
Lecce è una delle città della Puglia, e potremmo dire dell’Italia, che sta vivendo da un po’ di anni una rinascita felice. Meritatissima ci viene da dire, per la sua bellezza esclusiva, fatta di eleganza e discrezione, tra vicoli e grandi piazze frequentatissime, decorate dai raffinati ricami di pietra, ‘u liccisu. Barocco e buon cibo sono due attrattori potenti, che richiamano turisti dall’Italia e dal mondo, alla ricerca del bello e di autenticità.
Nonostante l’afflusso turistico, Lecce non ha perso la sua anima salentina, anzi, l’ha rafforzata attraverso la cura, con importanti opere di restauro e di recupero, garantendole nuovo vigore e, cosa importantissima, un futuro. Non facilissima da raggiungere rispetto al resto della Puglia, più a sud di tutto il resto, porta di accesso a quel Salento che si spinge coraggiosamente tra due mari e i suoi venti.
Qui, al centro di tutto c’è l’etica. Sociale, ambientale, salutare. Come? Con gusto, tecnica e attentissima selezione di prodotti e materie prime. Si può fare, e Maurizio Raselli lo dimostra con la sua “cucina artigiana di ricerca”. Alto e basso, delicatezza e grinta, Piemonte (origini dello chef) e Salento si coniugano in perfetto e inedito equilibrio. Sempre in carta – ma sempre con qualche variazione – l’uovo poché con lardo freddo (imperdibile), il resto cambia con le stagioni, tra mare, terra, tanti vegetali e una stella polare: l’esaltazione (ed elevazione) della concretezza contadina. Ogni piatto è una sintesi, anche nel nome (solo 3 ingredienti). “Le patate, i funghi, l’alloro”; “Il fegato, la zucca, gli amaretti”; “Le rape, le alici, il peperoncino”. Degustazioni super democratiche con libera scelta dal menù; pane home made da biologico Cappelli e olio evo di Puglia; acqua da fonte locale; vini da microproduzioni, principalmente naturali. Servizio familiare e impeccabile. Prenotare.
via Camillo Benso Conte di Cavour, 7 – Facebook
Piazza Sant’Oronzo è il luogo simbolo della città, caratterizzata dalla presenza del bellissimo anfiteatro romano che la occupa per gran parte. In genere tutti si danno qui appuntamento ed è di rito una sosta al Caffè storico Alvino, dove si incontravano le personalità leccesi della cultura, della politica, degli affari. Ma anche le famiglie che tutt’oggi vogliono ritrovare le bontà di casa, sia dolci che salate, accomodate ai tavolini con vista sull’anfiteatro. Si viene in qualsiasi momento della giornata, per fare la prima colazione con i dolci leccesi, e qui il re è il pasticciotto, spesso accompagnato dal caffè in ghiaccio alla mandorla. Ci si ferma per l’aperitivo, così come per pranzare o cenare, o per uno snack, a base di puccia, di tranci di pizza, di sfogliata leccese ripiena di formaggi e verdure, di panzerotto (la pizza fritta ripiena).
Piazza Sant’Oronzo, 30 – Facebook
Per un’esperienza innovativa, sorprendente, l’appuntamento è da Bros di Floriano Pellegrino e Isabella Potì – siamo sempre in prossimità di piazza Sant’Oronzo. L’anima profondamente salentina dialoga costantemente con la contemporaneità e il desiderio di giocare attraverso il cibo, e il suo linguaggio complesso. Stuzzica la mente e gratifica il palato, attraverso i due menù degustazione, seguendo percorsi fatti di sapori decisi, insoliti, solidi grazie alla piena padronanza della tecnica. Si viene a Lecce sempre più per conoscere, o riprovare, la cucina dei Bros.
Via degli Acaya, 2 – pellegrinobrothers.it
Cenare nel fastoso e bellissimo edificio del Banco di Napoli mette insieme la sorpresa di scoprire questo luogo importante per la città salentina, caduto lungamente nell’oblio, e la buona cucina del Red restaurant. Un lungo restauro rispettoso e colto ha ridato nuova vita all’edifico, divenuto boutique hotel Palazzo Bn, un albergo con 16 suite, tutte con affaccio su Lecce. Appena entrati nella hall, si nota la cucina a vista, dietro la reception. Ai fornelli troviamo Simone De Siato, salentino, raffinato nell’idea contemporanea e precisa dei sapori dellu Salentu. Si può ordinare à la carte, o seguire i menù degustazione. In entrambi i casi Simone si conferma un pregiato interprete della cucina d’autore, senza strafare, confermando con professionalità uno stile personale e coerente al territorio. Il gusto rimane il grande protagonista, mai deluso, piatto dopo piatto.
Via XXV Luglio, 13/A – palazzobn.com
Oltre al fine dining Red, lo chef segue anche la cucina di Buonifico, trattoria healthy con piatti della tradizione salentina. L’hotel ha decisamente voluto aprirsi alla città, oltre che ai viaggiatori del mondo. Pertanto i ristoranti, così come il cocktail bar, e la prima colazione, sono aperti agli esterni.
Via XXV Luglio, 13/A – palazzobn.com
Primo restaurant è appena fuori le mura del centro storico, rimaniamo comunque in città. È l’alter ego di Solaika Marrocco, la giovane chef salentina. Pochi tavoli, molto intima la sala, elegante e sul simpatico il servizio. Per entrare in sintonia con la contemporaneità di un’anima profondamente salentina, conviene scegliere il menù a mano libera della chef. Proveremo così i suoi proverbiali turcinieddi, gli involtini di interiora di agnello, laccati alla birra con composta di cipolla all’arancia, e poi una parmigiana di melanzane dall’interpretazione molto personale, perfettamente riuscita.
Via 47 Reggimento Fanteria, 7 – primorestaurant.it
La foto in copertina è di Primo Restaurant
Se proprio si cerca una trattoria tradizionale, Alle Due Corti, di Giorgio e Marinella Grassi, è il posto giusto, con menù scritto in salentino, e pasta fatta a mano. Trattoria storica, dove godere i piatti della tradizione, per lo più terragna: la crema di fave con cicoria, le antichissime lagane e ceci, le orecchiette con le cime di rapa, le fantastiche cucole (polpette) di melanzana, lasagna ncannulata, agnello con cipolle.
Corte dei Giugni, 1 – Facebook
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