Due massicci rocciosi a picco in un mare la cui tonalità di blu ne ha assunto il nome, scogliere che la leggenda vuole sirene trasformate dopo il passaggio di Ulisse. Capri è la regina del Tirreno meridionale, dove la storia ha lasciato lasciato tracce indelebili: dopo i greci ma soprattutto i romani, che con ben due imperatori trapiantati sull’isola ne hanno caratterizzato lo sviluppo, si è vista teatro di scontro tra francesi e inglesi, che ne hanno forgiato lo stile. Fino a trasformarsi nel XIX secolo in uno dei luoghi simbolo del Grand Tour diventando, dopo il filone bohemienne, il salotto di una nobiltà internazionale dedita alla bellezza e all’accoglienza.
Visitare Capri in un periodo in cui si vede privata proprio del suo flusso di turismo (e ricchezza) internazionale, è l’occasione irripetibile per ammirarla senza il consueto assiepamento, nei suoi colori più belli e nella sua aria più pulita. Magari approfittando dell’importante offerta gastronomica e magari ancora in una delle sue strutture meravigliose che offrono tramonti indimenticabili.
Sbarcando, ci si muove in motorino o con i bus (se non in taxi), seguendo una mobilità che si snoda su tre strade principali che uniscono Marina Grande (Porto, Centro Storico), Marina Piccola (Faraglioni) e Anacapri (Grotta Azzurra e Faro). Partiamo con qualche consiglio a tavola proprio da qui.
Anacapri è il comune più esteso dell’isola, incastrato sul versante settentrionale del monte Solaro, la cui vetta è raggiungibile tramite una seggiovia. Un centro storico fatto di vicoli e negozi, terrazze e giardini fioriti, tra i quali andando oltre qualche riferimento già noto, vi suggeriamo posti scelti per esclusività, gusto e tradizione.
Siamo in una struttura Cinque Stelle da poco rinnovata in pieno corso di Anacapri, con tanto di terrazza con Spa privata sul mare e una cucina tutta nuova, dove lo chef Simone Mancini valorizza l’importanza di ottime materie prime attraverso una cucina d’autore. Pochi ingredienti e una tecnica raffinata, pulita, in grado di mettere ogni singolo gusto al centro dei piatti con grande senso estetico. Il Baccalà mantecato in tempura nera di riso venere con polvere di lamponi e maionese di cozze è l’apertura a un percorso dai sapori decisi. Il Blu Capri, una zuppa di mare tiepida con verdure in carpione e acqua di miso, è un omaggio all’isola e alle ricchezze delle sue profondità, mentre i Paccheri ripieni con ragù di polpo su spuma di pecorino, con polvere di guanciale e spugnole, sono un’equilibrata esplosione di sapore persistente. Avvolgente la Ricciola del Mediterraneo con scarola liquida, rabarbaro acetosella e asparagi di mare. Una cucina che si può provare anche in versione Bistrot al Blu Lounge, dove l’offerta si concentra sui grandi classici della tradizione di mare senza mai perdere di vista la qualità. Ottimi dessert e location dal respiro elegante, ma informale. In sala Andrea Rocca, una ragazza di ritorno da Dubai, guida il servizio con cura. Appagante.
Villa Blu Hotel – via Giuseppe Orlandi, 103 – 081 8373924 – www.hotelvillablucapri.com
Il Capri Palace Jumeirah è un vero gioiello dell’isola, il cui valore si conferma nelle opere d’arte di grandi artisti che ne firmano gli spazi. L’Olivo quest’anno si è rinnovato inaugurando L’Olivo Undiscovered, per festeggiare i primi dieci anni da Executive dello chef Andrea Migliaccio, e si è spostato in uno spazio inedito, nella cantina dell’albergo, eccezionalmente trasformata in sala ristorante per accogliere gli ospiti, 4 soli tavoli e la garanzia di una cura del dettaglio senza pari. Un luogo studiato per unire armonicamente esperienza gastronomica ed ospitalità. Con l’Olivo Undiscovered cambia tutto, per adattarsi alle nuove esigenze post Covid e dare ai clienti un’esperienza a tutto tondo, intima e ricca di fascino, dal momento dell’arrivo al commiato. In questo nuovo concetto di ospitalità, si inserisce anche la possibilità di scoprire alcuni spazi dell’hotel abitualmente non accessibili, luoghi incantevoli che in questo nuovo format diventato la location per alcuni momenti della serata. A tavola ci si affida a un menu degustazione a sorpresa, 7 portate da completare, volendo, a un percorso di abbinamento al calice. Lo staff di sala è discreto e abile, in linea con l’eleganza della struttura. La carta dei vini, gestita da Eleonora Bernardi, è ampia, ragionata e attenta alle piccole realtà regionali.
Capri Palace Jumeirah- via Capodimonte, 14 – 081 9780111 – www.capripalace.com
Un’altra perla del gruppo Capri Palace, con una balconata sul mare alla quale si accede anche dall’acqua. Un luogo perfetto anche solo per un aperitivo, ma la cui cucina conferma il livello del main restaurant. A coordinare la proposta gastronomica c’è sempre Andrea Migliaccio, chef de L’Olivo Undiscovered, che si avvale dell’executive Giovanni Bavuso. Immancabili crudi e ostriche, ma ci è rimasta nel cuore una classica Parmigiana di melanzane con provola affumicata e salsa di pomodoro. Tra i primi ci si muove tra grandi classici e proposte appena più originali: un must sono gli Spaghetti alla chitarra con ricci di mare e gli Spaghetti alle vongole veraci ma da provare sono anche le Eliche con crema di scarola, bottarga, tonno crudo e cotto. A seguire, una delicata ma persistente Grigliata mista di pesce locale con caponata di verdure e crema di basilico (in foto). Per concludere c’è la Stanza delle tentazioni, dove si può scegliere il proprio dessert preferito tra una selezione di dolci freschi. Servizio accurato. Ammirevole.
Capri Palace – via Gradola, 4 – 081 8371380 – www.capripalace.com/en/beach-club-il-riccio
Sempre nel centro di Anacapri, tra i vicoli dello struscio, c’è un giardino di limoni che si nasconde sul retro di Casa Mariantonia, ed è il ristorante La Zagara. L’atmosfera è confortevole e tra i tavoli si gode di una pace surreale, il menu trova carattere in una cucina fortemente tradizionale con la quale si può godere dei piatti sinceri e molto ben rivisitati dello chef Davide Ciavattella. Dopo la piccante Zuppa di cozze con polpo e tarallo, ci si orienta sulle gustose Linguine alla Nerano con tartare di gamberi rossi al limone (in foto). Consigliata la frittura di pesce, frutta e verdura, con maionese al limone e dressing di aceto balsamico e Porto rosso. Si mangia anche carne. Rilassante.
via G. Orlandi, 180 – 081 8372923 – www.zagaracapri.it
L’ultimo consiglio su Anacapri è legato non solo alla buona tavola, ma all’esclusività del posto. Il Faro è un ristorante pensile, ma anche un lido con lettini, che si incastra nella scogliera alla base del Faro di Punta Carena. Da qui si gode di un tramonto meraviglioso. In questa attività, che nasce nel 1971 con Ercole D’Esposito, oggi vede alla tolda di comando lo chef Marco Iaccarino, che firma una cucina di buona creatività e freschezza per contribuire a un’esperienza indimenticabile. Davvero sfiziosi i Riccioli di calamaro con insalatina di patate, asparagi e bottarga di muggine (in foto) e non è da perdere la gustosa Pezzogna al vapore con pomodorini all’acqua pazza. Cena al tramonto con le onde sugli scogli. Cinematografico.
Faro di Punta Carena – località Punta Carena – – 081 8371798 – www.lidofaro.com
Nell’immaginario internazionale, Capri è incarnazione stessa di stile. E se nella confusione ci si può perdere e finire per essere disorientati, non temete: il vero caprese lo riconosci dall’accoglienza. Nell’insieme di case incastrate e nella concentrazione di giardini, ville, chiese e scalinate, dove lo sguardo si perde nell’incanto dei Faraglioni, vi consigliamo alcuni posti tra lusso e tradizione.
Impossibile non notare il JK Place di Capri che affaccia su Marina Grande, e non per una invadente imponenza, ma per lo stile di raffinata eleganza che richiama proprio le contaminazioni storiche tra l’imperialismo inglese e il colonialismo francese. Colonne bianche, terrazza mozzafiato ed elementi naturali in un contesto dalle fragranze mediterranee. Siamo in uno dei luoghi più esclusivi dell’isola e gli ambienti sono arredati con maestria e ricercatezza. Qui lo chef Salvatore Iannone mette a tavola piatti puliti, decisi ed elegantemente eseguiti senza mai trascurare la riconoscibilità dei sapori. Il Gran crudo di mare, servito con una spruzzata di Oro di Sorrento (Limone di Sorrento IGP) e un filo di olio Evo rigorosamente locale, è un trionfo di freschezza e di pulizia. Il Fiore di zucca al forno ripieno di Ricotta di bufala Dop, basilico e pomodorini canditi, è un colpo deciso di gusto pieno, che ricorda sapori andati nel tempo. Piatto veramente da ricordare è il risotto Incontri di mare, con risotto con Vialone nano, cozze, vongole, polpo, calamari, scampi e gamberi crudi di Mazara, perché è qui che lo chef racchiude la semplicità dei sapori nell’eleganza della tecnica. Imperdibile.
JK Place – strada provinciale Marina Grande, 225 – 081 838 4001 – www.jkcapri.com
Anticamente l’appellativo Monzù era riservato ai cuochi professionisti del Regno di Napoli e rappresentava – in un certo senso – il punto d’incontro tra la cucina francese e quella napoletana. Oggi è il richiamo dell’insegna di questo ristorante dallo stile contemporaneo dominato dalla bella terrazza, dove lo chef Luigi Lionetti propone una cucina attualissima. Per capirlo si può partire dai Bon Bon di gamberi, zuppetta di olive di Nocellara, mandorla e limone candito (in foto), che sono soltanto l’apertura di un viaggio verso sperimentazioni al servizio della tradizione. Le Fettuccelle con le cozze, i peperonicni verdi e la bottarga e il Risotto al limone con scampi, burrata, alghe e capperi, sono due speculari versioni dei giochi di sapore dello chef tra sapidità e acidità. La Milanese di ricciola, agrumi e scarola maritata prosegue il percorso degno di nota e, per gli amanti della carne, consigliatissimi sia il Rotolino di coniglio, sedano rapa e bietole, che la Variazione di agnello Laticauda, topinambur e aglio orsino. La gradevolezza di questi piatti si conferma nei dessert, tra tutti, il Nido, dolce a base di mango, frutto della passione e crema di formaggio fresco, viene servito in un vero nido nelle sembianze di un uovo. Due menu degustazione, un Gin Club, un’ampia carta dei vini con referenze di livello e servizio molto curato. Completo.
Hotel Punta Tragara – via Tragara, 57 – 081 8370844 – www.hoteltragara.com
Siamo a due passi dalla piazzetta di Capri. Lo chef Salvatore La Ragione dichiara di svegliarsi tutte le mattine all’alba per andare a scegliere le materie prime migliori, vero cuore della sua cucina. La scuola è quella di Gennarino Esposito e lo stile è il suo: una mano semplice, ma ricercata. Nei piatti troviamo creazioni territoriali declinate con spirito moderno, realizzate con materie prime impeccabili. Lo dimostrano la selezione di Crudo di pesce ai sapori della Costiera, così come i Polipetti alla Luciana. Tra i primi ci si perde nella Minestra di mare o in uno Scialatiello ai frutti di mare, fino ai più arditi ed esplosivi Ravioli di gamberi, provola e porcini. La lista dei secondi conferma quanto affermato dallo chef, e si concentra quasi prevalentemente sul pescato del giorno cotto al sale, all’acqua pazza, alla griglia oppure a bassa temperatura al limone con patate, cipollotto e capperi. Dessert tradizionali e due menu degustazione da cinque portate, a corredo di tutto, una buona carta dei vini e servizio al tavolo adeguato. Autentico.
via Madre Serafina, 6 – 0818377472 – https://www.ristorantemamma.com/it/
Siamo su un’isola meravigliosa, ricca di luoghi che permettono di goderne da punti di vista incantevoli; uno di questi è proprio il Ziqù, il ristorante del Villa Marina, un hotel dagli spazi raffinati e moderni, impreziosito da una terrazza affacciata sul mare. Lo chef è Manuele Cattaruzza, autore di una cucina capace di avvicinare alla ricchezza estetica di questo luogo, una grande intensità nei sapori. Nei piatti tanta stagionalità, sia nei prodotti di terra che in quelli di mare, e una creatività misurata. Lo dimostrano il Polpo verace alla piastra, cous cous di peperoni arrostiti e guanciale affumicato e le Cappesante arrostite su granella di pomodorini, olive disidratate e aria di moijto. Gustose, dritte, sorprendenti. Da consigliare gli Spaghetti Il Mulino di Gragnano con aglio, olio e peperoncino con scampi e crumble di mandorle (in foto), ma non manca un grande classico come i Maccheroncelli con salsiccia al ragù classico partenopeo. Rimanendo sullo stile dello chef, da provare gli Scamponi alla griglia in salsa puttanesca, patatine croccanti. In menu anche portate di carne ben realizzate, tre percorsi di degustazione da tre, cinque e sette portate. Ottimo servizio e di gran livello gli abbinamenti in wine pairing offerti dal sommelier. Prezioso.
Villa Marina Capri Hotel & Spa – strada provinciale Marina Grande, 191 – 0818376630 – www.villamarinacapri.com
Se non lo abbiamo ancora capito, la tradizione secolare dell’accoglienza isolana è fondata su strutture che da lungo tempo si occupano di stupire i propri ospiti. Ed è così anche per il Quisisana, che con fama meritata ospita il Rendez Vous, laboratorio gourmet dello chef Stefano Mazzone. Il ristorante è una vetrina sulle passeggiate capresi, la cucina è un esempio di grande tecnica devota all’essenzialità. Piatti semplici, ma dritti e puliti, come i Paccheri al ragù napoletano o le Linguine al peperone di Senise e cacio ricotta. Per poi proseguire con una Zuppa di baccalà candito al limone, frutti di mare e crostacei. Una vera valorizzazione degli ingredienti nel piatto la troviamo anche nel Carpaccio di aragosta mediterranea, con polpette di pomodoro e melanzane fritte. Deliziosi i dessert e di livello anche la proposta di terra. Tutto serviti con grande caratterizzazione. Cantina coerente con l’offerta a menu e servizio accurato. Prestigioso.
Hotel Quisisana – via Camerelle, 2 – 0818370788 – www.quisisana.com
Poi ci perdiamo nel centro storico di Capri e ci andiamo a sedere su un’altra terrazza, quella del Verginiello. Un avamposto della tradizione caprese che, dal 1961, si distingue per i suoi sapori diretti, l’accoglienza sincera e la cucina schietta, diretta e senza sofisticazioni. Una proposta eseguita con materie prime egregie e seguendo una filosofia di cucina fondata sui grandi classici della cucina di mare e sulla pizza, la pasta ripiena fatta in casa e gli arrivi giornalieri di pesce fresco. Tra gli imperdibili di questa stagione, oltre il grande Antipasto di mare fresco, le Linguine pescatrice e friggitelli, così come i Ravioli al nero di seppia con cozze e patate, di grande sostanza il Totano imbottito. Un’offerta nei dolci variabile in quanto fatti in casa, ma se trovate i Babà non lasciateveli sfuggire. Insostituibile.
Via Lo Palazzo 25/a – 081 8370944 – https://www.verginiellopizzeria.it/
a cura di Andrea Febo
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