Dopo 25 anni di collaborazione Éric Frechon lascierà dal 15 aprile le cucine di Le Bristol Paris: un legame che sembrava indissolubile e che ha segnato la storia della gastronomia parigina (e non solo) issando il celebre Palace di rue du Faubourg Saint Honoré ai vertici delle guide gastronomiche. Premiato con Tre Stelle Michelin da 15 anni, Éric Frechon (classe 1963) ha motivato la sua decisione con il desiderio di seguire nuove sfide professionali, di dedicarsi con più attenzione alle attività del suo gruppo e anche per concedere più tempo alla sua famiglia.
Di origine normanna, Frechon ha frequentato l’Ecole Hôtelière di Rouen, per poi cominciare la sua carriera come commis a La Grande Cascade di Parigi, e arricchire in seguito il suo curriculum in altri indirizzi importanti della capitale, come Taillevent, La Tour d’Argent, Ambassadeurs au Crillon.
Il ristorante Epicure all’interno del Bristol Palace Paris
Sostenuto dalla famiglia Oetker, proprietaria del Bristol Paris, dopo aver preso i comandi delle cucine nel 1999, Frechon ha impostato uno stile di lavoro che ha determinato una crescita costante dell’offerta gastronomica del ristorante situato a pochi metri dall’Eliseo e frequentato da politici, gente della televisione e dello spettacolo. Fra i suoi piatti più iconici ci sono i Macaronis farcis artichaut, truffe noire et foie gras, gratineés au vieux parmesan, le Poireau cuit entier au grill, beurre aux algues, tartare d’huitres «perle blanche» cébettes et citron, o ancora le Caviar de Sologne, mousseline de pomme de terre ratte fumé au haddock, per non citarne che alcuni.
Da subito la filosofia di Éric Frechon – che può anche vantarsi del titolo di Meilleur Ouvrier de France (MOF) molto ambito e apprezzato Oltralpe – è stata quella di valorizzare le materie prime di qualità, cercando di accorciare la filiera. Coronamento di questo percorso è stata la creazione, 7 anni fa, negli spazi stessi dello storico hotel-ristorante perigino (che si avvia a celebrare i 100 anni di attività), gli Atelier del Bristol: uno spazio dedicato alla panetteria interna con un proprio mulino –novità mondiale per un hotel – alla cioccolateria, alla cave à fromage e al pastificio (in italiano), dedicato alle creazioni di pasta fresca.
Il maestro cioccolatiere Johan Giacchetti nel laboratorio di pasticceria del Le Bristol Paris
Molto esigente con i suoi collaboratori, ma parimenti generoso nella voglia di farli crescere professionalmente, lo chef è noto per aver allevato una “génération Frechon” di cui fanno parte Franck Leroy, Virginie Basselot, Yannick Franques, Fabien Lefebvre et Yann Maget, tutti diventati a loro volta MOF sotto le ali del loro maestro. In attesa di conoscere chi prenderà i comandi delle cucine del Bristol, sono gli chef formatisi in questi anni che dovranno assicurare la transizione nei tre ristoranti che si trovano all’interno del Palace parigino. Oltre al locale tristellato Épicure, bisogna infatti ricordare anche la brasserie 114 Faubourg che si è conquistata la stella Michelin fin dal 2013.
Ringraziando pubblicamente lo chef in occasione dell’annuncio della fine della collaborazione, la famiglia Oetker ha sottolineato che «Éric Frechon ha contribuito a far brillare la stella del Bristol nel mondo intero, con la sua fedeltà, lealtà e una passione e determinazione non comuni». In effetti si è trattato di un unicum nella storia dell’alta gastronomia, perché non ci sono altri esempi di chef stellati che siano rimasti tanto a lungo alla guida delle cucine di un Palace, che – ricordiamolo – è la più alta classificazione che distingue in Francia l’eccellenza fra gli hotel 5 stelle.
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