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Dove mangiare a Madesimo, i 7 migliori ristoranti scelti dal Gambero Rosso

Madesimo, a 1.550 metri di altitudine, è una piccola località della Comunità Montana della Valchiavenna non lontana dal confine con la Svizzera, con un comprensorio sciistico di oltre 60 chilometri di piste, numerosi circuiti per lo sci di fondo, per escursioni in motoslitta e snowkite, per passeggiate sulla neve con la fat bike o con le ciaspole

  • 22 Dicembre, 2023

Solo ude ore e mezzo d’auto separano Milano da Madesimo, che magari non offre mondanità ma compensa ampiamente con scenari naturali di incomparabile bellezza, fra boschi, laghi e cascate. La gastronomia è fatta di prodotti semplici e sapori decisi, ideali per queste altitudini. Quanto ai vini, è il regno del Nebbiolo, qui chiamato Chiavennasca, che vinificato in purezza o insieme a uve locali dà il Valtellina Superiore Docg, con le sue storiche sottozone Maroggia, Sassella, Grumello, Inferno e Vagella.

Dove mangiare a Madesimo in Valchiavenna

Albergo della Posta

Ristorante. Sotto l’appassionata gestione della famiglia Sala, in questo indirizzo a circa 6 chilometri da Madesimo troverete ospitalità in stanze confortevoli, una fornitissima enoteca con centinaia di referenze valtellinesi e nazionali, più – dulcis in fundo – una cucina fatta come si deve nel solco della tradizione più autentica. Ci si accomoda in ambienti arredati in stile classico per gustare piatti di personalità e sapore che non deludono mai, dai pizzoccheri bianchi con burro e Casera alla bistecca di cervo con patate al forno.
Albergo della Posta – frazione Montespluga via Dogana, 8 – 0343 5423 – albergopostaspluga.it

dallAle Bistrot

Panineria. Il posto giusto per una pausa veloce, per un aperitivo o per una cena, in un’atmosfera informale e vivace che invita alla socializzazione. Protagonisti assoluti i panini, non panini qualunque, ma curati in ogni componente, a partire dai vari tipi di pane da abbinare al companatico, quest’ultimo sempre di stagione. Le opzioni sono tante e tutte sfiziose, non sarà difficile trovare quella che risponde ai propri gusti, e c’è pure qualche piatto del giorno. In abbinamento perlopiù birra, ma anche cocktail classici e non.
dallAle Bistrot – via A. De Giacomi, 5 – 335 5727958 – pagina Facebook

La Bicocca

Trattoria. Ci si sente a casa in questo locale di tono familiare, dove si trascorrono volentieri un paio d’ore in un clima conviviale e rilassato. Il menu, recitato a voce, si compone di poche opzioni, tutte meritevoli e servite in porzioni generose. Come i salumi e i formaggi della zona (menzione speciale per la ricotta di capra), la polenta taragna, i patüsh (tagliolini di farina di castagne), i pizzoccheri, lo spezzatino di cervo, il brasato, la grigliata mista di carne. Semplici e golosi i dolci maison. Vino della casa, conto leggero.
La Bicocca – frazione Pianazzo via Calzaferri, 1 – 0343 53148 – pagina Facebook

Il Cantinone

Ristorante. Aperto pochi mesi l’anno, è uno dei migliori indirizzi della regione (e non solo). Pochi coperti (da prenotare con largo anticipo) in ambienti di eleganza ricercata per gustare la cucina di Stefano Masanti, che ha come punto di partenza il territorio ma vola alto con tre percorsi degustazione che sorprendono per creatività, pulizia dei sapori ed equilibrio. La stagionalità e l’attenzione agli sprechi sono altri due elementi fondamentali. La carta dei vini, seguita da Raffaella Mazzina (moglie di Stefano), è ricca e profonda.
Il Cantinone – via A. De Giacomi, 39 – 0343 56120 – ristorantecantinone.com

Chalet Capriolo

Trattoria. Nelle immediate vicinanze delle piste, una graziosa baita in stile tipico ospita sia un accogliente 3 stelle, sia una tavola interessante aperta agli ospiti esterni. La cucina, semplice e robusta, offre piatti del repertorio tradizionale che valorizzano perlopiù ingredienti locali. Si parte con l’immancabile bresaola, per poi proseguire con i pizzoccheri, il gulash, lo spezzatino di capriolo, il brasato di cervo, lo stinco al forno, il bratwürst con rösti e cipolle. Finale goloso con la torta di noci e lo strudel.
Chalet Capriolo – via G. Carducci, 33 – 0343 54332

Ristoro I Larici

Trattoria. Facilmente raggiungibile dal centro del paese grazie alla cabinovia Larici, è una struttura con ampi spazi interni e all’aperto, area giochi per bambini. Si apre al mattino e si va avanti fino alle 17, a meno che non decidiate di cenare, cosa possibile su prenotazione. Caffetteria, aperitivi con cocktail e vini, panini, pizzeria con forno a legna e una cucina che punta tutto sulla genuinità e sui sapori. La tipica polenta taragna c’è sempre, e in diverse varianti. Altra presenza fissa i pizzoccheri, gli sciatt, il taroz, il gulash, la cacciagione.
Ristoro I Larici – località Pian dei Larici – 339 5291120 – ristorolarici.com

Osteria Vegia

Trattoria. In pieno centro, a pochi passi dalla chiesa, un locale di tradizione ultrasecolare che ancora oggi è un solido baluardo in difesa delle tradizioni gastronomiche valtellinesi e valchiavennasche. Tanti personaggi illustri si sono accomodati nelle sue fascinose sale rustiche e accoglienti, a partire da Giosuè Carducci, al quale è stato dedicato un tavolo. Tra i cavalli di battaglia, da non perdere i pizzoccheri, il misto di carne con la polenta, i dolci fatti in casa. Non manca qualche valida etichetta per accompagnare il tutto.
Osteria Vegia – via Cascata, 7 – 0343 53335 – osteriavegia.it

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La più autorevole guida del settore dell’enologia italiana giunge quest’anno alla sua 37sima edizione. Vini d’Italia è il risultato del lavoro di uno straordinario gruppo di degustatori, oltre sessanta, che hanno percorso il Paese in lungo e in largo per selezionare solo i migliori: oltre 25.000 vini recensiti prodotti da 2647 cantine. Indirizzi e contatti, ma anche dimensioni aziendali (ettari vitati e bottiglie prodotte), tipo di viticoltura (convenzionale, biologica, e biodinamica o naturale), informazioni per visitare e acquistare direttamente in azienda, sono solo alcune delle indicazioni che s’intrecciano con le storie dei territori, dei vini, degli stili e dei vignaioli. Ogni etichetta è corredata dall’indicazione del prezzo medio in enoteca, delle fasce di prezzo, e da un giudizio qualitativo che si basa sull’ormai famoso sistema iconografico del Gambero Rosso: da uno fino agli ambiti Tre Bicchieri, simbolo di eccellenza della produzione enologica. che quest’anno sono 498.

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