Nel suo cuore Walter Lodali l’aveva sempre promesso al papà: “Porterò l’azienda che mi hai lasciato al vertice della qualità!”. E questa promessa l’ha condivisa, sin da piccolo, con la mamma Rita che l’ha cresciuto mentre si occupava anche di gestire da sola, a causa dell’improvvisa dipartita del marito, la casa vitivinicola. Così Walter, anno dopo anno, imparando dai propri errori, ha capito come valorizzare il Nebbiolo che proviene esclusivamente dalle vigne di famiglia, tutte attorno a Treiso, che papà Lorenzo gli aveva lasciato in eredità. Il percorso non è stato né breve, né facile, ma finalmente, abbandonata la ricerca delle concentrazioni, Walter ha incominciato a valorizzare l’eleganza e l’autenticità del vitigno che, nel Barbaresco Lorens ‘19 (dal nome del papà che è legato anche a tutte le altre selezioni, ovvero Barolo, Barbera e Chardonnay) hanno fatto sintesi con meravigliosa e moderna raffinatezza grazie anche alle belle note speziate con sentori di liquirizia, prugna matura e viola.
«Leggevo i quaderni di scuola di mio papà nei quali scriveva che sognava di fare vino buono e da far degustare in tutto il mondo. Sicuramente mi hanno influenzato queste sue riflessioni, solo che all’inizio avevo troppa fretta di arrivare bruciando le tappe… Ora tutto mi è molto più chiaro e devo ammettere che è anche molto più coerente: non esistono vie brevi in campagna, né in cantina e nemmeno sui mercati. La perseverante costanza quotidiana del lavoro in vigna, ma anche nelle vinificazione, dove abbiamo continuamente investito in tecnologia e in pregiati legni il più neutrali possibile, e stando il più vicino possibile a chi, i nostri vini, li propone alla clientela sono la nostra semplice ricetta di qualità – racconta Walter –Devo precisare, per la verità, che da solo questo traguardo, che non è certo un punto di arrivo, ma più precisamente una importantissima tappa nel nostro percorso di crescita, non l’avrei mai raggiunto: è per questo che lo voglio condividere con chi, tutti i giorni, mi aiuta ad affrontare e risolvere i problemi. Anche quelli dell’ultimo anno quando abbiamo ‘sventrato’ la cantina per poter allargare la zona di produzione, ma che è costato molta fatica a tutti vivendo e lavorando in un ‘cantiere’ che non finiva mai…». L’azienda produce circa 100mila bottiglie da 16 ettari di proprietà ed essendo un’azienda storica, fondata nel 1939 dal nonno Giovanni, è anche una delle poche alle quali è concesso di vinificare il Barolo dalle uve dei vigneti di Roddi, fuori della Docg.
a cura di Gianni Fabrizio
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