L’edizione 2024 degli Oscar della gastronomia, presentata il 5 giugno al Wynn Hotel di Las Vegas, ha premiato la Spagna con il podio assegnato al trio Oriol Castro, Eduard Xatruch e Mateu Casaña del ristorante Disfrutar di Barcellona del trio Oriol Castro, Eduard Xatruch e Mateu Casañas e la medaglia d’argento all’Asador Etxebarri di Victor Arguinzoni (Axpe, Paesi Baschi) rispettivamente in seconda e quarta posizione nella classifica del 2023, dove invece a trionfare fu il Central di Virgilio Martinez, oggi “confinato” nella lista Best of the Bests. Terzo classificato sul podio il Table by Bruno Verjus, Parigi, new entry lo scorso anno subito piazzatosi al decimo posto, ma unica presenza francese tra i primi 10. Ma al di là di chi sale e chi scende, abbiamo calcolato quanto si spenderebbe per un tour alla scoperta della top ten: circa 5mila euro. Ecco perché.
Al Disfrutar, salito dal secondo al primo posto, la regola numero uno è “divertirsi”, come dice il nome. E per partecipare al “gioco” della cucina molecolare d’avanguardia dei tre cresciuti a El Bulli e sono entrati tra i 50 migliori nel 2018 alla 18esima posizione, si spendono 290 euro per i due menu Classic e Festival, più 160 con wine pairing. Nel paradiso della griglia a un’ora da Bilbao, Asador Etxebarri, 2 posizioni più in alto dal 2023, il degustazione per tutto il tavolo ne costa 280, bevande escluse, mentre alla Table by Bruno Verjus il percorso viene 40o euro, e ne richiede la metà di acconto al momento della prenotazione.
Scende alla quarta posizione Dabiz Muñoz col suo DiverXO di Madrid, punta di diamante della cordata Pig Wings, la società che riunisce anche RavioXO e StreetXO (format più light chiuso a Londra nel 2020 ma in procinto di doppiare a Dubai) salvata lo scorso anno da una moratoria firmata dal governo spagnolo per tamponare un ammanco di tre milioni di euro. Nonostante il quale, comunque, il 44enne chef madrileno, o meglio la società UniverXO gestita insieme alla moglie Cristina Pedroche, come riportato dal Pais lo scorso aprile, ha investito tra i 12 e i 14 milioni di euro nella nuova location operativa a partire dal 2025: un’area verde nel quartiere residenziale di La Finca con una struttura di nuova costruzione di circa 1800 mq per 38 coperti. Il prezzo del biglietto? Siamo rimasti ai 365 euro più wine pairing tra i 300 e i 600, finora il più alto di Spagna. Vedremo se manterrà il primato.
In salita di un gradino il tempio della cucina Nikkei in Perù, Maido a Lima, aperto nel 2009 da Mitsuharu “Micha” Tsumura, tornato nella capitale dopo una formazione fra Osaka e gli Stati Uniti. Qui il percorso “Esperienza Maido” viene 969 Sol (circa 240 euro), 1619 (circa 405 euro) con abbinamento alcolico, 1319 (circa 330) con pairing no alcol. Alla sesta posizione, in ascesa di due, ecco il coreano Atomix di New York, lo scorso anno all’ottava. Miglior ristorante del Nord America 2024, seminascosto in un angolo di Manhattan (non proprio come i secret restaurant disseminati per la Grande Mela ma quasi) è «la massima manifestazione gastronomica del fenomeno K-wave» secondo la scheda dei Fifty’s, che aggiunge «i commensali possono aspettarsi un menu degustazione di 12 portate dal ritmo serrato di piatti coreani, con combinazioni di sapori e consistenze di livello mondiale. Ogni piatto è servito in splendide ceramiche su misura, accompagnato da una scheda esplicativa che fornisce informazioni accessibili sugli ingredienti, sull’origine e sull’ispirazione». A partire da 205 dollari (188 euro).
Lì dove lo scorso anno svettava Riccardo Camanini col suo Lido 84 di Gardone Riviera arriva Quintonil a Città del Messico (nel 2023 al nono posto e oggi dodicesimo), che insieme all’argentino Don Julio di Buenos Aires (dal 19esimo al decimo) e al succitato Maido, qualche piano più su, tiene alta la bandiera sudamericana nella top ten. Dentro Quintonil è nata l’avanguardia messicana: la coppia formata da Jorge Vallejo – un passato sulle navi da crociera e poi in giro nel mondo del fine dining, anche al Noma – e dalla moglie Alejandra Flores, è da 12 anni alla guida del ristorante totalmente ripensato nel 2020 (oggi con bancone dall’offerta più smart dove figura una selezione di tacos chiamata “Festival dell’entomofagia”, grazie al largo uso di insetti) e che nell’edizione del 2016 si piazzò dodicesimo diventando il primo messicano a entrare nella classifica dei migliori. Qui per l’esperienza al bancone l’investimento è di 4500 MXN (236 euro), in sala di 4100 MXN (215 euro).
Unico a rimanere tra i primi dieci ma in perdita di posizioni (dalla quinta all’ottava) è Rasmus Munk di Alchemist a Copenaghen, il visionario e provocatorio chef danese che mixa cucina, arte, design, musica, impegno sociale e che a Gastronomika 2023 ha sconvolto la platea con Hunger, un piatto-denuncia basato sulla riproduzione del torace dei bambini denutriti. Proprio al congresso in questione Munk, attivo anche con le Nazioni Unite in progetti sulla sostenibilità alimentare, ha dichiarato «All’Alchemist si paga molto e non è eccessivo chiedere al cliente di fare una donazione quando torna a casa». È suo infatti il menu più costoso dei 10: i degustazione vanno da 4900 corone danesi, circa 640 euro, al percorso completo con abbinamento bevande e 50 passi di 14900: quasi 2000 euro.
Gaggan Anand
Si vola in Thailandia alla penultima posizione con Gaggan di Bangkok, terzo nell’Asia 50 Best Restaurant, new entry in quella mondiale al 17esimo posto lo scorso anno e oggi protagonista di una vertiginosa salita di ben 8 gradini. Dal geniale Gaggan Annand, cuoco-batterista che ha portato l’alta cucina asiatica alle vette delle classifiche internazionali (al centro peraltro di una recente polemica sul divieto di ingresso ai bambini), scelto da Louis Vuitton per il suo primo fine dining nel sud est asiatico, c’è posto solo per 28 commensali (e il sold out è costamnte), che dopo la prenotazione devono compilare un questionario con, tra le altre domande, la posizione del Kamasutra preferita. D’altronde qui si assiste a un vero e proprio spettacolo, a un prezzo di circa 380 euro (15mila bath thailandesi), spalmati su un viaggio gastronomico di oltre 20 “portate”.
Quanto al Don Julio, nato nel 1999 come parrilla di quartiere e oggi steakhouse di fama internazionale, si tratta di un luogo dove sostenibilità (le verdure bio sono autoprodotte) e filiera sono il mantra del patron e sommelier Pablo Rivero, che ha collezionato una cantina di circa 14mila etichette argentine. A lui, oltre la soddisfazione della scalata, anche il premio speciale Beronia World’s Best Sommelier Award. Qui ci si fa guidare dall’asador nella scelta del taglio, della razza (Angus e Hereford, frollate 21 giorni con tecnica mista a secco e sottovuoto) , della cottura: da 30 euro a dove si riesce a dire stop.
Niente da mostrare
ResetNo results available
Reset© Gambero Rosso SPA 2025
P.lva 06051141007 Codice SDI: RWB54P8 Gambero Rosso registrazione n. 94/2021 Tribunale di Roma
Modifica impostazioni cookie
Privacy: Responsabile della Protezione dei dati personali – Gambero Rosso S.p.A. – via Ottavio Gasparri 13/17 – 00152, Roma, email: [email protected]
Resta aggiornato sulle novità del mondo dell’enogastronomia! Iscriviti alle newsletter di Gambero Rosso.
© Gambero Rosso SPA – Tutti i diritti riservati.
Made with love by Programmatic Advertising Ltd
© Gambero Rosso SPA – Tutti i diritti riservati
La più autorevole guida del settore dell’enologia italiana giunge quest’anno alla sua 37sima edizione. Vini d’Italia è il risultato del lavoro di uno straordinario gruppo di degustatori, oltre sessanta, che hanno percorso il Paese in lungo e in largo per selezionare solo i migliori: oltre 25.000 vini recensiti prodotti da 2647 cantine. Indirizzi e contatti, ma anche dimensioni aziendali (ettari vitati e bottiglie prodotte), tipo di viticoltura (convenzionale, biologica, e biodinamica o naturale), informazioni per visitare e acquistare direttamente in azienda, sono solo alcune delle indicazioni che s’intrecciano con le storie dei territori, dei vini, degli stili e dei vignaioli. Ogni etichetta è corredata dall’indicazione del prezzo medio in enoteca, delle fasce di prezzo, e da un giudizio qualitativo che si basa sull’ormai famoso sistema iconografico del Gambero Rosso: da uno fino agli ambiti Tre Bicchieri, simbolo di eccellenza della produzione enologica. che quest’anno sono 498.
No results available
ResetNo results available
Reset