“La realtà, questa rabbia è una pizza a metà / (Non mi va, non mi va, non mi va) / La magia, i p?nsieri, la grande bugia / (Non mi va, non mi va, non mi va) / Lo Champagne, il rumor? del mio compleanno / (Non mi va, non mi va, non mi va) / Sazietà, la certezza che finirà / (Non mi va, non mi va, non mi va)“. Scriveva – anzi cantava – così Fulminacci – il giovane cantautore nato nel 1997 e iscritto all’anagrafe con il nome di Filippo Uttinacci – nel suo album Tante care cose e altri successi pubblicato nel 2021, dopo essersi piazzato sedicesimo a Sanremo Giovani con Santa Marinella. Ora Berberè – che alla musica è particolarmente attenta come ha già dimostrato con la collaborazione col trombettista Paolo Fresu – è in procinto di lanciare una pizza realizzata proprio in collaborazione con Fulminacci, che sarà disponibile da martedì 24 settembre (fino a fine novembre) in tutte le pizzerie Berberè d’Italia.
Nato sotto il segno della Vergine, il suo oroscopo alla vice “rapporto con il cibo” dice: “Il segno della Vergine è molto meticoloso e preciso. La Vergine è molto attenta alla sua dieta e cerca sempre di mangiare in modo sano e nutriente. Essi tendono a evitare cibi elaborati e ricchi di grassi e preferiscono cibi freschi e naturali“… Insomma, i presupposti per un flirt con la pizza di qualità proposta da Berberè ci sono tutti. Anche in diverse foto il giovane cantautore romano («Sì – sorride lui – sono romano perché dico vocabolario con due B, ma in famiglia non parliamo mai in dialetto»). In diverse foto, poi, si mostra tra i banchi di verdura o con un panino in bocca… Vedremo, da domani, come si comporterà con la pizza…
Così Fulminacci, dopo un Ragù e un Aglio e olio, approda alla pizza. La metafora del cibo, oltre che nella Grande Bugia, era anche nel disco dello scorso anno, Infinito+1: “Pss, ehi, quanto mi dai? / Faccio quello che vuoi / Senza il senso del pudore / Non mi fermeranno mai / Ma non lo vedi che ho fame? / Duemila euro, tre storie / Un ragù di cantautore / È quello che ci vuole…” E poi, nell’album dove compariva anche la “pizza a metà“, cantava la frase che dà il titolo al brano: “E mi lasci come l’aglio nell’olio, come il terzo sul podio / Che tristezza mamma mia, che c’è, che vuoi? / Che giri il mondo intero, però non parti mai“… Ecco, ora lo aspettiamo alla prova della Marinara, pizza gustosissima, semplice, basica, in cui l’aglio non resta nell’olio ma ci finisce dentro con tanta pace dei “socially correct”… Sentiremo se un po’ di quell’aglio finirà anche a dar forza al progetto con Berberè, magari anche con un pizzichetto di peperoncino…
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