Provincia dal retaggio etrusco, Viterbo – così come tutto il territorio della Tuscia – offre una natura a tratti selvaggi e una produzione agroalimentare di alto livello. Lasciando da parte le punte di eccellenza della ristorazione locale, ecco quali sono gli indirizzi dove trovare la tipica cucina viterbese.
Giardini curati e un panorama che si estende fino al mare fanno da cornice all’agriturismo della famiglia Gibellini, conosciuta in città per la storica macelleria in Piazza San Faustino. In menu, paste fresche, carne di produzione propria – arrosti, brasati, burger, costate, polletti, spiedini – e dolci fatti in casa, da gustare in un ambiente originale, con arredi di recupero e stampe vintage che evocano lo scenario di una griglieria americana anni ’70. Buona la scelta di vini e la carta dei cocktail.
Agriturismo Braciamo – s.da prov.le Cassia Cimina, 21 agriturismobraciami.com
Marco ai fornelli, la compagna Donatella in sala, la mamma e il papà alla griglia eil fratello Stefano alla guida dell’orto, dell’allevamento e della salumeria: è questo il ritratto della famiglia Ceccobelli e della trattoria agricola Il Casaletto, luogo dove fermarsi (anche a dormire) per rilassarsi, godendosi una cucina solida, autentica. Pizza – buonissima – e pane sono fatti in casa, gli ingredienti sono tutti di loro produzione e danno vita a piatti semplici e concreti, ispirati alla cucina popolare del territorio. Zuppe, spezzatini, interiora e lumache, pancotto e legumi, erbe ed erbaggi, pasta tirata a mano, da abbinare a un’ampia selezione di vini, con un focus particolare sulle etichette locali.
Agriturismo Il Casaletto – fraz. Grotte Santo Stefano s.da Grottana, 9 – ilcasaletto.it
Un agriturismo immerso tra i castagneti secolari dei Monti Cimini, sulle colline a ridosso della città, con un bel giardino all’inglese: la cucina è semplice, genuina, basata su materie prime autoprodotte, locali o selezionate tra i presidi Slow Food. Specialità della casa sono i piatti a base di coniglio verde leprino viterbese, allevato in azienda, declinato in tanti modi, dalle fettuccine al rotolo farcito. Ottimi poi gli stracci bagnaioli, pasta acqua e farina condita con ragù di cinghiale, e tutti i secondi di carne al forno. Disponibile anche un menu vegetariano.
I Giardini di Ararat – fraz. Bagnaia s.da Romana, 30 – igiardinidiararat.com
Ci sono tutti i classici del repertorio tradizionale in questo ristorante in prossimità del qurtiere medioevale di San Pellegrino, dall’acquacotta viterbese alle erbe di campagna allo stinco con patate al forno. Ancora, polpette della nonna, pollo al tegame (da provare), cacio, pepe e pere e dolci della casa ben fatti. Cortese e informale il servizio, buona la carta dei vini.
Tredici Gradi – via Card. Le Fontaine, 28 – facebook.com/tredicigradi.viterbo.7/
Storico punto di riferimento in una delle vie centrali della città, con piatti stagionali e materie prime locali. Si comincia con gli antipasti a base di verdure pastellate, salumi, formaggi e pesce affumicato del lago di Bolsena, per proseguire con zuppe a base di erbe e legumi, come quella con ceci e castagne, paste fresche e ottimi arrosti di carni bianche. Dedicata al territorio anche la carta dei vini.
Al Vecchio Orologio – via Orologio Vecchio, 25 – www.alveccchioorologio.it
a cura di Michela Becchi
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