L’export riprende quota e la riapertura dell’Horeca determina crescite in doppia cifra. Nella nuova classifica per fatturati, salgono Botter/Mondodelvino e Iwb dopo l’acquisizione di Enoitalia. Le previsioni future sono moderatamente ottimistiche, anche se il caro di materie prime ed energia è ora la grande incognita. Il sondaggio del settimanale Tre Bicchieri
In molti, un anno fa, avevano creduto nel 2021 come anno della ripartenza. Ma non con numeri così importanti. Le previsioni emerse da quel sondaggio del Settimanale Tre Bicchieri tra i primi brand italiani del vino per giro d’affari furono sicuramente ottimistiche, seppure abbastanza prudenti. I fatti, però, hanno oltrepassato anche gli outlook più positivi. I bilanci chiusi nel 2021 parlano molto chiaro e restituiscono un quadro di crescite in doppia cifra, di record di fatturati spinti dall’export, dal redivivo canale Horeca e dalle categorie degli spumanti.
Non solo: le stime per l’anno 2022 sono, in media, moderatamente ottimistiche, grazie a un mercato che ha riaperto i suoi confini e che ha imparato a convivere in qualche modo con una pandemia che, secondo le più recenti stime dell’Organizzazione mondiale della sanità, non dovrebbe essere più così estrema e penalizzante per le attività economiche come tra 2020 e inizio 2021. Società cooperative, brand familiari e privati sono cresciuti a ritmi marcati, recuperando in gran parte i livelli del 2019.
Rispetto a molte previsioni stilate un anno fa, quindi, il sistema vino (almeno quello delle aziende di grandi dimensioni) si è ripreso, dimostrando grande capacità di adattamento alle congiunture economiche negative (in primis grazie al mix distributivo) e lungimiranza nelle politiche di investimento, a cominciare dal mondo digitale.
Ora, guardando al 2022, in un momento in cui si fronteggia la quarta ondata di Covid, i nodi più importanti che potrebbero erodere le future marginalità operative sono i rincari dell’energia e delle materie prime, ma anche i bassi livelli di produzione. In questo scenario incerto, l’industria italiana si presenta al cospetto dei mercati globali un po’ più strutturata rispetto al passato, con due nuovi grandi player, che rispondono al nome di Italian wine brands e di Botter-Mondodelvino, entrambi con forti ambizioni di sviluppo.
Abbiamo tracciato un panorama confrontandoci con 10 grandi marchi, che da soli valgono 3,1 miliardi di euro
La versione completa di questo articolo, con l’analisi e le previsioni di ognuno dei 10 grandi marchi, è stata pubblicata sul Settimanale Tre Bicchieri del 10 febbraio 2022
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a cura di Gianluca Atzeni
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