Le palme di Bosa e i capperi di Salina, da una parte il delizioso borgo sul fiume Temo, dall’altra una vista incredibile sul mare e Stromboli. Vi proponiamo due vini che condividono il vitigno d’origine, la malvasia, un territorio di matrice vulcanica, e una generosa dose di bellezza. Ma non solo. Entrambi sono prodotti con pratiche super tradizionali, tirati in pochissime bottiglie vista la mole di lavoro e le bassissime rese del prodotto. Di sicuro, sono vini che non fanno arricchire nessuno, se non chi li sa apprezzare e abbinare al giusto contesto e alle giuste persone; più che di cibi, questi sono vini che hanno bisogno di parole.
Parliamo della Malvasia di Bosa di Columbu e della Malvasia delle Lipari Passito La Rosa Bianca di Luigi Ramaglia. L’origine del nome Malvasia? Le versioni sono diverse, ma gli storici concordano su un riferimento. Si tratta di un borgo medievale del Peloponneso, Monemvasia, che nel 1463 cadde sotto il controllo della Serenissima. E furono proprio i veneziani a ribattezzare il vino in Malvasia, esportando la varietà in tanti paesi.
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La più autorevole guida del settore dell’enologia italiana giunge quest’anno alla sua 37sima edizione. Vini d’Italia è il risultato del lavoro di uno straordinario gruppo di degustatori, oltre sessanta, che hanno percorso il Paese in lungo e in largo per selezionare solo i migliori: oltre 25.000 vini recensiti prodotti da 2647 cantine. Indirizzi e contatti, ma anche dimensioni aziendali (ettari vitati e bottiglie prodotte), tipo di viticoltura (convenzionale, biologica, e biodinamica o naturale), informazioni per visitare e acquistare direttamente in azienda, sono solo alcune delle indicazioni che s’intrecciano con le storie dei territori, dei vini, degli stili e dei vignaioli. Ogni etichetta è corredata dall’indicazione del prezzo medio in enoteca, delle fasce di prezzo, e da un giudizio qualitativo che si basa sull’ormai famoso sistema iconografico del Gambero Rosso: da uno fino agli ambiti Tre Bicchieri, simbolo di eccellenza della produzione enologica. che quest’anno sono 498.
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