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Vini d'Italia 2023: Premio Viticoltrice dell’Anno

La guida Vini d'Italia è il frutto del lavoro di oltre 70 persone, che per mesi viaggiano in lungo e in largo per il Bel Paese, degustando e valutando migliaia e migliaia di vini. Anche quest'anno sono stati assegnati i Premi Speciali. Ecco il vincitore del Premio Viticoltrice dell'Anno.

  • 06 Gennaio, 2023

Premio Viticoltrice dell’Anno

Siamo in Italia, in Liguria, ai confini con la Francia. È in quest’ambiente un po’ selvaggio, diviso tra mare e colline molto ripide, che è cresciuta Giovanna Maccario. L’aspra orografia del territorio ha imposto ai contadini locali come unica – o quasi – coltivazione la vite e in particolare il vitigno Rossese (il Tibouren francese). La viticoltura e il vino scorrono nelle vene della famiglia Maccario da sempre; già il nonno di Giovanna, Giobatta (al secolo Giovanbattista), vinceva nel lontano 1922 un premio in un concorso enologico del regno d’Italia. Ma l’avventura delle bottiglie targate Maccario inizia con Mario, il padre di Giovanna, nel 1970. Malgrado una laurea in architettura, Giovanna riprendere le redini dell’azienda dopo la prematura scomparsa del padre nel 1994. E da circa vent’anni condivide il lavoro nei vigneti terrazzati con il marito bavarese, Goetz Dringenberg.

Giovanna Maccario – San Biagio della Cima (IM)

Il premio di Viticoltrice dell’Anno le calza a meraviglia: «Da bambina seguivo tra i filari mio padre che mi affidò subito alle cure della signora Virgilia Ferrari che lui considerava la più brava in vigna. È stata lei a insegnarmi come mantenere pulito l’alberello provenzale, come sfogliare in modo giusto per favorire una buona produzione. Mio padre ha sempre sostenuto che in queste operazioni, che richiedono precisione e meticolosità, le donne sono più abili dei maschi». Oggi, Giovanna e il marito coltivano poco più di 7 ettari a Rossese – tra San Biagio della Cima, Perinaldo e Ventimiglia e producono diverse selezioni di Rossese di Dolceacqua. Giovanna agisce anche in cantina: «Rispetto a mio padre che usava il legno per la fermentazione e per la maturazione dei vini, io ho deciso vent’anni fa di usare l’acciaio: mi permette di controllare le temperature e di rispettare gli aromi delicati del Rossese. Preferisco fermentare i miei vini a temperature tra i 27 e i 28 gradi, allungando magari le macerazioni fino a circa 30 giorni». Giovanna predilige una lunga permanenza sulle fecce: il vino si arricchisce e ne aumenta la longevità, quindi le selezioni vengono imbottigliate di solito tra agosto e settembre. Quest’anno un fantastico Rossese di Dolceacqua Posaú 2020, ricco di profumi fruttati e speziati, arricchiti da un bel fondo di corteccia, e dal palato di compiuta armonia permette a Giovanna di meritarsi i Tre Bicchieri e il premio di Viticoltrice dell’Anno.

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Scopri tutti i Premi Speciali della guida Vini d’Italia 2023

a cura di Gianni Fabrizio

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La più autorevole guida del settore dell’enologia italiana giunge quest’anno alla sua 37sima edizione. Vini d’Italia è il risultato del lavoro di uno straordinario gruppo di degustatori, oltre sessanta, che hanno percorso il Paese in lungo e in largo per selezionare solo i migliori: oltre 25.000 vini recensiti prodotti da 2647 cantine. Indirizzi e contatti, ma anche dimensioni aziendali (ettari vitati e bottiglie prodotte), tipo di viticoltura (convenzionale, biologica, e biodinamica o naturale), informazioni per visitare e acquistare direttamente in azienda, sono solo alcune delle indicazioni che s’intrecciano con le storie dei territori, dei vini, degli stili e dei vignaioli. Ogni etichetta è corredata dall’indicazione del prezzo medio in enoteca, delle fasce di prezzo, e da un giudizio qualitativo che si basa sull’ormai famoso sistema iconografico del Gambero Rosso: da uno fino agli ambiti Tre Bicchieri, simbolo di eccellenza della produzione enologica. che quest’anno sono 498.

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