Che nascesse a Bologna, detta anche La Grassa (oltre che La Dotta), il primo Longevity Restaurant italiano non era affatto ovvio! Sta di fatto che ormai, tra wellness e nutraceutica, una serie di tavole di qualità si concentrano su piatti e menu che posso allungare la vita dei commensali. Come? Utilizzando ingredienti scelti per le loro peculiarità salutistiche, scegliendo cibi che sappiano contrastare il colesterolo, fibre vegetali per abbassare le calorie, bevande non zuccherate e sane… Il tutto con il duplice obiettivo di farti stare bene a tavola, ma anche per aiutare il tuo benessere e in modo specifico per contribuire a determinare condizioni biologiche che possano allungarti la vita. Niente miracoli, s’intende, ma ricette scientificamente costruite per il palato e per il corpo nel suo insieme. Bologna, dicevamo: è qui che nel 2018 nasce Libra, il primo ristorante antiaging in Italia guidato dalla nutrizionista Chiara Manzi insieme all’executive chef Paolo Cappuccio e a chef Andrea Miceli: qui i piatti di tradizione regionale italiana e mediterranea vengono riformulati in base al metodo scientifico Cucina Evolution.
Chiara Manzi con lo staff di Libra a Bologna: In apertura il risotto firmato da chef Paolo Cappuccio
«Carbonara, Lasagna, fritti e dolci qui non sono solo belli e buoni, ma fanno anche bene alla salute – spiega Chiara Manzi – Sono realizzati con gli ingredienti della tradizione, ma vengono riformulati i metodi di cottura per portare a tavola i sapori di sempre con leggerezza ed equilibrio nutrizionale. Anziché cambiare il modo di mangiare, ho scelto di cambiare il modo di cucinare, riequilibrando le ricette, senza cambiare né ingredienti tipici, né gusto. Sembrava “mission impossibile”: sognavo di abbassare il mio colesterolo mangiando la carbonara e di dimagrire mangiando i dolci». Meno grassi e più fibre è il “credo” del suo ristorante bolognese, insieme a metodi di cottura che puntano alla sicurezza alimentare.
Un panino di The Food True Kitchen con polpette di agnello speziate yogurth alla menta, bhaji (polpette di pane indiano) e katsu (carne fritta giapponese)
Una delle insegne più note negli Usa è il True Food Kitchen fondato da Andrew Weil, un famoso esperto di medicina integrativa. Il primo True Food Kitchen è stato aperto a Phoenix, in Arizona, nel 2008 e offre un menu basato su principi di nutrizione anti-infiammatoria, con piatti preparati utilizzando ingredienti freschi, stagionali e nutrienti. Da allora, oggi le sue insegne contano più di 45 tavole in tutti gli States. A New York ha preso piede il Brooklyn Natural Market & Cafe in Washington avenue: qui si servono piatti vegetariani e a base di tofu o di carne da animali alimentati a erba come il goloso Bbq Tofu Sandwich a base di tofu al forno, cipolla caramellata, insalata di patate, lattuga romana, aioli al chipotle su baguette integrale ai 7 cereali o il Grass-fed Burger: carne di angus nutrito con erba, lattuga romana, cipolla rossa, pomodoro e patatine fritte fatte in casa. A Praga è nato l’Healthy Longevity Café dove i menu sono compilati da esperti di longevità utilizzando antiossidanti, integratori e superalimenti e dove vengono utilizzate “piante vive” e garantita un tipo di illuminazione che segue il ciclo circadiano ovvero che – a seconda dei momenti del giorno – garantisce una illuminazione in sintonia con i bisogni umani miscelando illuminazione artificiale e naturale.
Due panini veg di Brooklyn Natural Market and Cafe
A Milano, invece, ha preso vita il Longevity Kitchen che propone un format di healthy food ispirato alle abitudini e ai “segreti” delle persone più longeve e sane del pianeta, ovvero coloro che vivono nelle cosiddette Blue Zone: ovvero Okinawa in Giappone, Ikaria in Grecia, Sardegna in Italia, Nicoya in Costa Rica e Loma Linda in California. «Ispirandoci alle loro ricette, sapori e superfood, il nostro team di medici, nutrizionisti e chef ha dato vita ad uno stile unico di cucina salutare e sostenibile», promettono da Milano.
Un piatto del ristorante di Palazzo di Varignana
Qui, nello splendido ed esclusivo resort sulle colline tra Imola e Bologna, è appena nato il Ginkgo Longevity Restaurant di Palazzo di Varignana dove la consulenza della dottoressa Annamaria Acquaviva e la tecnica dello chef Marco Leandri danno vita a proposte ispirate alla dieta mediterranea con piatti privi di glutine, latticini e carboidrati raffinati e resi funzionali da combinazioni che puntano sia a ridurre l’impatto glicemico, sia a potenziare l’effetto antiossidante e antinfiammatorio dei cibi.
In fondo, le regole per avere piatti meno calorici in cui salvaguardare i sapori e dunque la golosità, sono abbastanza semplici: sostituire i grassi con fibre prebiotiche (tipo inulina o psyllium), sostituire lo zucchero con dolcificanti antiossidanti (come l’eritritolo), sostituire il sale con metodi di cottura che concentrano i sapori. Ecco. Usando anche un po’ la testa possono essere salvi sia il gusto che la prova costume.
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