A Roma, nel quartiere Esquilino ha aperto da appena una settimana, un nuovo ristorante di cucina di mare. Si chiama Gallo Ristorante di Pesce e forse, quasi inconsapevolmente, ha restituito al quartiere un buon indirizzo di cucina di pesce che qui in verità c’è sempre stato per almeno una ventina d’anni. Chi ha una discreta memoria, forse ricorderà che all’Esquilino – a 50 metri da dove oggi c’è Gallo – fino a un paio d’anni fa c’era Ottavio che per tanti romani era il posto sicuro per mangiare pesce di qualità, crudi in primis. La pandemia ne ha segnato la fine, ma forse aveva comunque fatto il suo tempo. Quindi benvenuto Gallo!
Sbirciando dalle ampie vetrate che danno su via di Santa Croce in Gerusalemme, s’intravede la sala: sobria ma curata con eleganza, tovagliato bianco, calici e posateria tirata a lucido. Uno stile che, guardandolo dall’esterno, non anticipa quello che è invece il grande punto di forza di questo ristorante: una cucina di mare tradizionale, fatta senza certi fronzoli della ristorazione “gourmet” ma con la sapienza tecnica che invece questa presuppone. Chef e titolare del ristorante Gallo è Lorenzo Gallo. “Io e gran parte della squadra coinvolta in questa attività, abbiamo lavorato a Il Tino con lo chef Lele Usai e se è iniziata questa nuova avventura, lo dobbiamo a lui.”
Dunque una grande riconoscenza legata non solo all’importante esperienza professionale maturata a Fiumicino tra lo stellato Il Tino e la proposta pop de il 4112, ma anche perché quando Lorenzo confida allo chef Usai che avrebbe voluto aprire un ristorante suo a Roma, lo chef non solo ha accolto con entusiasmo questa notizia ma si è messo a disposizione per aiutare Gallo nella ricerca del posto. “Questo locale nel cuore dell’Esquilino l’ha trovato lo chef Usai. Era la metà di ottobre del 2023 – racconta Lorenzo – lo chef mi chiama per dirmi che c’era un posto da vedere in zona Santa Croce in Gerusalemme. Andammo a vederlo assieme ed anche se di fatto c’erano dei lavori in corso e molti altri da fare, ho capito subito che questo era il posto giusto per aprire il mio ristorante”. E così, tra ristrutturazione e qualche immancabile lungaggine burocratica, il 20 aprile c’è stata l’inaugurazione ufficiale.
Materia prima freschissima, tutta principalmente del litorale laziale che Lorenzo Gallo seleziona personalmente quasi quotidianamente, mercoledì incluso che “sarebbe” il giorno di chiusura del ristorante e quindi il suo di riposo. “Ho comprato un furgone refrigerato così posso andare alle aste di Fiumicino ma anche a quelle Napoli quando necessario. Scelgo il pesce migliore e lo porto freschissimo qui a Roma”. Racconta Gallo che se nel suo ristorante propone una cucina di mare molto classica, dalla sua lunga esperienza nello stellato di Fiumicino ha imparato la tecnica di lavorazione del pesce inclusa la capacità di azzerare quasi completamente lo spreco. “Del pesce usiamo tutto. Lische, teste, carapaci che sono parti perfette per fare tutti i fondi che poi usiamo per insaporire diversi piatti”. Il menu è snello con 4 o 5 piatti per portata. Più ampia la scelta degli antipasti in cui, insieme al plateau di crudi, si trovano diversi classici della cucina di mare come il sautè di cozze, una buonissima frittura di totani da intingere nella salsa tartara ed i mascordini in guazzetto. Anche tra i primi ed i secondi, una serie di classici intramontabili ben realizzati come gli spaghetti con i lupini, gli gnocchi di patate con i frutti di mare e ancora grigliata mista e una ricca catalana di crostacei. Buono il pane fatto in casa, una pagnottina che arriva tiepida da intingere nell’olio extravergine di oliva.
In sala a curarne accoglienza, servizio e carta dei vini ci sono Claudia Turco, compagna di Gallo e Valentina Ferrante entrambe precedentemente in squadra da Usai. Si destreggiano molto bene in questo ampio ristorante che a regime accoglie 50 persone, ora però in questa prima fase di rodaggio si prendono prenotazioni fino ad un massimo di 40. Se al piatto arriva una sostanza che quasi ricorda quella di una trattoria di mare, in sala ci si muove con eleganza recuperando dall’esperienza stellata certe accortezze che fanno bene a qualunque tipo di ristorazione. Una per tutte: pulire il tavolo da briciole ed altro prima dell’arrivo del dolce! Il bere si sceglie, per ora, in una carta dei vini molto essenziale che certamente nel corso del tempo subirà variazioni ed ampliamenti. Intanto, balza agli occhi una buona scelta di etichette laziali, qualche nome francese e una totale apertura tanto al bere naturale quanto al convenzionale. Comunque da Gallo si sta bene, in un ambiente stranamente retrò per un team con un’età media che non supera i trent’anni. Conto assolutamente onesto per questa cucina di mare, che si aggira sui 55/60 euro a persona per un pasto completo, escluso ovviamente il vino.
Gallo ristorante di Pesce – via Santa Croce in Gerusalemme, 29 – Roma – Pagina Facebook
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