Il bollito misto alla piemontese in realtà è un piatto unico tipico soprattutto del Monferrato, ma per fortuna si riesce a trovarlo anche in città. Qui i 10 indirizzi migliori a Torino e dintorni scelti dal Gambero Rosso.
Trattoria. Dalla fine dell’Ottocento è un solido baluardo della tradizione gastronomica piemontese, in un clima conviviale e rilassato da godere in ogni giorno della settimana. I capisaldi ci sono tutti, secondo il periodo dell’anno. D’inverno è la volta dei capunet (involtini di verza), dei ravioli del plìn al sugo d’arrosto, degli gnocchi alla bava, del brasato al Nebbiolo e del Gran Bollito di Fassona alla piemontese con scaramella, punta di petto, muscolo, testina, lingua, brutto e buono, coda, vena e cotechino di maiale servito con plìn in brodo, maionese, salsa rubra, salsa verde e sale grosso.
Antica Bruschetteria Pautasso – piazza Emanuele Filiberto, 4 – 011 4366706 – www.pautasso.it
Ristorante. Da oltre vent’anni lo chef Giuseppe Randisi, con il prezioso aiuto della moglie Monica, è alla guida di questo accogliente locale, a mezz’ora circa da Torino. Agli ambienti confortevoli e accoglienti ben si abbina una cucina che spazia in più direzioni, dalla stretta tradizione alla creatività, minimo comune denominatore la qualità delle materie prime, pesce compreso. Non manca un’interessante scelta di vini, nella quale spiccano le aziende regionali. Nel menu, stagionale, fa bella mostra di sé il “Piemonte nel bollito con bagnet vert e ròs e verdure lessate”, approfittatene.
Antica Locanda dell’Orco – Rivarolo Canavese (TO) via Ivrea, 109 – 0124 425101-349 4684685 – www.locanda-dellorco.it
Ristorante. Un posto elegante, con la cucina a vista e una deliziosa terrazza. I tanti interventi di artisti nell’arredo e nella mise en place creano un ambiente ideale per godere di una cucina rassicurante. A garantire il livello, da quattro generazioni, la famiglia Vicina. Le proposte di Claudio – chef esperto – non trascurano mai la tradizione piemontese, molto ben reinterpretata. All’interno del menu degustazione Emozionale, proposto a 110 euro, è da provare il “bollito fritto con verdure candite alla senape, bagnetto verde e rosso”, di assoluta bontà. Cantina importante.
Casa Vicina – c/o Green Pea via E. Fenoglietti, 20/B – 011 6640140 – www.casavicina.com
Trattoria. Un indirizzo di cui gli appassionati devono prendere nota, in un ambiente senza troppi fronzoli ma dove la sostanza c’è tutta. All’ora di pranzo il bollito è disponibile in misura ridotta, ovvero “in seconda” (“solo” manzo e cotechino con bagnetto verde e brodo caldissimo), “in terza” (con supplemento di lingua e bagnetto rosso) e “in quarta” (aggiunta di cappelletti in brodo e della cugnà). Di sera le dosi e le salse aumentano, è previsto anche il purè e si può comporre un menu con antipasto, dolce e vino. A questo proposito, in cantina ci sono vini sfusi e bottiglie ben scelte.
La Locanda del Bollito – corso Palermo, 22 – 392 9306936 – www.locandadelbollito.it
Ristorante. A soli 24 chilometri da Torino, nella patria dei golosi “nocciolini”, un’insegna che vanta 36 anni di attività e che fin dagli esordi ha sempre puntato sull’utilizzo di prodotti di stagione e del territorio – carni in primis – valorizzandoli con un giudizioso tocco di modernità. In carta, fra l’altro, capunet, plìn di carne al loro sugo d’arrosto, guancia di manzo cotta a bassa temperatura con polenta croccante, il “piccolo” bollito (biancostato, pollo, scaramella, cotechino, muso, brut e bon, carote, patate, sedano, brodo al fieno, maionese, salsa verde e salsa rossa).
Locanda del Sole – Chivasso (TO) via Roma, 16 – 011 19010520 – www.locanda-delsole.it
Trattoria. In questo locale si portano avanti i valori e i sapori della “piola” di campagna, c’è una vera fedeltà alle ricette, eseguite con mano esperta e utilizzando prodotti (piemontesi) al top. Per capirsi: acciughe in salsa verde o rossa, plìn, guancia brasata al Nebbiolo, il gettonatissimo bollito misto composto da biancostato, testina, lingua, cotechino e gallina, accompagnato da quattro salse: bagnetto verde, bagnetto rosso, senape e maionese. In chiusura, zabaione freddo al Moscato e paste di meliga. Piccola cantina, ma studiata benissimo.
Madama Piola – via Ormea, 6/Bis – 011 0209588 – www.madamapiolatorino.it
Ristorante. Insegna di lunga gestione familiare situata a Borgo Po, appena fuori dal centro, da sempre nota per le specialità piemontesi realizzate seguendo le ricette tradizionali e impiegando ingredienti selezionati con cura. Fra i cavalli di battaglia, oltre alla carne cruda all’albese, al flan di spinaci, alla pasta e fagioli, alle paste fresche (ripiene e non) e ai risotti, c’è il sontuoso bollito misto (solo da ottobre ad aprile e solo il mercoledì e la domenica) con tutti i tagli canonici e le salsine di prammatica in accompagnamento. La lista dei vini “parla” piemontese.
Ponte Barra – corso Casale, 308 – 011 8980187-011 8981232 – www.ristorantepontebarra.it
Trattoria. Affacciato sulla splendida piazza Vittorio Veneto, il locale fa parte dell’associazione Locali Storici d’Italia, in quanto l’inizio della sua attività risale addirittura al 1863. Aperto 7 giorni su 7, è contraddistinto da ambienti accoglienti con rustici arredi in legno scuro, bancone bar, tante fotografie alle pareti, bei pavimenti. È uno dei pochi posti dove si viene a colpo sicuro per ritrovare l’atmosfera dei tempi andati, ma soprattutto per gustare pietanze tradizionali difficilmente presenti altrove, fra le quali (solo d’inverno) rientra il ricco bollito misto. Pasta fresca e dolci maison.
Porto di Savona – piazza Vittorio Veneto, 2 – 011 8173500 – www.foodandcompany.com/ristorante-portodisavona/
Ristorante. Inserita nell’associazione Locali Storici d’Italia, questa insegna (che è anche albergo) è un indirizzo sicuro per mangiare piemontese. Il Gran Bollito Misto prevede nove tagli di carne (muscolo, testina, coda, lingua, scaramella, brutto e buono, turgia, cotechino e gallina) serviti in una pentola di terracotta con il brodo di carne e le verdure lesse, accompagnati da sette salse (bagnetto verde, bagnetto rosso, cognà, mostarda di frutta, salsa d’avije, rafano, senape) e da due contorni, più un assaggio di plìn fatti in casa da far cuocere nel coccio mentre si mangia la carne.
San Giors – via Borgo Dora, 3/A – 011 5216357 – www.sangiors.it
Ristorante. In pieno Quadrilatero Romano – zona di movida e locali moderni – è come fare un tuffo nel passato, per gli arredi, gli ambienti, la mise en place. E la cucina rispetta queste premesse, rimanendo nel solco della tradizione. Carne cruda con salsa all’acciuga, vitello tonnato, agnolotti al sugo di arrosto sono il biglietto da visita che vi accoglie, oltre la possibilità di classici impegnativi non più comuni nei ristoranti come la finanziera e il bollito misto piemontese, sette tagli di lesso serviti al carrello con le relative salse. Anche la carta dei vini è focalizzata sul territorio.
Tre Galline – via G. Bellezia, 37 – 011 4366553 – www.3galline.it
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