Quest’anno il premio di Rosso dell’Anno va al Vigna del Suolo ’16, uno straordinario Brunello di Montalcino figlio d’una vendemmia eccellente. Siamo nel versante sudovest di Montalcino, su uno sperone di roccia che domina la Val d’Orcia.
Argiano è una delle tenute più antiche del comprensorio, e risale al 1580. Da quando vi è stata piantata la vigna i suoi vini hanno goduto di grandissimo prestigio (li amava anche il poeta Carducci); da qualche anno a questa parte, dopo l’acquisizione della tenuta nel 2012 da parte di Andrè Santos Esteves, imprenditore brasiliano, abbiamo assistito a un vero e proprio rinascimento dell’azienda, che pure già negli anni Ottanta grazie all’impegno di Noemi Marone Cinzano e Giacomo Tachis, enologo insigne, era tra le più blasonate. Oggi è diretta con passione e competenza da Bernardino Sani, enologo e amministratore, accanto al quale troviamo Francesco Monari, agronomo. Proprio con la ristrutturazione dei vigneti e con la microzonazione di ogni parcella sono state poste le basi di questo rinnovato successo.
Per anni le uve della vigna del Suolo, che ora ha 55 anni, confluivano nel Brunello, ma con l’annata ’15 è nata la nuova etichetta della selezione. “Sono le vigne più vecchie della Tenuta” ci racconta Bernardino “e con il nostro arrivo nel ’14 ci sismo subito resi conto che meritavano una vinificazione separata: sono a 320 metri di quota, su un suolo di marne argillo-calacaree, un terreno ricco di scheletro, di fossili che ci riportano a quando questo era un fondale marino. Il terreno ideale per esprimere a pieno il carattere dei nostri antichi cloni di sangiovese grosso, grazie al profilo acido e sapido che riesce ad imprimere ai vini”. Dopo l’ottima vendemmia ’15 ecco uno sfolgorante 2016, allora, che ci ha letteralmente fatto innamorare di questo cru, per ricchezza, eleganza e profondità espressiva. Solo alcune delle parcelle della vigna confluiscono in questa etichetta. Lunghe maturazioni in botti da 15 ettolitri di rovere di Allie (con il ’16 compaiono anche botti ovoidali) e una sosta in bottiglia lo completano e lo preparano ad affrontare il mercato e la sfida del tempo.
Il vino si annuncia con un colore rubino profondo, e s’apre con un bouquet seducente dove la ciliegia matura e i piccoli frutti virano poi su note più complesse di tabacco, floreali e di macchia, per poi sfumare sulla spezia e sulla scorza d’agrume. La bocca è ampia profonda, nitida, sorretta da una ricca impalcatura acida che sostiene un frutto integro e polposo e tannini di spettacolare finezza. Ricco ma non denso, è assertivo, profondo, elegantissimo, di una straordinaria vitalità che lascia presagire un glorioso invecchiamento. Ne riparleremo a lungo di questo Tre Bicchieri…
Argiano srl Società Agricola – Montalcino (SI) – Sant’angelo in Colle – 0577 844 037 – www.argiano.net
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a cura di Marco Sabellico
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La più autorevole guida del settore dell’enologia italiana giunge quest’anno alla sua 37sima edizione. Vini d’Italia è il risultato del lavoro di uno straordinario gruppo di degustatori, oltre sessanta, che hanno percorso il Paese in lungo e in largo per selezionare solo i migliori: oltre 25.000 vini recensiti prodotti da 2647 cantine. Indirizzi e contatti, ma anche dimensioni aziendali (ettari vitati e bottiglie prodotte), tipo di viticoltura (convenzionale, biologica, e biodinamica o naturale), informazioni per visitare e acquistare direttamente in azienda, sono solo alcune delle indicazioni che s’intrecciano con le storie dei territori, dei vini, degli stili e dei vignaioli. Ogni etichetta è corredata dall’indicazione del prezzo medio in enoteca, delle fasce di prezzo, e da un giudizio qualitativo che si basa sull’ormai famoso sistema iconografico del Gambero Rosso: da uno fino agli ambiti Tre Bicchieri, simbolo di eccellenza della produzione enologica. che quest’anno sono 498.
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