Cantine e showroom diventano sempre più occasione di sperimentazione e di coinvolgimento emotivo. In questo processo un ruolo importante è quello del sounding. La musica gradevole, infatti, ha la capacità di stimolare le parti del cervello responsabili del rilascio di dopamina che gioca un ruolo chiave nel generare un senso di benessere. Così, il coinvolgimento del nucleus accumbens conferma recenti indicazioni del fatto che l’effetto emotivo della musica attiverebbe meccanismi di aspettativa e di anticipazione di uno stimolo desiderabile, mediati dal neurotrasmettitore dopamina, rendendo l’esperienza positiva e memorabile.
Ma che succede, a sua volta, al vino sottoposto alle medesime musiche? Dopo i primi esperimenti di Ernst Chladni, nei primi anni del 1800, che dimostrò la forza delle vibrazioni sulla sabbia su lastre di vetro, dobbiamo attendere la metà del 1900 per scoprire con il medico svizzero Hans Jenny gli effetti della musica sulla materia e sul corpo. Da qui è nata la Cimatica ovvero la scienza che si occupa dello studio dell’effetto delle vibrazioni sulla materia.
Due enogastronomi viennesi, Thomas Koeberl e Markus Bachmann, sostengono, per esempio, che la Sinfonia n. 41 di Mozart avrebbe un beneficio eccezionale sul vino durante la fermentazione, in quanto sembra che il sapore del vino cambi, diventi più buono e raffinato. Ciò che cambia, in realtà, è il valore di glicerina, che aumenta, mentre cala quello dello zucchero. Con l’aumento della glicerina il vino diventa più morbido, più maturo, il sapore più tondo, ricco e denso. I ricercatori affermano che si tratterebbe dell’effetto dalle onde sonore sul lievito, che migliora il processo di fermentazione.
Da qui nasce un esperimento che mi ha visto coinvolto in prima persona progettato e gestito dal maestro Beppe Vessicchio e dalle Iene. L’esperimento ha coinvolto 3 grandi esperti come Luca Gardini (campione mondiale di sommellerie del 2010), il vicepresidente di Assoenologi, Emilio De Filippi, la produttrice di vino Ilaria Petitto e il sottoscritto. Il nostro compito era quello di riconoscere tra tre bicchieri del medesimo vino quello che era stato messo a contatto per 15 minuti con una specifica musica prodotta dal Maestro. In effetti, l’esperimento è riuscito perfettamente. La maggior parte di noi ha riconosciuto il vino “armonizzato” perché più tondo e morbido degli altri due vini, benché tratti dalla medesima bottiglia.
Qui il link al video dell’esperimento
a cura di Vincenzo Russo
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