Come ogni anno, la fine di maggio coincide con l’annuncio dello chef resident di Stazione Vucciria, l’hotspot estivo del gruppo Virga&Milano di Finale di Pollina, un centinaio di chilometri da Palermo. Affacciato sulla spiaggia di Torre Conca, Stazione Vucciria occupa gli spazi di una ex stazione ferroviaria, trasformata in locanda: ristorante con un’unica, incantevole, stanza al primo piano, una cucina che gioca intorno a un’enorme griglia esterna e una cinquantina di tavoli all’aperto, in cui godere di un tramonto mozzafiato, dove sono già passati Kobe Desramaults, e Yoji Tokuyoshi. «La nostra filosofia per questo 2024 è: largo ai millennials», dice Franco Virga, con Stefania Milano artefice di quella rivoluzione gastronomica che ha trasformato la scena di Palermo negli ultimi anni. Virga ci pensa da quando, in primavera (ma il progetto riprende dopo l’estate), il ristorante Gagini – l’ammiraglia del gruppo – ha lanciato formule pranzo per fare avvicinare i più giovani alla ristorazione d’autore, che da Gagini risponde al nome di Mauricio Zillo. «Per noi la crisi del fine dining e del comparto del luxury lascia fuori i millennials, per questo abbiamo investito su di loro». Riprende il discorso, ma in modo diverso lanciando la stagione di Stazione Vucciria, chiamando Lorenzo Careggio, classe 1983, piemontese di origine ma nato a Casablanca, figlio di quella Torino che Virga e Milano considerano una seconda casa, e dove hanno bissato il loro Buatta (Tre Gamberi per il Gambero Rosso), all’interno del Mercato Centrale di Torino. «Anche se non è proprio un millennial – fa Virga – vogliamo puntare su un giovane».
Franco Virga e Lorenzo Careggio
Studia da ingegnere, ma poi la strada lo porta in cucina, comincia nei ristoranti di Torino ma poi decide di approfondire: va a Castel di Sagro, all’Accademia Niko Romito, e da lì fa tappa nei locali dello chef: da Spazio a Roma e Milano, e al Reale, in Abruzzo. Torna a Torino, è al ristorante Carignano quando conquista la sua prima stella. Dopo un anno e mezzo è pronto a giocare in solitaria, lo fa da Eragoffi, locale che si è ben presto fatto notare nel panorama cittadino, che ha generato altre insegne in città, sempre sotto la guida di Careggio. La sua ultima esperienza è stata come executive chef a La Locanda della Rocca alla Rocca di Arignano. Ora passa la stagione in riva al mare siciliano, e forse non solo quella: «cercherò di fargli un contratto più a lungo termine per sviluppare un progetto più ampio nei prossimi anni» annuncia Virga. Da abile imprenditore quale è, Virga sa spostare pedine dove serve. Per esempio chi andasse ora da Maison Bocum – ristorante e sede dello spazio artistico Project Room (che dal 20 giugno ospita le opere della giovane artista torinese Francesca Dondoglio), troverebbe Alessandro Fanara arrivato da Libertà, oggi chiuso. «Non sappiamo ancora cosa ne faremo di Libertà, magari una pizzeria, chissà…». Nel frattempo che il si scaldano i motori per l’apertura di Stazione Vucciria, il 21 giugno.
Stazione Vucciria. Foto: Fabio Florio
Ci sono dei punti fermi, come la materia prima locale, protagonista sulla grande griglia esterna, e la cantina di vini naturali, soprattutto siciliani. Si cambia un po’ nella formula, che triplica gli appuntamenti: pranzo-apertitivo-cena sono scanditi da una proposta che seppur parlando sempre una stessa lingua cambia tono di voce durante i momenti della giornata: trattoria contemporanea di giorno, vini e cocktail con petit plats gourmet all’ora del tramonto, ristorantino un po’ più vestito di sera. Per dare forza al progetto, quest’anno Virga gioca la carta della territorialità, lavorando per costruire una cordata con altri 4 locali della zona: Le Calette a Cefalù, Arrhais a Finale di Pollina, Nangalarruni e Palazzaccio a Castelbuono. «Voglio promuovere questa zona, coinvolgendo anche degli alberghi e due NCC per creare una rete turistica».
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