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A Treviso l’all you can eat della nonna diventa “Gatu fame ceo” e il format è “A panza piena”

Il nuovo locale veneto non è solo un ristorante a prezzo fisso: il valore aggiunto è sentirsi a casa e assaporare piatti della tradizione e frutto del territorio

  • 10 Novembre, 2023

Nasce a Treviso un nuovo “all you can eat”, ma la notizia non si ferma qui. “Gatu fame ceo” non è solo un ristorante in cui si può mangiare tutto quello che si vuole a prezzo fisso, ma la formula e il locale hanno connotati molto radicati al territorio e alla tradizione: a “Gatu fame ceo” si ha la sensazione di essere invitati a casa della nonna (e ci si sente anche un po’ ceo, cioè bambino in trevigiano) preoccupata che non diventi patìo cioè deperito.

Un valore aggiunto di atmosfera casalinga

Sedersi a tavola e sentirsi a casa, una sensazione che poi si somma all’accoglienza gentile, all’immersione in una tradizione gastronomica forte, ad un menu simpatico e al tempo stesso autentico, ben presentato e altrettanto curato, legato a doppio filo al territorio.
“Gatu fame ceo” è il proseguimento dell’ex La Cavana del Sile di Treviso, che dal 4 ottobre ha cambiato format ed è diventata questo nuovo locale, appunto.

Le due varianti: “A panza piena” e “A tutta pala”

Adesso si può scegliere se procedere nella direzione “all you can eat” che qui diventa, tradotto, “A panza piena” o “A tutta pala” e la differenza è questa: con la prima formula a 25 euro (15 per il pranzo nei giorni feriali) si ha accesso a tutto il menu, pizze comprese; con la seconda al costo di 17 euro si può fare un giro di pizza a volontà. A patto che tutto il tavolo aderisca alla stessa formula e occorre considerare che gli eventuali avanzi verranno conteggiati al prezzo di listino. Esclusi dolci, bevande e caffè. Per i bambini sotto il metro e venti di altezza il costo scende a 10 euro per entrambi i format.

Cicchetti, poenta e schie: un menu che sa di tradizione

Naturalmente c’è anche la possibilità di non aderire alle formule low cost e scegliere il menu alla carta. Ma cosa sforna la cucina della nonna per la tavola? Si parte dai cicchetti (antipastino accompagnato da “un’ombra”, un bicchiere di buon vino o prosecco), poenta e schie (polenta con gamberetti di laguna), peoci e pevarasse (zoppa di cozze e vongole scottate in padella). Poi baccalà mantecato, sarde al radicchio, fritti, bigoli in pasta e fagioli. Primi, zuppe, carne e pesce, contorni: tutto a volontà.

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