La faccia ce la mette, come nei suoi video su youtube. E ha il coraggio di partire con gi spaghetti aglio e olio. Sì, Franchino er Criminale ha dato vita al sogno che aveva da tempo e che da mesi e mesi stava costruendo: non a Roma, ma a Torino. E lui, che ha sempre lotatto per la veracità di una cucina romana diffcile ormai da trovare anche a Roma, si è affidato alla consulenza di uno chef stellato come Andrea Larossa che ha il suo gourmet in via Sabaudia.
«Ho voluto avere accanto la professionalità di un cuoco di rango – spiega Franchino, al secolo Alessandro Bologna – Perché un conto è fare un piatto di spaghetti a casa, altro è farlo in un locale aperto al pubblico». Come dire, piedi per terra, amici e consulenti fidati. E soprattutto piatti insoliti. Non è facile, infatti, trovare anche a Roma un piatto di spaghetti aglio e olio. «Qui li abbiamo fatti seguendo la ricetta che ho anche sul mio youtube – sorride lui – con l’aglio alleggerito e frullato per fare la cremina. Poi, ho voluto proporre un altro piatto che difficilmente trovi, ma che è romano romano: il polpo con i fagioli». Così come ha reso omaggio a uno dei piatti “re dell’intingolo“, quella golosità che anche secondo un altro stellato come Niko Romito rappresenta forse l’identità più nitida della cucina italiana. particolare anche un piatto come le fave col pecorino, in una zuppetta con extravergine emulsionato al limone: pressoché introvabile in altre insegne di cucina romana, pur essendo molto romano!
Era tempo che Alessandro Bologna voleva buttarsi in questa avventura, un sogno. Come racconta la youtuber Giuliacrossbow nel video in cui racconta in anteprima l’apertura della nuova osteria. Ah, dimenticavamo: il nome? Abbastanza semplice: Senza Pretese. Cinque sillabe, contro la moda dei “bisillabici” su cui tanto scherza un altro romano doc, Edoardo Ferrario, che ne ha sorriso anche con noi al Gambero. La “portavoce” di Franchino aveva il veto di rivelare nome e città della nuova osteria. Ma il locale si trova comunque a Torino in via Stampatori 10, sui resti di una birreria tedesca chiusa da un po’, La Deusche Vita.
Franchino er Criminale si beve l’intingolo del “suo” pollo alla cacciatora. Sullo sfondo chef Andrea Larossa
«La mia attenzione è anche ai prezzi: li voglio contenuti. Se mangi “normale”, primo, secondo e dolce, non superi i 30-35 euro. Le etichette di vino, al momento sono una cinquantina. Naturali? E che vuol dire? – si picca lui – Ma si, diciamo che sono del tipo di quelli “artigianali”, “veri” … Le birre sono sia alla spina che in lattina e vengono dai tre birrifici romani che piacciono a me: Radiocraft, Jungle Juice e Rebels». La carta è piccola e molto pensata. «Pochi piatti, ma fatti come si deve, a regola d’arte». La sua passione per la bira, poi, la esterna nella macchina spillatrice: «È mia, voglio che i fusti siano in frigo in modo che la birra non subisca nessuno choc termico e sia integra». Anche su questo fronte, prezzi pop: 5 o 6 euro sia per spine (che girano sulla 4 vie) che per le lattine. Oltre alle birre lambic, quelle acide a fermentazione spontanee di cui Franchino è appassionato.
Insomma, non resta che andarlo a provare, il nuovo corso di Franchino er Criminale… che però continuerà a impazzare in rete con i suoi video e le sue critiche nel rivendicare semplicità e schiettezza, veracità e onestà anche in cucina.
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