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Vini d'Italia 2023: Premio Dolce dell’Anno

La guida Vini d'Italia è il frutto del lavoro di oltre 70 persone, che per mesi viaggiano in lungo e in largo per il Bel Paese, degustando e valutando migliaia e migliaia di vini. Anche quest'anno sono stati assegnati i Premi Speciali. Ecco il vincitore del Premio Dolce dell'Anno.

  • 03 Gennaio, 2023

Premio Dolce dell’Anno

Ottenuto da grechetto e sauvignon il Pourriture Noble colpisce subito per le note olfattive, complesse, persistenti e nitide che giocano sul frutto maturo, sui fiori gialli, sulle spezie dolci, con un tocco di zafferano e canditi d’agrume di gran fascino. La bocca è dolce, ma mai stucchevole, fresca d’acidità e dal finale sapido, profondo. Vino di grande beve, elegante e scorrevole, che lascia il segno. Un vino che fa il  verso alla Francia nel nome, ma non  solo… Ma raccontiamo la storia, bella, di questa cantina umbra ma con ascendenze particolari… «Decugnano – racconta Enzo Barbi, ora alla guida della cantina – nasce nel 1973. Mio padre era bresciano, lavorava già nella cantina del suo papà e decise di comprare un po’ di terra a Orvieto. Il vino che si produceva lì era già riconosciuto come vino di Orvieto. Lui si era innamorato di quella parte di Umbria a tal punto che decise di fare il viticoltore, pensando a produrre vino di alta qualità, come aveva avuto modo di vedere in Francia». Enzo ricorda emozionandosi i passi fatti dal padre a partire dagli anni Settanta. «Il podere che compro ai tempi era abbandonato. Si chiamava Decugnano e così nacque il nome Decugnano dei Barbi. Vi erano poche vigne, se ne impiantarono delle altre e da lì a breve, nel 1978, venne fatta la prima vendemmia che diede origine a tre vini, un Orvieto Bianco, un Rosso e un Metodo Classico, vini che ancora adesso rappresentano la nostra produzione». Certo, vedere che quasi 50 anni fa Claudio Barbi pensò a un Metodo Classico, fa capire la visione, la preparazione e la cultura enologica di un uomo che conosceva bene i grandi vini di Francia, Champagne, ma anche Borgogna, Bordeaux e… Sauternes.

Orvieto Cl. Sup. Muffa Nobile Pourriture Noble ’20

«Fu nel 1981che usci la prima annata di Pourriture Noble». Un’altra grande visione del fondatore: nei suoi viaggi Claudio Barbi conobbe la botrite e soprattutto i grandi vini dolci da uve sauvignon e semillon prodotti a Sauternes. «Mio padre non sapeva come chiamare quel vino, allora non si faceva la muffa nobile. Si accorse però che, per il particolare microclima delle vigne non lontane dal lago di Corbara, le uve venivano attaccata da queste particolari muffe. Scelse così di chiamarlo come i francesi chiamavano questi particolari vini: chi non sa di vino penserà che è un vino francese e lo comprerà di sicuro, disse papà scherzandoci un po’». Se ne fecero tremila bottiglie tutte da 0,75, nessuna mezza bottiglia. E da allora si produce solo nelle annate in cui le muffe nobili attaccano l’uva, con una produzione molto irregolare: in 40 anni sono usciti poco più di 15 millesimi. Della 2020, l’annata premiata, sono state prodotte solo duemila bottiglie. È un vino che va riscoperto, anche in virtù degli abbinamenti. Non va d’accordo solo con i dolci, a fine pasto, anzi. «Con un grande gorgonzola è il top».

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Scopri tutti i Premi Speciali della guida Vini d’Italia 2023

a cura di Giuseppe Carrus

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La più autorevole guida del settore dell’enologia italiana giunge quest’anno alla sua 37sima edizione. Vini d’Italia è il risultato del lavoro di uno straordinario gruppo di degustatori, oltre sessanta, che hanno percorso il Paese in lungo e in largo per selezionare solo i migliori: oltre 25.000 vini recensiti prodotti da 2647 cantine. Indirizzi e contatti, ma anche dimensioni aziendali (ettari vitati e bottiglie prodotte), tipo di viticoltura (convenzionale, biologica, e biodinamica o naturale), informazioni per visitare e acquistare direttamente in azienda, sono solo alcune delle indicazioni che s’intrecciano con le storie dei territori, dei vini, degli stili e dei vignaioli. Ogni etichetta è corredata dall’indicazione del prezzo medio in enoteca, delle fasce di prezzo, e da un giudizio qualitativo che si basa sull’ormai famoso sistema iconografico del Gambero Rosso: da uno fino agli ambiti Tre Bicchieri, simbolo di eccellenza della produzione enologica. che quest’anno sono 498.

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