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Vino e potere, storia delle vigne di Bruno Vespa

Dall’8 all’11 giugno Masseria Li Reni diventa palcoscenico di dibattito politico, ma prima di tutto è un progetto di Bruno Vespa che trova in Puglia la terra per esprimere la sua grande passione per il vino attraverso la produzione vitivinicola

  • 07 Giugno, 2023

Dall’8 all’11 giugno, il governo (o almeno gran parte) si sposta in Puglia nella Masseria Li Reni (a Manduria in provincia di Taranto) al richiamo della terza edizione del Forum in Masseria. Una struttura agricola del ‘500, nel cuore del territorio salentino, diventerà così lo spazio dedicato al confronto su svariati temi dell’ambito politico.

Masseria Li Reni: l’azienda della famiglia Vespa

Di proprietà della famiglia Vespa dal 2015, la masseria è stata sottoposta a importanti lavori di restauro conservativo che hanno permesso di mettere in piedi un resort di lusso, con tanto di spa e ristorante, mantenendo la struttura originale. È in questa cornice che il giornalista porta avanti un’altra sua grande passione: quella del vino. Fin dagli anni ‘70 Bruno Vespa si è dimostrato un grande entusiasta del nettare di Bacco, un amore che lo ha portato a creare, insieme ai figli Alessandro e Federico, il brand Vespa Vignaioli per Passione, ormai noto sul mercato sia italiano che internazionale.

 

I vigneti (e i vitigni) della famiglia Vespa

L’azienda può contare su un totale di 34 ettari vitati nell’areale della denominazione Primitivo di Manduria. A pochi chilometri dallo Jonio, le viti poggiano su terreni argillosi e sabbiosi dove, tra i filari, troviamo diverse varietà tipiche del territorio.

Ovviamente il grande protagonista è il primitivo, vitigno dalla maturazione precoce e simbolo di quest’area, che vede la coltivazione tradizionale ad alberello per le viti più vecchie e tramite l’impostazione a cordone speronato, per quelle più giovani. Negramaro, nero di troia e aleatico sono le altre varietà di uva a bacca nera che concorrono a creare rosati e rossi di corpo.

I vigneti sono dislocati in appezzamenti tra Manduria e Lizzano, beneficiando delle fresche brezze marine e del clima mediterraneo che favorisce un’ottima maturazione dell’uva. Tra le viti a bacca bianca, il fiano, coltivato a guyot, è capace di dare vini freschi e di carattere. La gamma di etichette è supervisionata dal noto enologo Riccardo Cotarella, che dona un impianto moderno ai vini, con una particolare attenzione all’integrità aromatica e alla ricchezza del frutto.

Il vino di Vespa premiato dal Gambero Rosso

L’avventura di Vespa nel mondo della viticoltura ha portato in breve tempo degli ottimi risultati. Tra questi l’aver ricevuto per diversi anni di fila il punteggio più alto conferito dalla guida Vini d’Italia: i Tre Bicchieri, aggiudicati al Primitivo di Manduria Raccontami, vino che resta la punta di diamante dell’azienda della famiglia Vespa. Solo uve primitivo coltivate a un’altitudine di 90 metri sul livello del mare, provenienti da una selezione dei migliori vigneti con un’età media delle viti di circa 40 anni. La fermentazione avviene a temperatura controllata e la macerazione sulle bucce di quindici giorni, accompagnata da frequenti follature, permette l’estrazione di colore e profumi.

Prima di essere imbottigliato, un affinamento in barrique di 12 mesi che dona sensazioni speziate e ingentilisce i tannini. Nomen omen, il Primitivo di Manduria di Vespa vuole essere un’esaltazione del vitigno, morbido e seducente e del territorio solare e generoso della Puglia. Al naso spiccano frutti di bosco neri ed erbe aromatiche, mentre il palato gioca su sensazioni di frutto maturo, succoso, lungo. Un vino di grande piacevolezza e carattere.

 

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