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Champagne: una passione in costante aumento

Secondo Future Market Insights il giro d’affari delle bollicine crescerà grazie anche ai mercati asiatici. Intanto dal Comité arrivano nuovi strumenti per garantire l’equilibrio del mercato

  • 27 Luglio, 2022

Vento in poppa per lo Champagne che, in linea con l’aumento mondiale del consumo di bollicine, prevede una crescita del 64% entro il 2032, fino a sfiorare 11,5 miliardi di dollari. Nel 2021 le esportazioni hanno toccato quota 320 milioni di bottiglie per un giro d’affari di 5,7 miliardi di euro.

Champagne. I nuovi trend secondo Future Market Insights

Le previsioni per i prossimi dieci anni sono di Future Market Insights secondo cui, oltre ai mercati consolidati, il merito sarà anche delle nuove opportunità dei mercati asiatici, con India e Cina in testa. Tra i trend futuri individuati ci sono, infatti, l’aumento della capacità della spesa globale, la crescita delle economie in via di sviluppo e l’introduzione al consumo delle nuove generazioni di giovani asiatici, più propensi a provare nuove cucine e bevande. Secondo Future Market Insights, quindi, il mercato asiatico dello Champagne dovrebbe arrivare a valere 630 milioni di dollari entro quest’anno, pari a circa il 18% del mercato globale. Per il Vecchio Continente, invece, è previsto un tasso di crescita annuale medio del 4.6% fino al 2032, preceduto da quello stimato per gli Usa (5.1%). “Far conoscere e apprezzare la cultura dello Champagne a Paesi che non hanno una grande tradizione enologica sarà l’obiettivo che guiderà tutti gli addetti ai lavori da qui a 10 anni”, è il commento alla ricerca Luigi Sangermano, amministratore delegato di Laurent-Perrier Italia.

Infine, la ricerca dedica anche uno spazio alle nuove modalità di acquisto del prodotto: dal 2022 al 2023 si prevede che il canale di distribuzione online crescerà a un tasso del 5,2% e rappresenterà il 60% delle vendite. I principali operatori rafforzeranno la collaborazione con diversi marketplace online e affineranno i loro siti web per offrire ai clienti un’esperienza di acquisto sempre più personalizzata.

Il Comité sceglie lo sblocco differito della riserva

Intanto, all’interno del Comité, i vigneron e le maison hanno scelto un nuovo strumento per garantire il futuro equilibrio di mercato: lo sblocco differito della riserva (i vini degli anni precedenti), che prevede la creazione di un credito per le imprese qualora il raccolto e la riserva stessa si rivelassero insufficienti per raggiungere la resa commerciabile dell’anno. Il credito, gestito dal Comité, potrà essere usato per tre anni successivi man mano che la riserva sarà ricostituita. La decisione è stata presa in base all’esperienza del 2020 (-18% causa crisi da Covid) e del 2021 (raccolto dimezzato per gelo, peronospora e grandine).

Il Comité Champagne ha annunciato che nei prossimi 10 anni, le risorse saranno notevolmente rafforzate per sviluppare ulteriormente le azioni di ricerca e sviluppo, le azioni di regolamentazione economica e le azioni di tutela e promozione della denominazione.

 

La versione completa di questo articolo è stata pubblicata sul Settimanale Tre Bicchieri del 21 luglio 2022

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