Per la sfoglia: 3 uova, 300 g farina, 175 g di zucchero a velo, 40 g di burro ammorbidito, 1 cucchiaino di lievito, 1 bicchierino di brandy; Per il ripieno: 300 g di castagne secche, 200 g di mostarda bolognese di pere e mele cotogne, 75 g di cacao amaro, 150 g di uva sultanina; Per la bagna: acqua di cottura delle castagne, saba, Alchermes o misto per dolci; olio di semi di arachidi per friggere
I sabadoni si fanno a Natale e vanno preparati da una mano esperta: da noi la mamma è la depositaria unica della ricetta. Ci sono delle preparazioni preliminari da fare: le castagne vanno ammollate per 8 ore e bollite, messa da parte l’acqua di cottura, vanno poi frullate in una composta; l’uvetta deve essere ammollata in acqua e poi irrorata con il liquore misto per dolci. Su una spianatoia di legno facciamo una fontana con la farina, al centro mettiamo le uova e lo zucchero a velo e mescoliamo con la forchetta. Incorporiamo il burro e lo amalgamiamo bene, quindi il lievito e il brandy. Continuiamo a lavorare gli ingredienti con le mani fino a quando l’impasto sarà liscio e omogeneo. Lo lasciamo riposare per una ventina di minuti mentre prepariamo il ripieno dei sabadoni. In una terrina mescoliamo le castagne frullate, l’uva sultanina, il cacao e la mostarda. Man mano che la farcia si rapprende mescoliamo con le mani. Tiriamo la sfoglia con la macchinetta, deve essere abbastanza sottile. Dividiamo l’impasto in piccoli panetti, li schiacciamo con le mani e li passiamo nei rulli. Con un tagliapasta facciamo dei quadrati e al centro mettiamo una noce di impasto, chiudiamo a fazzoletto, sovrapponendo i lembi, e premiamo ai lati con i rebbi della forchetta. Friggiamo i sabadoni in olio ben caldo fino a doratura, li scoliamo e li passiamo in una bagna mista di saba, acqua di cottura delle castagne e Alchermes (o misto per dolci). La bellezze dei sabadoni è proprio la macerazione, che ha bisogno di tempi lenti: una volta bagnati, li scoliamo e li immergiamo nella saba pura. Li lasciamo riposare un po’, quindi li mettiamo in un piatto e li spolveriamo con lo zucchero. Ancora riposo, poi facciamo un secondo passaggio nella saba, rivoltandoli bene. A questo punto li posiamo in una ciotola e li lasciamo riposare al fresco. Il giorno dopo li rigiriamo di nuovo nella saba. Mi raccomando: se mai rifarete i sabadoni come mia madre (e ne dubito!) utilizzate le mani per tutti questi passaggi, altrimenti rischiate di forarli o romperli. Il sabadone è delizioso e sostanzioso, uno a testa e siam tutti contenti.I sabadoni si fanno a Natale e vanno preparati da una mano esperta: da noi la mamma è la depositaria unica della ricetta. Ci sono delle preparazioni preliminari da fare: le castagne vanno ammollate per 8 ore e bollite, messa da parte l’acqua di cottura, vanno poi frullate in una composta; l’uvetta deve essere ammollata in acqua e poi irrorata con il liquore misto per dolci. Su una spianatoia di legno facciamo una fontana con la farina, al centro mettiamo le uova e lo zucchero a velo e mescoliamo con la forchetta. Incorporiamo il burro e lo amalgamiamo bene, quindi il lievito e il brandy. Continuiamo a lavorare gli ingredienti con le mani fino a quando l’impasto sarà liscio e omogeneo. Lo lasciamo riposare per una ventina di minuti mentre prepariamo il ripieno dei sabadoni. In una terrina mescoliamo le castagne frullate, l’uva sultanina, il cacao e la mostarda. Man mano che la farcia si rapprende mescoliamo con le mani. Tiriamo la sfoglia con la macchinetta, deve essere abbastanza sottile. Dividiamo l’impasto in piccoli panetti, li schiacciamo con le mani e li passiamo nei rulli. Con un tagliapasta facciamo dei quadrati e al centro mettiamo una noce di impasto, chiudiamo a fazzoletto, sovrapponendo i lembi, e premiamo ai lati con i rebbi della forchetta. Friggiamo i sabadoni in olio ben caldo fino a doratura, li scoliamo e li passiamo in una bagna mista di saba, acqua di cottura delle castagne e Alchermes (o misto per dolci). La bellezze dei sabadoni è proprio la macerazione, che ha bisogno di tempi lenti: una volta bagnati, li scoliamo e li immergiamo nella saba pura. Li lasciamo riposare un po’, quindi li mettiamo in un piatto e li spolveriamo con lo zucchero. Ancora riposo, poi facciamo un secondo passaggio nella saba, rivoltandoli bene. A questo punto li posiamo in una ciotola e li lasciamo riposare al fresco. Il giorno dopo li rigiriamo di nuovo nella saba. Mi raccomando: se mai rifarete i sabadoni come mia madre (e ne dubito!) utilizzate le mani per tutti questi passaggi, altrimenti rischiate di forarli o romperli. Il sabadone è delizioso e sostanzioso, uno a testa e siam tutti contenti.
Le melanzane al cioccolato sono un dolce antico, tipico della Costiera Amalfitana, che si prepara nei giorni festivi d'estate, come Ferragosto. Un abbinamento che può apparire strano a prima vista, ma, una volta assaggiato, conquista tutti.
Pelare le melanzane e tagliarle a fette di circa mezzo centimetro. Friggerle in olio caldo e profondo, quindi asciugarle su carta assorbente. Battere bene gli albumi con lo zucchero, intingervi le fette di melanzane fritte e rifriggerle. Far scolare nuovamente su carta assorbente. Per la farcia, in una ciotola mescolare tutti gli ingredienti, sbriciolando a […]Questa torta è senza lattosio – perché non contiene burro o latte – ed è senza glutine, perché non ha tra gli ingredienti la farina. La possono mangiare davvero tutti.
In un pentolino scaldare l’olio con il latte di mandorla. Unire, fuori dal fuoco, tre quarti del cioccolato, mescolare e lasciare raffreddare leggermente. Aggiungere la crema di nocciole e amalgamare. In una ciotola, mescolare la farina di mandorle, la scorza grattugiata del limone verde, il lievito, il cacao e lo zucchero. Unire l’acqua e la […]No results available
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