“Il vino non è solo un prodotto, ma uno status culturale. Ed è su questa idea che lavoreremo nei prossimi anni”. Sono le prime parole di Lamberto Frescobaldi al Gambero Rosso, appena dopo l’elezione alla presidenza di Unione Italiana Vini, l’associazione che rappresenta 730 aziende, 150mila viticoltori per oltre il 50% del fatturato italiano di vino e l’85% del fatturato export del settore.
Classe 1963, il neoeletto, che succede al piemontese Ernesto Abbona, è anche presidente dell’azienda toscana Marchesi de’ Frescobaldi, di cui rappresenta la trentesima generazione. Dopo aver conseguito, nel 1987, la specializzazione in viticultura alla Davis University in California, è tornato a Firenze per occuparsi dell’attività di famiglia. Nello scorso triennio, per Unione Italiana Vini ha ricoperto la carica di vicepresidente. In questa nuova avventura da presidente, al suo fianco ci saranno, nel ruolo di vice, Chiara Lungarotti (amministratore unico delle Cantine Lungarotti) e il riconfermato Sandro Sartor (Ad Ruffino Group e regione Emea di Constellation Brands). Sono tre le principali direttrici su cui lavorerà il nuovo consiglio direttivo: sostenibilità, territorialità e salute.
Quello della salute, in particolare, è uno dei temi con cui il mondo vitivinicolo si è già confrontato più volte in questi mesi e su cui dovrà ancora confrontarsi negli anni a venire. Tant’è che, nel corso dell’assemblea generale dei soci Uiv appena conclusa a Roma, è stato anche approvato uno specifico Piano strategico di ricerca e comunicazione su vino e salute che punta sia ad aggiornare le conoscenze scientifiche sul tema, sia a educare al consumo responsabile. “L’obiettivo del nostro Piano” ha spiegato Frescobaldi “è riportare l’attenzione sulla dieta mediterranea, troppe volte messa in discussione negli ultimi tempi, ribadendo in concetto secondo cui a fare male sono gli eccessi e non i consumi. Trovo quanto mai necessario affermare il ruolo del vino nella società, nell’economia, nell’ambiente e nella cultura di oggi”.
Quello che attende Frescobaldi, non sarà di certo un anno facile. Tra i principali ostacoli da affrontare per il comparto vitivinicolo c’è il persistere della guerra in Ucraina, con tutte le sue conseguenze, e soprattutto il tema dei rincari che sta già dimostrando i suoi effetti sui listini dei vini, arrivando anche al consumatore finale.
“Non ci aspettano degli anni semplici” ha concluso Frescobaldi “ma lavorerò proseguendo nell’attività dei miei predecessori, che hanno fatto di Unione italiana vini una organizzazione in grado di coinvolgere in maniera organica tutte le componenti della filiera produttiva: dalla piccola impresa verticale alla cooperazione, alle aziende industriali. L’obiettivo è come sempre essere compagno di viaggio del comparto”.
L’intervista completa al neo-presidente di Unione Italiana Vini sul settimanale economico Tre Bicchieri di giovedì 5 maggio.
a cura di Loredana Sottile
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