Negli Stati Uniti il lavoro di sensibilizzazione di molte Ong attive nella tematica del benessere animale, sembra stia funzionando alla grande, tanto da aver messo una pietra miliare nel tema degli allevamenti intensivi. In questo caso si è stabilito che non esiste una forma di allevamento sostenibile che riguardi i polpi e proprio per questo il 13 marzo scorso il governatore di Washington, Jay Inslee, ha firmato la legge che ne impedisce la creazione. Un caso unico al mondo che però, a quanto pare, verrà emulato molto presto anche in California e nelle Hawaii dove sono stati depositati disegni di legge simili, mentre in Canada è stata proposta una petizione per vietare questi allevamenti.
“I polpi sono una specie altamente intelligente e solitaria che non dovrebbe mai essere sottoposta all’allevamento. Speriamo che questa legge, prima nel suo genere, crei un precedente per il resto del mondo, dimostrando che l’allevamento dei polpi è inaccettabile”, ha dichiarato a Food Ingredients First Allison Molinaro, responsabile delle campagne statunitensi di Compassion in World Farming. In realtà i motivi per non allevare i polpi sono molti di più e di diversa natura. Si va dalla diffusione di malattie agli episodi di cannibalismo passando per la perenne esposizione alla luce artificiale che sembra assurdo per un animale che vive prevalentemente al buio. Altro elemento atroce sarebbe quello dei metodi di uccisione dei polpi che, come denunciato da alcune Ong, consisterebbe nell’immersione in acqua ghiacciata e biossido di carbonio che provocherebbe una morte lenta e dolorosa. Oltre a questo esiste anche un problema di sostentamento: i polpi si nutrono di animali come granchi, vongole e piccoli pesci e questo porterebbe a un aumento della pesca. Si stima che ci vorrebbero almeno tre chili di pesce pescato per produrre un chilo di polpo d’allevamento. Una produzione ben lontana da qualsiasi concetto di sostenibilità.
In Europa, l’azienda ittica spagnola Nueva Pescanova ha in programma di aprire il primo allevamento industriale di polpi al mondo nelle Isole Canarie, ma deve prima sottoporsi a una nuova valutazione di impatto ambientale. In genere, infatti, i progetti di acquacoltura intensiva in Spagna sono soggetti solo a una valutazione ambientale semplificata, ma è stato concluso che l’allevamento di polpi potrebbe avere un impatto significativo sull’ambiente circostante. Per la Nueva Pescanova, questo significa che dopo aver aspettato 2 anni per il via libera, ora deve ricominciare con un processo di valutazione più severo.
Nel frattempo i gruppi per la protezione degli animali vedono nelle alternative vegetali una soluzione alla crescente domanda globale di carne di polpo. L’azienda austriaca Revo Foods sostiene di aver ottenuto un aspetto accattivante, ma anche parametri organolettici e una consistenza autentici con l’alternativa “The Kraken“. Il prodotto, disponibile online nella maggior parte dei Paesi europei, vanta anche un elevato contenuto di proteine, fibre e acidi grassi omega-3 e ha ottenuto un punteggio “A” con il sistema Nutriscore. Il prodotto è costituito per circa la metà da micoproteine, ovvero proteine dei funghi, e risulta essere ricco di Omega 3 e fibre.
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