Tre città, 132 locali (77 a Istanbul, 24 a Izmir e 31 a Mu?la) di cui 32 nuove insegne: la guida Michelin che in Turchia recensisce i ristoranti di Istanbul, Izmir, Mu?la rappresenta una «ode al dinamismo e alla diversità culinaria, in cui ogni regione regione brilla con la propria personalità e identità» che Gwendal Poullennec, direttore internazionale della Guida Michelin, definisce «un vero e proprio mosaico gastronomico».
Sempre più decisa a occupare un posto di primo piano nello scacchiere mondiale, la Turchia mette in campo hard e soft skills per raggiungere l’obiettivo. Se le prime aprono dibattiti nelle pagine di geopolitica, le seconde viaggiano sul terreno meno impervio del lifestyle. La cucina è uno dei grandi asset su cui punta il paese da quando – una manciata di anni fa – ha cominciato a muoversi nel panorama dell’alta ristorazione internazionale. L’arrivo della guida Michelin fa parte di questo progetto, come sappiamo frutto di un accordo commerciale tra la Rossa e gli uffici del turismo, consapevoli dell’impatto che la presenza di ristoranti stellati ha sul turismo e sulle dinamiche di internazionalizzazione. Non è solo questo: i tempi sono infatti maturi per presentarsi all’appello con alcuni ristoranti ormai ben posizionati nei ranking mondiali, nomi che passano di bocca in bocca tra i globetrotter gourmet. Uno di questi è Turk di Fatih Tutak, che conferma le due stelle. I trascorsi di Tutak alla corte dei nomi più importanti del panorama internazionale (da Paul Pairet in Turchia al Marina Bay Sands di Singapore dal tre stelle Nihonryori Ryugin di Tokyo, al Noma di Copenaghen) ne fanno uno degli interpreti più interessanti della moderna cucina turca. Non è il solo, intendiamoci: Maksut A?kar di Neolokal – una stella – è un altro sulla cresta dell’onda. Solo per parlare di Istambul ci sono poi: Araka, Arkestra, Mikla, Nicole e Sankai by Nagaya e uno dei due neostellati Casa Lavanda. L’altro si trova a Izmir, ed è Nar?mor, che si unisce a OD Urla, Teruar Urla e Vino Locale. Una stella confermata anche per Kitchen By Osman Sezener e Maçak?z? a Bodrum.
A 40 chilometri dal centro di Istanbul, Casa Lavanda è un’oasi di pace, sia hotel che ristorante, immerso in 21.000 m² di giardini, orti, frutteti che forniscono l’80% della frutta e della verdura impiegate in cucina. Lo chef Emre ?en fonde i classici sapori del repertorio turco con tocchi mediterranei, in particolare italiani: come nel caso degli agnolotti ripieni di burrata e mascarpone. Quella di Casa Lavanda è una cucina autentica, stagionale, strettamente connessa con il territorio che la ospita, per questo premiata anche con la stella verde. Contaminazioni anche per Nar?mor, a Izmir, in cui lo chef Atilla Heilbronn dà voce alle sue radici tedesche in una originale mescolanza con la cucina turca, a partire dai prodotti locali e tecniche contemporanee.
Ben 6 le stelle verdi assegnate quest’anno che portano a 10 i ristoranti premiati per la sostenibilità, a conferma di un panorama gastronomico che cresce in modo responsabile, orgoglioso delle proprie radici e profondamente legato all’ambiente. In una visione in cui alta ristorazione e attenzione al mondo circostante possono convivere in modo armonioso e profittevole. Ognuna a suo modo, queste insegne rappresentano un modello virtuoso, per la promozione del territorio, il rispetto delle risorse naturali, la lotta allo spreco e alla produzione di rifiuti, il lavoro di concerto con con piccoli produttori. Oltre a Casa Lavanda ci sono The BARN e Telezzüz a Istambul, Mezra Yal?kavak (a Bodrum) e Agora Pansiyon (a Milas) nella provincia di Mu?la e Asma Yapra?? a Izmir.
Nell’elenco dei Bib Gourmand ci sono 9 nuovi ristoranti: 4 a Istanbul, 2 nella provincia di Izmir e 3 nella provincia di Mu?la. Di questi uno – Arka Ristorante Pizzeria – a Bodrum offre specialità italiane, gli altri invece si concentrano per lo più su sapori locali presentati in modo più o meno tradizionale: si tratta di posti come Asl?nda Meyhane (Urla, Izmir) e Asma Yapra?? (Alaçat?, Izmir), Beynel e Agora Pansiyon a Bodrum, a Istanbul ci sono Ali Ocakba?? o Tatbak (locale economicissimo e storico, una vera istituzione in città), Nazende Cadde (regno della convivialità e della condivisione) e Araf sulla sponda asiatica. Tra i ristoranti inseriti in guida, anche l’Italiano Oro by Alfredo Russo.
Niente da mostrare
ResetNo results available
Reset© Gambero Rosso SPA 2025
P.lva 06051141007 Codice SDI: RWB54P8 Gambero Rosso registrazione n. 94/2021 Tribunale di Roma
Modifica impostazioni cookie
Privacy: Responsabile della Protezione dei dati personali – Gambero Rosso S.p.A. – via Ottavio Gasparri 13/17 – 00152, Roma, email: [email protected]
Resta aggiornato sulle novità del mondo dell’enogastronomia! Iscriviti alle newsletter di Gambero Rosso.
© Gambero Rosso SPA – Tutti i diritti riservati.
Made with love by Programmatic Advertising Ltd
© Gambero Rosso SPA – Tutti i diritti riservati