatto altro che confermare la straordinaria campagna olearia della Basilicata che, con le sue 6.450 tonnellate, vede un incremento di oltre il 400% rispetto alla precedente annata che, ricordiamo, essere stata assai penalizzata. Con questi numeri possiamo tranquillamente dire che è stata la regione italiana ad aver avuto il maggior incremento in proporzione alla sua capacità produttiva. Questo è stato possibile in quanto fioritura e allegagione hanno fatto il loro corso naturale senza grossi problemi, nonostante le non perfette condizioni climatiche successive, e hanno permesso un eccellente recupero di produzione rispetto all’anno precedente. Tutto ciò in una regione che sta dimostrando una sempre più profonda consapevolezza delle potenzialità produttive e varietali della sua olivicoltura grazie a olivicoltori e frantoiani sempre più attenti alla qualità.
Il sempre crescente impegno dei produttori e la straordinaria campagna olearia sono stati due elementi chiave per poter assegnare due importanti premi speciali che vanno a confermare la grande attitudine lucana nella crescita olivicola, sia dal punto di vista produttivo che imprenditoriale. A stupirci sono state due belle realtà. La prima un consorzio di aziende che comprende 16 soci, 130 ettari di oliveto, 10.400 piante e una produzione di circa 1.000 quintali di extravergine. Frantoiani del Vùlture nasce nel 2009 per riunire i produttori di questa zona al fine di promuovere e valorizzare il territorio attraverso l’olivicoltura di qualità. È il loro Vù Monocultivar Peranzana ad aggiudicarsi il premio come “miglior fruttato leggero” con le sue delicate e verdi note di pomodoro, erbe aromatiche e mela. La Lucania però si sta rivelando sempre di più come un areale in costante fermento, con nuove realtà che emergono in modo preponderante impostando fin dall’inizio la produzione dal punto di vista qualitativo e senza compromessi. È il caso dell’azienda Agrielaia di Francesco Vetere, una bella realtà che si sviluppa su poco meno di 35 ettari di cui 27 a oliveto dove vivono 13.200 piante, che si aggiudica il riconoscimento come “novità dell’anno” grazie a una produzione veramente di livello.
La piccola produzione lucana ha però molte altre realtà produttive che ogni anno si aggiungono o si confermano ai vertici. Come nel caso dell’azienda Vincenzo Marvulli che con il suo Monocultivar Coratina ci stupisce ogni anno, o come il Monocultivar Majatica (tipica varietà autoctona regionale) di Giardino Arcieri che stagione dopo stagione si conferma un ottimo interprete di questa cultivar. A questi si aggiunge la new entry I Navigli che in fase d’assaggio ci ha stupiti per il loro Asso di Ulivo, blend di Coratina, Acerenza, Ogliarola e Peranzana: un olio di media intensità dal profilo sensoriale vegetale e balsamico.
Qui l’elenco completo.
a cura di Indra Galbo
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