“Ottimo ristorante. È gestito dal fratello di Rocco Siffredi e non si mangia pasta scotta. I prezzi sono buoni per la media parigina e si mangia bene”. La visita di Maurizio G., da Bari, è stata positiva e lui ci ha tenuto a immortalarla su TripAdvisor. A pochi giorni dall’inizio di Supersex su Netflix – la serie sulla vita della pornostar, trova un momento di notorietà il ristorante parigino gestito da Tommaso, il fratello che nella serie televisiva è interpretato da Adriano Giannini e presso cui Rocco si rifugia, giovanotto di belle speranze, a lavorare: è lì. A Parigi, che “scopre” e inizia a percorrere le strade dell’heros e del porno.
L’insegna parigina dove Rocco ha lavorato prima della carriera da pornostar. In alto, Alessandro Borghi, Rocco Siffredi e Saul Nanni sul set di Supersex – foto: LUCIA IUORIO / NETFLIX
Dalle foto e dalle recensioni dei clienti, appaiono “due ristoranti” in uno: le foto sfiorano l’orripilante, i testi invece sono quasi tutti positivi e parlano di “vera italianità” anche se qualche in toppo nella storia recente di questa i segna parigina sembra esserci stato. Scrive Alessio R. da Monza che li ha visitato nell’agosto di un anno fa: “Cena da ko , un intero gruppo al tappeto! – titola e racconta – Esperienza purtroppo molto negativa. Cena con un tour operator. Cena uguale per tutti, piatto di pasta amatriciana, secondo carne di vitello, dolce fetta di torta. La cosa grave è che il giorno dopo questa cena, tutto il gruppo composto da una trentina di persone, è stato male con disturbi gastrointestinali più o meno gravi. I sospetti sono caduti sulla carne, anche avallati dal fatto che l’unica persona che ha “saltato” il secondo non ha patito conseguenze. Considerando che il pranzo era libero e ognuno aveva mangiato per i fatti propri in posti diversi, il fattaccio è avvenuto la sera a cena. Non aggiungo altro, mi limito a riportare i fatti…”
Foto di Scena da Super Sex – Da sinistra: Alessandro Borghi; Gaia Messerklinger; Vincenzo Nemolato; Claire Loth. foto di Lucia Iuorio / Netflix
Il capitolo parigino della vita di Rocco emerge in alcuni fotogrammi della seconda puntata della serie in 7 episodi, come riporta l’attore stesso in una lunga intervista a Vanity. È nel ristorante del fratello che il giovane Rocco lavora per qualche tempo: «È stato lì che ho iniziato a chiedere dove si faceva il porno, mio fratello si incazzava, non voleva che disturbassi i clienti. Io la prima volta questa domanda l’ho fatta a lui a 13 anni, poi a 16, poi a Parigi. Finché un tizio, lì, mi dice: qualche pornostar l’ho vista nei club per scambisti. Ma mi guardavano come un matto, perché all’epoca i pornodivi erano considerati degli scappati di casa, dei mezzi banditi…», racconta Rocco a Silvia Bombino.
Un piatto fotografato dagli ospiti di Venezia a Parigi: le paste gratinate sono un punto di forza del locale
Non si capisce bene poi la veridicità di tutte le informazioni. I recensori su TriAdvisor parlano di due fratelli che gestiscono il locale, Claudio e Stefano, mentre Rocco parla di Tommaso che dovrebbe essere Tommaso Del Signore, fratello putativo di Rocco e suo idolo da ragazzino, il quale era emigrato a Parigi dopo il matrimonio con una donna che sua madre non approvava. In realtà, i fratelli Siffredi sono sei, cinque maschi e una femmina; Claudio è venuto a mancare dodicenne, stroncato da una crisi epilettica di cui soffriva da anni in seguito a una botta in testa ricevuta da due coetanei. Tommaso, il “fratello parigino” era molto più grande di Rocco ed è probabile che ora a tenere le redini del ristorante di rue Corbineau, poco distante dal Parc de Bercy, siano ora i suoi figli. Il rapporto tra i fratelli Siffredi non è mai stato molto idilliaco. A tal proposito, lo stesso attore ha raccontato che sia la sorella che un altro fratello non approvavano la sua scelta professionale nel mondo del porno e che per questo non gli hanno fatto vedere i nipoti per anni. Rocco Siffredi però è stato sempre molto tranquillo e sereno: «Io ho avuto due genitori che hanno amato la felicità del figlio, senza cercare di impedirgli di essere se stesso. Dopo che per mamma e papà sono ok, ma che me ne frega di mio fratello, di mia sorella?», ha raccontato in una intervista di due anni fa al programma Belve su Rai2.
Immagini postate dai clienti di Venezia. In alto a destra una pizza da asporto bruciata
Ma torniamo a bomba ai piatti del Venezia. Certo, dalle foto degli ospiti non spicca l’elemento di “italianità” decantato nelle recensioni scritte. Le scaloppine (ce ne sono una infinita serie di varianti nel menu online) sono coperte da una salsa per noi abbastanza sconosciuta e accompagnate da pasta in bianco; l’ossobuco pure è avvolto da una salsa marroncina di tipo ignoto, mentre appare una cotoletta panata e fritta sullo sfondo di uno scatto accompagnata nel piatto da tagliatelle al sugo. Sembrano più portate di stampo mitteleuropeo che non di scuola romana né – tantomeno – abruzzese di Ortona Porto, in provincia di Chieti.
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